Con 8 voti contro 3, la commissione raccomanda ora di concedere questo aiuto d'urgenza soltanto se il richiedente restio a lasciare il nostro paese può rendere verosimile una situazione di disagio, ha spiegato oggi alla stampa Trix Heberlein (PLR/ZH). Anche le altre persone che vivono in Svizzera - ha ricordato - devono fare la stessa cosa se vogliono percepire un aiuto sociale.
Secondo la deputata radicale, questa soluzione permetterebbe di rispettare sia i diritti dell'uomo che la recente sentenza del Tribunale federale. L'Alta corte aveva infatti definito anticostituzionale la soppressione dell'aiuto d'urgenza ai richiedenti l'asilo recalcitranti.
In un primo tempo, la Camera dei cantoni aveva deciso di limitare e addirittura rifiutare l'aiuto agli asilanti che rifiutano di lasciare il paese nonostante una decisione negativa. Dal canto suo, il Consiglio nazionale aveva deciso di mantenere quest'aiuto d'urgenza, dopo avere a sua volta soppresso l'aiuto sociale ai richiedenti respinti.
Importo forfettario
I cantoni dovrebbero ricevere un importo forfettario di 15'000 franchi per caso, ciò che permetterà di garantire - a titolo transitorio - un sostegno d'urgenza ai richiedenti respinti che ancora si trovano in Svizzera. La commissione degli Stati propone al plenum di allinearsi alla versione del Nazionale, evitando di insistere su un importo di 5'000 franchi.
La commissione non ha invece voluto intervenire nella disputa tra cantoni e Confederazione per quel che concerne l'entità degli importi forfettari concessi per l'aiuto ai richiedenti colpiti da una decisione di non entrata in materia (NEM). Il problema va risolto in un'ordinanza governativa, ha ricordato la Heberlein.
Ammissione provvisoria
Altra correzione fatta dalla commissione: i richiedenti dovrebbero ottenere un'ammissione provvisoria quando il rimpatrio dovesse mettere seriamente in pericolo la loro esistenza a causa di una guerra, di violenza generalizzata, ma anche di un'insufficiente infrastruttura medico-sanitaria. Secondo Trix Heberlein, il testo proposto dalla commissione è più preciso di quello del Nazionale.
Sempre per quel che concerne le ammissioni provvisorie, la commissione si è allineata alla Camera del popolo su un'altra divergenza. Ha accettato che le domande d'autorizzazione di soggiorno depositate da stranieri che vivono in Svizzera da almeno cinque anni siano esaminate in modo approfondito.
Con 6 voti contro 5, la commissione ha invece mantenuto una disposizione che permette al Consiglio federale di limitare le prestazioni assunte dall'assicurazione malattia per i richiedenti l'asilo. Il Consiglio nazionale aveva stralciato quest'idea.
Jean Studer critico
Nella legge sugli stranieri, la commissione ha eliminato le ultime divergenze minori tra i due Consigli. In questo senso, per esempio, i datori di lavoro che richiedono autorizzazioni d'assunzione per gli stranieri non potranno essere obbligati a proporre nel contempo posti di formazione.
In linea di principio, le due leggi dovrebbero essere approvate dalle Camere nella sessione invernale, ha dichiarato il presidente uscente Jean Studer (PS/NE). "Questa è stata la mia ultima seduta di commissione, ma non la mia ultima battaglia contro una politica criticabile nei confronti degli stranieri", ha esclamato il nuovo consigliere di Stato neocastellano.