<p>BERNA, 24 nov (ats) Chi, in un'azienda o nell'amministrazione pubblica, denuncia un caso di corruzione dovrà essere meglio protetto contro le ritorsioni. Con 20 voti contro 4, la commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale ha approvato una mozione in questo senso, corretta dagli Stati.
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Il Consiglio degli Stati aveva precisato una mozione di Remo Gysin (SP/BS), approvata dal Consiglio nazionale, favorevole a disposizioni per proteggere i «whistleblowers» (nel gergo specializzato significa chi denuncia i casi di corruzione). Ora, la commissione degli affari giuridci del Nazionale si è pronunciata a favore di questa precisazione, ha indicato oggi alla stampa il suo presidente Daniel Vischer (Verdi/ZH). Anche il consigliere federale Christoph Blocher si è detto d'accordo.

La nuova versione chiede un progetto di legge che garantisca una protezione efficace contro i licenziamenti ingiustificati e altre discriminazioni che subiscono le persone che denunciano casi di corruzione. I denunciatori possono rivelare all'opinione pubblica i fatti di cui sono a conoscenza solo in ultima analisi.

Il testo prevede anche di non fare distinzioni tra i denunciatori i cui rapporti di lavoro dipendono dal diritto pubblico o da quello privato. Infine, il Consiglio federale è incaricato di esaminare se i dipendenti della Confederazione debbano essere obbligati a comunicare all'autorità competente sospetti concreti di un atto penalmente punibile di cui hanno avuto conoscenza nell'esercizio della loro funzione.