Con 16 voti contro 5, la commissione del Nazionale vuole sottoporre quasi integralmente al plenum il progetto votato in dicembre dal Consiglio degli Stati. La legge garantisce la continuazione del sostegno ai paesi dell'Est e vi inserisce il contributo di coesione. "L'aiuto tradizionale ai paesi dell'Est non è contestato", ha sottolineato oggi alla stampa il presidente della commissione Luzi Stamm (UDC/AG).
La commissione si è pure pronunciata chiaramente in favore del miliardo di coesione. Con 17 voti contro 5, essa ritiene che lo sforzo di coesione debba contribuire allo sviluppo europeo e compensare in parte le disparità. La commissione ha tuttavia un "sentimento di malessere" in merito al finanziamento dell'aiuto alla coesione, ha precisato Stamm. Così, con 14 voti contro 7, propone al plenum di accogliere un postulato che invita il Consiglio federale a non finanziare questo contributo a scapito dell'aiuto pubblico allo sviluppo.
Il Consiglio federale aveva annunciato che la compensazione è prevista sui bilanci dei Dipartimenti federali degli affari esteri (DFAE) e dell'economia (DFE). Il credito si estende su un periodo di 8-10 anni, pari a 100-125 milioni di franchi all'anno, ha precisato Vreni Müller-Hemmi (PS/ZH). La commissione spera che le modalità del finanziamento saranno precisate prima del voto finale sulla legge.
Una minoranza ha inutilmente cercato di opporsi all'intero progetto. "Il contributo di coesione rappresenta un pericoloso precedente che ci costerà caro", ha ammonito a nome della stessa minoranza Ulrich Schlüer (UDC/ZH). Contraria all'entrata in materia, l'UDC ha poi cercato di rinviare il progetto al governo per ottenere garanzie sulla soluzione della vertenza relativa all'aeroporto di Zurigo, sulla preservazione del segreto bancario e sulla sovranità dei cantoni in materia fiscale. Tuttavia, questa proposta è stata respinta con 17 voti a 5.