<p>BERNA, 30 mar (ats) Il problema della concessione della cittadinanza attraverso le urne promette accesi dibattiti in Consiglio nazionale. Con 13 voti contro 12, la sua commissione delle istituzioni politiche ha raccomandato oggi al plenum di votare «sì» all'iniziativa popolare dell'UDC intesa a mantenere simili consultazioni popolari, senza possibilità di ricorso.
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L'UDC è riuscita a convincere vari deputati radicali e del PPD. La maggioranza vuole dunque tornare alla situazione che prevaleva prima del luglio 2003. Il Tribunale federale (TF), pronunciandosi su vicende avvenute a Emmen (LU) e a Zurigo, aveva ritenuto che le naturalizzazioni attraverso le urne non rispettassero la Costituzione federale. Tuttavia, il Consiglio nazionale potrebbe non allinearsi alla decisione della sua commissione, ha precisato oggi alla stampa il presidente Andreas Gross (PS/ZH).

Con 16 voti contro 5, la commissione ha inoltre respinto una proposta intesa a dichiare non valida l'iniziativa popolare dell'UDC «per naturalizzazioni democratiche», che mira appunto a modificare la Costituzione per ristabilire la concessione della cittadinanza svizzera attraverso le urne ed esclude ogni possibilità di ricorso.

In una precedente seduta, la commissione aveva respinto, con 10 voti a 9, la proposta alternativa messa a punto dal Consiglio degli Stati a titolo di controprogetto indiretto, realizzato sulla base dell'iniziativa parlamentare di Thomas Pfisterer (PLR/AG). Tale proposta vuole permettere gli scrutinii, evitando i rifiuti arbitrari: una domanda potrebbe essere respinta dalle urne (voto popolare o assemblea comunale) soltanto se in precedenza è stata depositata una proposta di rifiuto motivata. In caso di decisione negativa, dovrebbe essere possibile un ricorso.