<p>BERNA, 13 feb (ats) Se la Banca nazionale (BNS) dovesse procedere a nuove vendite miliardarie di riserve d´oro in esubero, il parlamento dovrà poter dire la sua. È quanto chiede, con una mozione, la commissione di gestione (CdG) del Consiglio nazionale che in un rapporto non lesina critiche al governo.
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La maggioranza della CdG non esclude che nei prossimi anni la BNS possa essere chiamata a vendere un nuovo quantitativo di riserve di oro eccedentarie per un valore oscillante fra i 5 e i 10 miliardi di franchi. In tal caso si dovrà chiamare in causa il parlamento. In questo senso, la CdG chiede con una mozione una revisione della legge sulla BNS.

La CdG del Nazionale è intervenuta su richiesta del Partito socialista (PS), per il quale il Consiglio federale aveva violato il diritto decidendo nel febbraio del 2005 di ripartire i 21 miliardi di franchi ricavati dalla vendita di riserve d´oro in esubero nella misura dei 2/3 ai cantoni (che nel frattempo hanno ricevuto la loro parte di circa 14 miliardi) e di 1/3 alla Confederazione (le modalità di attribuzione sono esaminate dalle Camere). Per questa richiesta i socialisti si sono basati su una perizia eseguita su loro incarico dal professor Philippe Mastronardi dell´Università di San Gallo.

La commissione non ha praticamente avuto dubbi sulla validità giuridica di questa decisione. Su questo punto si è allineata alla perizia del professor Paul Richli dell´Università di Lucerna e considera "difendibile" la chiave di ripartizione applicata dal governo sulla base della Costituzione e della legge sulla BNS.

Dopo che tutte le proposte per la ripartizione delle riserve di oro in esubero erano fallite in parlamento e davanti al popolo, il Consiglio federale ha ritenuto che non vi fosse alcun motivo legale per bloccare ancora a lungo questo patrimonio aureo presso la BNS. Il governo ha dunque optato per una rapida ripartizione, criticata tuttavia dal PS che si è chiesto se il versamento di questi 21 miliardi in dieci rate settimanali non fosse affrettato.

Poco tempo

Orbene, la maggioranza della commissione - schieramento rosso-verde e UDC - è del parere che un periodo di tre mesi (da maggio a luglio 2005) fosse "giuridicamente discutibile". Questo precipitoso modo di procedere del Consiglio federale costituisce un "danno politico", dal momento che né il parlamento, né il popolo hanno potuto pronunciarsi in merito. Questa via abbreviata scelta da Consiglio federale e BNS avrebbe dovuto essere oggetto di una base legale particolare.

È per questo fatto che la CdG ha adottato la citata mozione secondo la quale il parlamento deve potersi esprimere nel caso in cui si ripetesse un caso del genere. La minoranza del CdG difende invece la presa di posizione dei cantoni che, quali azionisti di maggioranza della BNS, chiedevano una rapida ripartizione del ricavato della vendita delle riserve d´oro eccedentarie.

Sensibilità politica carente

Il Consiglio federale non esce dunque "immacolato" dal rapporto della CdG del Nazionale sulla ripartizione delle riserve di oro. L´organo parlamentare di sorveglianza, oltre a rimproverare al governo di aver escluso le Camere dall´operazione, denuncia una carenza di sensibilità politica. A suo modo di vedere, l´Esecutivo avrebbe temporeggiato nel ricordare, senza ambiguità, che la chiave di ripartizione tradizionale (2/3 ai cantoni e 1/3 alla Confederazione) sarebbe stata applicata in caso di rifiuto degli altri progetti.

"In materia di comunicazione - si legge nel rapporto - su numerosi aspetti l´atteggiamento del governo nei confronti di parlamento e popolo non è stato né coerente, né trasparente". La commissione invita dunque il Consiglio federale a segnare chiaramente in futuro la distinzione tra apprezzamento politico e valutazione giuridica, in particolare nelle spiegazioni che pubblica in vista di una votazione popolare. Il Consiglio federale dovrà prendere posizione su questo rapporto entro la fine di agosto.

Solo una supposizione

Il presidente della commissione di gestione Kurt Wasserfallen (PLR/BE), che fa parte della minoranza, ha dichiarato questo pomeriggio che secondo la maggioranza della CdG i 5-10 miliardi di franchi ricavabili da una nuova vendita di riserve in esubero della BNS non si possono ancora pronosticare. Il relatore della maggioranza Fabio Pedrina (PS/TI) ha precisato che questa cifra è per il momento una supposizione.

Si tratta - ha aggiunto Pedrina - di dare i mezzi al parlamento nell´eventualità che possa ripetersi una vendita di oro. Il portavoce della BNS Werner Abegg ha dichiarato all´ATS che le supposizioni della maggioranza della CdG su future eccedenze delle riserve auree sono fuori luogo. "Attualmente, il nostro istituto di emissione - ha sottolineato - non ha minimamente l´intenzione di vendere oro".