BERNA, 9 nov (ats) Il problema delle medicine complementari ha dato filo da torcere alla commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati. Con un solo voto di maggioranza, essa ha raccomandato al plenum di respingere, senza controprogetto, l'iniziativa popolare "Sì alla medicina complementare"

Questo testo chiede che le medicine complementari siano integrate nel catalogo delle prestazioni rimborsate obbligatoriamente dalle casse. Vuol essere una risposta alla decisione del giugno 2005 del ministro della sanità Pascal Couchepin di sopprimere dalla lista delle prestazioni cinque terapie alternative, ossia i prodotti omeopatici, la fitoterapia, la terapia naturale, la medicina antroposofica e quella tradizionale cinese.

La commissione non contesta il sostegno popolare di cui godono le medicine "soft", ma è del parere che questo problema non debba essere ancorato nella Costituzione federale. Essa ritiene inoltre che l'iniziativa vada troppo lontano, ha indicato oggi alla stampa la sua presidente Erika Forster (PLR/SG).

In causa vi è la disposizione dell'iniziativa secondo cui la Confederazione e i cantoni provvedono all'"assunzione completa" delle medicine complementari. Il Consiglio nazionale si era pure bloccato su questo aspetto quando, in settembre, aveva optato per il "no".

La minoranza proporrà un soluzione di compromesso intesa a trovare una via mediana per il riconoscimento delle medicine complementari, ha precisato Erika Forster. Dal canto suo, la maggioranza è del parere che non vi sia più il tempo per elaborare un controprogetto diretto a livello costituzionale.

La commissione non intende tuttavia accantonare il problema. Secondo la deputata radicale sangallese è allo studio il lancio di un'iniziativa parlamentare, che prevede una regolamentazione a livello legislativo. Ciò dovrebbe incitare i fautori dell'iniziativa popolare a ritirarla, ha auspicato Erika Forster.

9 novembre 2007