La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale si oppone all'applicazione provvisoria dell'accordo di assistenza amministrativa fra Svizzera e Stati Uniti in merito alla vicenda Ubs. La decisione è stata presa con 13 voti contro 11 e 2 astenuti.

La commissione di politica estera del Consiglio degli Stati si pronuncerà domani. L'opinione delle due commissioni ha tuttavia soltanto valore consultivo. Il Consiglio federale resta libero di decidere come meglio crede, ha precisato oggi nel corso di una conferenza stampa il presidente della commissione Hansruedi Wandfluh (UDC/BE). Egli ha ammesso che un voto più netto avrebbe avuto maggior peso.

In questo senso si era espressa ieri anche la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf nel corso dell'ora delle domande al Consiglio nazionale. Naturalmente il governo terrà conto delle raccomandazioni delle commissioni, aveva spiegato la consigliera federale, anche se poi sulla decisione peserà anche il fatto che l'accordo firmato in agosto a Washington è vincolante.

La maggioranza risicata della commissione del Nazionale motiva il suo rifiuto con il fatto che non intende avere le mani legate. Essa dovrà ad ogni modo nuovamente esprimersi prima che il Parlamento decida in giugno della sorte dell'accordo. La stessa maggioranza ha pure deplorato la mancanza di una strategia chiara da parte del governo in materia di salvaguardia della piazza finanziaria elvetica, ma ha comunque rifiutato con 16 voti contro 9 di posticipare la sua decisione.

Da parte sua la sinistra non è riuscita ad imporre il suo punto di vista. Con 18 voti contro 8 la commissione ha respinto le condizioni poste dal PS al suo sostegno all'accordo: limitazione dei bonus e risoluzione della problematica delle banche "too big to fail".

Il Consiglio federale ha sottoposto l'accordo al Parlamento dopo che il Tribunale amministrativo federale (TAF) aveva bloccato la trasmissione agli Usa di dati bancari di clienti UBS. I giudici avevano ritenuto che l'accordo avesse soltanto valore di "convenzione consensuale" e non modificasse la Convenzione attuale sulla doppia imposizione, che prevede l'assistenza amministrativa soltanto in caso di frode fiscale.

 

ATS, 16.03.2010