<p>BERNA, 30 mag (ats) La tassa sul CO2 per l´olio da riscaldamento dovrebbe essere introdotta dal 2008 in varie tappe in funzione delle emissioni. Secondo il compromesso adottato oggi dalla commissione dell´ambiente del Consiglio nazionale, una parte degli introiti dovrebbe essere destinata alla costruzione di alloggi ecologici.
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Costretta dal plenum a tornare sul problema (in marzo aveva respinto l´alternativa di un centesimo climatico immobiliare), la commissione ha deciso con 15 voti contro 7 in favore di una soluzione a tappe, ha indicato oggi alla stampa la sua presidente Barbara Marty Kälin (PS/ZH). Questa soluzione ha il vantaggio di concedere tempo per verificare se i prezzi elevati del petrolio hanno un effetto sulle emissioni di CO2, ha spiegato Roger Nordman (PS/VD).

Concretamente, una tassa di 12 franchi per tonnellata di anidride carbonica, ossia 3 centesimi per litro d´olio da riscaldamento, sarebbe prelevata dal gennaio 2008 se le emissioni di combustibili fossili avranno superato nel 2006 il 94% del livello del 1990. La tassa passerebbe poi a 24 franchi nel 2009 se le emissioni avranno superato nel 2007 il 90% del livello del 1990.

Infine, si potrebbe arrivare all´ultima tappa (36 franchi, o 9 centesimi per litro d´olio da riscaldamento) nel 2010 se le emissioni dovessero superare nel 2008 l´86,5% del livello del 1990 o se negli anni seguenti dovessero oltrepassare l´85,76% di questo stesso livello. L´obiettivo è tuttavia quello del protocollo di Kyoto sul clima di ridurre nel 2010 le emissioni di CO2 dovute ai combustibili del 15% rispetto al 1990.

Sostenuta dalla sinistra, la modulazione della tassa, che colpirà pure il carbone e il gas naturale, ha i favori anche del PPD, mentre il PLR ha qualche riserva, secondo Nordmann.

La tassa dovrebbe fruttare circa 215 milioni all´anno nella prima tappa, 430 milioni nella seconda e 650 milioni nella terza. Di queste somme, 100 milioni dovrebbero essere investite nell´incoraggiamento della costruzione di alloggi e stabili amministrativi ad alta efficienza energetica. Potrebbero essere sostenuti soltanto progetti la cui "performance" è nettamente superiore a quella delle costruzioni o dei riattamenti recenti.

Al massimo 10 dei 100 milioni potrebbero essere destinati a favorire progetti di ricerca e di impianti pilota. Il resto degli introiti provenienti dalla tassa sarebbe ridistribuito alla popolazione tramite le casse malattia e all´economia tramite le casse di compensazione AVS, come prevedeva il Consiglio federale.

La Camera del popolo deciderà il 20 giugno. I deputati potranno vagliare non meno di sette proposte di minoranza, che vanno dall´abbandono puro e semplice della tassa a un raddoppio dell´ammontare inizialmente proposto dal governo (35 franchi per tonnellata di CO2).