Stando alle grandi linee del mandato tracciate dall'ufficio, la CPI dovrebbe indagare sull'operato del Consiglio federale, dell'amministrazione e dell'autorità di sorveglianza dei mercati finanziari (FINMA), come pure sulle decisioni della Banca nazionale (BNS) riguardanti la regolazione dei mercati finanziari.
Lo scopo è di chiarire le circostanze che hanno portato alla consegna di 285 dossier di clienti dell'UBS agli Stati Uniti nel febbraio dello scorso anno; alla conclusione di un accordo, il 19 agosto, fra Berna e Washington; e alla concessione "illegale" dell'assistenza amministrativa sulla base di questo accordo. La CPI dovrebbe definire le responsabilità di ciascuno e trarne le conseguenze dal punto di vista istituzionale e legislativo in modo da prevenire crisi simili in futuro.
La decisione a favore della creazione delal commissione è stata presa con 9 voti contro 4, ha annunciato in serata la presidente dell'Assemblea federale Pascale Bruderer (PS/AG) senza rivelare chi ha votato contro. È probabile che fra coloro che hanno espresso un veto vi siano i tre rappresentanti del PLR, il partito del ministro delle finanze Hans-Rudolf Merz. La sinistra e l'UDC, che da settimane chiedono l'istituzione di una commissione, hanno in totale sette rappresentanti nell'ufficio.
Nel prendere la decisione, quest'ultimo ha tenuto conto delle opinioni delle commissioni dell'economia e delle finanze, ma è stata decisiva la risonanza che ha avuto la vicenda UBS-FINMA. L'ufficio si è espresso all'unanimità per la trasparenza, ma sul modo in cui ottenerla i pareri sono stati divergenti. La minoranza avrebbe voluto aspettare la fine dei lavori delle commissioni della gestione.
Queste ultime, comunque, non dovrebbero aver lavorato per nulla. Gli elementi raccolti finora saranno integrati nel lavoro della CPI, anche se per ragioni giuridiche alcune audizioni dovranno verosimilmente essere ripetute.
L'istituzione effettiva di una CPI è ancora lontana. L'ufficio del Consiglio degli Stati deve ancora dare il via libera all'inizio della prossima sessione, a marzo. In caso di approvazione, l'ufficio del Nazionale dovrà preparare un testo dettagliato e sottoporlo al Parlamento. Dovranno essere definite le risorse a disposizione della CPI e in particolare il numero dei membri. Il Consiglio federale potrà esprimere un'opinione sul progetto definitivo dell'ufficio, che ha già ascoltato la presidente della Confederazione Doris Leuthard prima della decisione odierna.
In Svizzera finora sono state istituite solo quattro CPI: sulla vicenda dei Mirages (1964), sulle dimissioni di Elisabeth Kopp (1989), sullo scandalo delle schedature (1990) e sulla cassa federale di pensione (1995).
05.02.2010