Con la mozione della Fetz, il divieto totale concernerebbe circa 120mila militari della classe attiva, ai quali attualmente viene consegnata la munizione.
Due le eccezioni elaborate dalla commissione. Da una parte il testo invita il governo a fare in modo che non venga più consegnata munizione da tasca destinata ad essere conservata a casa. Ciò non si applicherebbe alle truppe di primo intervento, trattandosi di membri della sicurezza militare, ha spiegato il presidente della ommissione Hermann Bürgi (UDC/TG) ai media. Questa eccezione, secondo le stimne del ministro della difesa Samuel Schmid, non riguarderebbe che quei militari addetti alla sicurezza degli aeroporti o alla sorveglianza di infrastrutture importanti.
La commissione inoltre ha tenuto a precisare che il divieto dove essere emanato tenendo conto della attuale situazione in materia di politica di sicurezza. Si tartta di conservare un certo margine di manovra, in modo da permettere al governo di fare marcia indietro qualora le condizioni migliorassero, ha detto Hermann Bürgi, precisando che la commissione ha ha fatto alcuna concessione alla pressione dei media, sull´onda dei recenti episodi di cronaca nera.
La Camera dei cantoni avrebbe dovuto già affrontare nella sessione primaverile la mozione di Anita Fetz, ma la commissione degli Stati aveva preferito attendere le decisioni del Nazionale circa la legge sulle armi prima di esprimersi su questo argomento.
Già durante la sessione autunnale 2006 a Flims (GR), gli Stati avevano già rinviato il dibattito su questa mozione sostenendo che la questione della munizione da tasca doveva essere dibattuta in maniera approfondita durante l´esame della legge sulle armi.
Il Consiglio federale si è già detto contrario al ritiro di questa munizione ai militari attivi, in quanto sarebbe "una misura oggettivamente ingiustificata". Il governo invita quindi a respingere la mozione della Fetz. Porre fine a tale custodia da parte dei militari attivi costituirebbe una misura semplice e rapidamente applicabile, che potrebbe impedire tragedie simili a qualle consumatasi nell´aprile di un anno fa in Vallese, secondo la senatrice.
Il Consiglio federale ha tuttavia sottolineato che gli abusi con armi e munizioni dell´esercito in ambito civile e militare devono essere impediti, ricordando che le modalità di consegna e di ritiro della munizione da tasca sono state adeguate nel gennaio 2004. Se vi sono segni o indizi concreti che un militare possa mettere in pericolo se stesso o terzi con l´arma, quest´ultima può essere ritirata in via cautelativa dal comando di circondario competente. Anche i militari stessi o terzi interessati, se vi sono segni di un incombente abuso, possono depositare l´arma presso l´arsenale. Queste disposizioni si applicano per analogia alla munizione da tasca, la quale potrebbe eventualmente essere utilizzata abusivamente unitamente all´arma.
Secondo il governo, "i militari sono in grado di maneggiare in maniera responsabile l´equipaggiamento affidato loro. Chi custodisce con cura al proprio domicilio la munizione da tasca non rappresenta alcun rischio acuto per la sicurezza". Da qui l´invito a respingere la mozione.