La commissione - come ha spiegato oggi alla stampa il suo presidente Pierre Triponez (PLR/BE) - pone tuttavia due condizioni: l'aumento sarebbe limitato a 7 anni (dopodiché si procederebbe a una valutazione della situazione) e diverrebbe effettivo soltanto se il popolo accetta la 5a revisione dell'AI. Questi aumenti dovrebbero fruttare introiti supplementari per circa 2 miliardi di franchi all'anno, ossia 14 miliardi in 7 anni.
Comunque la strategia si preannuncia ardua. Infatti, una volta conclusi i dibattiti parlamentari, gli aumenti dell'IVA saranno sottoposti a popolo e cantoni, in quanto comportano una modifica della Costituzione. Essi non entrerebbero in vigore prima del 2010.
Nonostante questi ostacoli, la variante IVA è stata preferita a un aumento dei contributi AI versati da datori di lavoro e dipendenti, dal momento che l'aumento dell'IVA non rincarerebbe il costo del lavoro ed è meno penalizzante per i prodotti svizzeri e per le esportazioni, ha sottolineato Thérèse Meyer (PPD/FR).
Questa soluzione, approvata con 17 voti contro 5, comprende anche una partecipazione della Confederazione. Per frenare l'indebitamento dell'AI, che alla fine del 2007 dovrebbe raggiungere i 12 miliardi di franchi, Berna dovrebbe sopportare per quanto riguarda gli interessi un contributo maggiore rispetto a quello attuale. Questo «sacrificio» supplementare è valutato tra i 130 e i 160 milioni all'anno. Un gesto della Confederazione - ha sottolineato Triponez - è giustificato, dato che tutti devono assumere le loro responsabilità.
Varie minoranze
Il Consiglio nazionale dovrebbe esaminare queste proposte nella sessione di marzo. L'opposizione è giunta dall'UDC, che difende l'idea di restare ai provvedimenti di risparmio supplementari e a una riforma strutturale dell'AI. Altre alternative saranno difese da minoranze di sinistra.
Una parte della commissione non vuol sentire parlare né di una limitazione nel tempo degli aumenti dell'IVA, né di far dipendere le misure di risanamento dall'accettazione della 5a revisione dell'AI. Una minoranza chiederà di aumentare le quote salariali.
Un'altra minoranza ancora chiederà che il debito dell'AI sia prosciugato attraverso un contributo straordinario della Confederazione di svariati miliardi. Dal canto suo, il Consiglio federale aveva proposto di abbinare un aumento dell'IVA di 0,8 punti ad un aumento dei contributi salariali pari allo 0,1%.