Le prime cinque convenzioni di doppia imposizione rinegoziate secondo gli standard dell'OCSE dovrebbero superare lo scoglio del Consiglio degli Stati. Senza opposizioni, la sua commissione della politica estera raccomanda infatti di accettarle nella prossima sessione di primavera. Nel contempo vuole però anche mettere nero su bianco alcune regole.

I primi accordi di doppia imposizione sottoposti ai parlamentari riguardano lo scambio di informazioni fiscali in materia di assistenza amministrativa con Danimarca, Gran Bretagna, Messico, Stati Uniti e Francia. La ratifica con Parigi si era sbloccata soltanto alcuni giorni fa, dopo che era stata eliminata un'ultima divergenza.

La commissione degli Stati ha ora accolto questa prima serie di convenzioni, ognuna delle quali sottostà al referendum facoltativo: "siamo tutti d'accordo sul principio che tra evasione e frode fiscale non deve sussistere un distinguo", ha spiegato durante una conferenza stampa il presidente della commissione Eugen David (PPD/SG).

Ma i parlamentari non si accontentano di dare il loro beneplacito incondizionato. In particolare, la commissione esige che il governo si procuri da ogni Stato contraente l'accettazione scritta del fatto che la Svizzera non concede assistenza amministrativa in caso di dati bancari rubati, ha indicato David. "La Francia ha dato il suo assenso è questo è un precedente molto importante", ha aggiunto.

A Parigi erano infatti stati consegnati dati rubati presso la succursale ginevrina della banca britannica HSBC. Una situazione analoga potrebbe inoltre presentarsi in futuro in particolare con la Germania.

David ha per contro qualificato come una sottigliezza diplomatica il fatto che le autorità francesi non debbano fornire in ogni caso il nome della banca in cui si presume siano depositati soldi non dichiarati. "Parigi dovrà fornire tutti gli elementi a disposizione per identificare l'istituto", ha osservato.

Come preannunciato dal Consiglio federale, la commissione auspica inoltre una legge accompagnatoria che chiarisca con precisione chi ha la facoltà di immischiarsi e in quali circostanze nella sfera privata dei cittadini per identificare presunti evasori fiscali. "Un progetto dovrebbe essere sottoposto in tempi rapidi, al più tardi all'inizio dell'anno prossimo", ha affermato David. Nel frattempo la commissione è disposta a convivere con un'ordinanza elaborata dal Dipartimento federale delle finanze.

 

ATS, 17.02.2010