Berna (ats) Le Commissioni della gestione (CdG) del Nazionale e degli Stati, che esercitano l'alta sorveglianza parlamentare, ritengono di non essere prese sufficientemente sul serio dal governo. In occasione, oggi, della pubblicazione del loro rapporto annuale, hanno approfittato per sottolineare le divergenze che regolarmente le vedono opposte al Consiglio federale.

Le CdG hanno più volte bacchettato il governo, in particolare nelle vicende legate alla famiglia Tinner nonché all'UBS e all'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA), per il rifiuto di fornire loro le informazioni richieste. Un'iniziativa parlamentare, elaborata dalla Commissione delle finanze (CdF) del Nazionale, dovrebbe permettere di regolare la questione.

La collaborazione con il Consiglio federale è difficile, ha affermato la presidente della CdG del Consiglio nazionale Maria Roth-Bernasconi (PS/GE). E non si tratta solo del diritto all'informazione.

Il governo spesso dà seguito solo parzialmente alle raccomandazioni degli organi di sorveglianza. Le CdG sono allora costrette a tornare più volte alla carica, come nel caso delle tariffe di laboratorio degli studi medici o in quello delle misure coercitive in materia di diritto degli stranieri, ha ad esempio affermato il presidente della CdG del Consiglio degli Stati Claude Janiak (PS/BL).

 

04.02.2010