«Dopo aver temporeggiato per 14 anni, il Nazionale deve conservare la linea adottata in marzo se vuole raggiungere un'armonizzazione materiale», ha dichiarato oggi alla stampa Thérèse Meyer (PPD/FR). Tanto più che le proposte in discussione devono fungere da controprogetto all'iniziativa popolare di Travail.Suisse, che esige un assegno di almeno 450 franchi al mese per figlio in tutta la Svizzera.
Con 15 voti a 10, la commissione raccomanda dunque al plenum di confermare il proprio appoggio a un limite mensile minimo di 200 franchi per figlio fino a 16 anni e di 250 franchi per figlio in formazione fino a 25 anni. Conformemente al principio «un figlio, un assegno», anche i lavoratori indipendenti devono essere inclusi in questo sistema, ha precisato la presidente della commissione Christine Goll (PS/ZH).
La Camera del popolo esaminerà le divergenze in questo dossier nella prossima sessione invernale. In settembre, un'esigua maggioranza del Consiglio degli Stati non aveva voluto imporre un importo minimo ai cantoni. Per motivi finanziari e di autonomia cantonale, i «senatori» avevano deciso di ridurre il progetto a una semplice armonizzazione formale ed amministrativa.
Attualmente, gli assegni familiari sono di competenza cantonale. Risultato: le differenze tra i 26 cantoni sono notevoli, gli assegni variano da un minimo di 150 franchi mensili a un massimo di 444 franchi, pari a una media nazionale di 184 franchi per figlio e per mese.