Scopo dell'operazione: trovare una soluzione che possa poi essere accolta anche dalla Camera del popolo, ha spiegato oggi alla stampa il presidente della commissione di politica di sicurezza degli Stati Hermann Bürgi (UDC/TG). In ottobre a Flims la sinistra e l'UDC, unite per motivi diversi, hanno silurato alla fine la nuova organizzazione dell'esercito.
Con la riforma di Esercito XXI la priorità sarà data agli impieghi di sicurezza settoriale e all'appoggio alle autorità civili, a scapito della difesa classica del territorio. Le formazioni meccanizzate e pesanti dovrebbero essere dimezzate, mentre il numero dei battaglioni di fanteria aumentato.
Mentre lo schieramento rosso-verde vuole andare oltre nelle riforme, l'UDC vuole mantenere la difesa tradizionale. Per evitare un nuovo fallimento al Nazionale, la commissione peparatoria degli Stati ritiene utile una «pausa di riflessione». Secondo Bürgi si tratta ora di chiarire la situazione e di individuare i problemi.
In questo senso, una serie di problemi sarà approfondita in commissione. Potrebbero essere presentate alternative al progetto iniziale del Consiglio federale. Tra gli aspetti da chiarire subito vi è la situazione dei militi professionisti, oberati di lavoro con il sistema attuale. Si tratta anche di studiare il modo per ricorrere più tempestivamente nella formazione delle reclute ai militari di milizia. Si potrebbe anche ritornare a due scuole reclute all'anno al posto di tre.
La commissione chiede inoltre al Dipartimento federale della difesa (DDPS) di consegnarle un rapporto per chiarire se la riforma di Esercito XXI risponda al mandato costituzionale. Il ministro della difesa Samuel Schmid dovrebbe consegnare questo documento entro l'inizio dell'anno prossimo, tanto che gli Stati dovrebbero poter esaminare il dossier nella sessione di primavera.
Secondo Hermann Bürgi, la sorte del programma d'armamento, in discussione in parlamento, è indipendente da quella della riforma di Esercito XXI.
Euro 2008
Affrontando un altro tema, la commissione di politica di sicurezza condivide l'idea che i luoghi che accoglieranno in Svizzera i campionati europei di calcio 2008 debbano poter contare sull'appoggio dell'esercito. In questo senso, la commissione è d'accordo di mettere a disposizione un contingente massimo di 15'000 militi, che dovranno spalleggiare le autorità di Ginevra, Basilea, Berna e Zurigo.
Il progetto, approvato dalla commissione senza opposizione, risponde alle condizioni dell'esercito, in particolare per quel che concerne la sussidiarietà dell'impiego dei militari in favore delle autorità civili. Secondo l'attuale situazione della pianificazione, alla fine dovrebbero essere chiamati in causa circa 13'900 militari. Come per il Forum economico di Davos, essi non dovranno essere coinvolti in confronti con la popolazione.