La commissione auspica che il governo scinda la riforma delle ferrovie in vari capitoli. Gli aspetti non contestati - rafforzamento della sicurezza dei viaggiatori e dei dipendenti, nonché introduzione di mandati di prestazioni di quattro anni per le imprese di trasporto concessionarie - dovrebbero essere ripresentati alle Camere "in tempi brevi".
In una seconda fase, l'esecutivo dovrebbe trasmettere al parlamento, in un progetto separato, gli aspetti della riforma ora contestati: la riorganizzazione, in primis, del finanziamento delle linee e la divisione della rete in due gruppi distinti. È questa nuova pianificazione, osteggiata dai cantoni, in particolare romandi, ad aver spinto il 3 ottobre scorso la maggioranza del Nazionale a rinviare il progetto al Consiglio federale.
La commissione degli Stati raccomanda ora al plenum di allinearsi a questa scelta, soprattutto per motivi tattici e di calendario. Si tratta infatti - ha rilevato questa sera il presidente della commissione Rolf Escher (PPD/VS) - di non rallentare ulteriormente quest'importante dossier.