BERNA, 9 mag (ats) All'unanimità, la commissione di politica di sicurezza (CPS) del Consiglio nazionale ha rinviato la discussione sull'iniziativa parlamentare di Chantal Galladé (PS/ZH), con cui si chiede di portare l'arma di servizio personale a casa, ma di lasciarla all'arsenale. La CPS si è anche pronunciata contro l'obbligatorietà della formazione dei militi all'estero. <br />( 08.027 )<br />

Lo ha annunciato questo pomeriggio alla stampa il presidente della commissione Bruno Zuppiger (UDC/ZH), precisando che prima di pronunciarsi sull'arma personale la CPS vuole attendere in merito il rapporto del Dipartimento federale della difesa (DDPS), annunciato per la fine dell'anno.
 
Formazione all'estero 
 
Con 11 voti contro 8 e 5 astenuti, la commissione del Nazionale si è pronunciata contro il progetto di rendere obbligatoria la formazione all'estero di soldati di milizia. Questo risultato lascia presagire accesi dibattiti nel plenum, ha commentato il suo presidente. 
 
Secondo la maggioranza, per i soldati non professionisti le esercitazioni o gli impieghi all'estero devono continuare ad avvenire su una base volontaria. La commissione ha anche ritoccato il progetto governativo, prevedendo - con 15 voti contro 7 - che l'Assemblea federale dia preventivamente il proprio consenso a un impiego armato all'estero che supera i tre mesi (contro i 6 mesi del Consiglio federale). In caso d'urgenza, il parlamento dev'essere consultato al massimo in occasione della sessione che segue l'inizio dell'impiego militare.

Programmi d'armamento 
 
Diversamente dall'analoga commissione degli Stati, la CPS del Nazionale, con 17 voti a 8, è contraria a sottoporre al parlamento programmi d'armamento con crediti-quadro quadriennali. Ciò intaccherebbe la sovranità finanziaria del parlamento, ha aggiunto Zuppiker.

9. Maggio 2008