Si tratta di ancorare nella Costituzione i grandi principi che reggono attualmente l'assicurazione malattia. Orbene, il testo accettato dagli Stati, nonostante l'opposizione di Pascal Couchepin e di una parte non indifferente di deputati, non può essere ripreso tale e quale, ha indicato alla stampa il presidente della commissione del Nazionale Pierre Triponez (PLR/BE).
La sottocommissione ha dunque il compito di migliorarlo. Essa potrebbe rinunciare a una modifica della Costituzione a favore di un controprogetto indiretto, ossia le riforme attuali dell'assicurazione malattia a livello legislativo, ha precisato Thérèse Meyer (PPD/FR).
Finanziamento degli ospedali
La commissione ha inoltre proseguito i lavori sulla riforma del finanziamento degli ospedali, nell'intento di poter trasmettere il dossier al plenum per la sessione invernale (al riguardo è stata programmata una seduta «open end»). I fautori di una prima tappa meno impegnativa, che si concentra sul passaggio - incontestato - a un finanziamento forfettario legato alle prestazioni, sono stati posti in minoranza.
Con deboli maggioranze, la commissione ha seguito la linea del Consiglio degli Stati. I cantoni parteciperanno soltanto al finanziamento degli ospedali, pubblici o privati, che figurano su una lista. Fisseranno essi stessi questo elenco, inteso a garantire la copertura delle necessità terapeutiche della popolazione.
I cantoni dovranno coordinare le loro pianificazioni e saranno tenuti a stabilire un programma comune per la medicina di punta. La commissione non ha voluto aumentare le competenze della Confederazione nella pianificazione ospedaliera.
In merito agli ospedali che non figurano sulla lista, con essi gli assicuratori potranno concludere convenzioni. I cantoni non sarebbero tenuti a versare un soldo, salvo che in caso di necessità medica. La commissione ha respinto una proposta che voleva stralciare queste disposizioni.
Congelamento delle tariffe
Alla fine, con 13 voti contro 1, la commissione ha accettato di prorogare il congelamento delle tariffe delle cure a domicilio e nei centri medicalizzati - che scadrà alla fine dell'anno - fino alla fine del 2008, nell'attesa che il parlamento legiferi. Contrariamente al Consiglio degli Stati, la commissione del Nazionale, con 13 voti a 10, ha proposto - per i prossimi due anni- di adattare queste tariffe al rincaro.