- Commissione CN: revisione assicurazione infortuni verso referendum

- Commissione CN: 11.ma revisione AVS sempre in forse

- Commissione CN: divide ricapitalizzazione casse pensioni pubbliche

 

Parlamento - Commissione CN: revisione assicurazione infortuni verso referendum

La revisione della legge sull'assicurazione infortuni resta in bilico. Con deboli maggioranze, la commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale ha spostato il progetto a destra, suscitando le proteste della sinistra che già minaccia di lanciare il referendum.

Dal momento che il plenum le ha rinviato il progetto, la commissione non era tenuta a votare una seconda volta sull'intera revisione. La proposta di procedere ugualmente alla votazione a titolo consultivo è stata respinta con 12 voti contro 11, ciò che la dice lunga sulle divisioni e lascia presagire aspre battaglie al Nazionale nella sessione d'autunno, ha indicato oggi alla stampa Christine Goll (PS/ZH).

Così come adottato in commissione, il progetto condurrebbe a tagli per 400 milioni di franchi nelle prestazioni e a riduzioni di premio di circa il 5%, ha indicato la presidente della commissione Thérèse Meyer (PPD/FR). Secondo la sinistra, si tratta di un passo che non va assolutamente compiuto.

Non vi è infatti motivo di risanare un'assicurazione che, tutto sommato, gode di discreta salute. Christine Goll ha denunciato i rischi di desolidarizzazione e di ripartizione unilaterale dei settori d'attività tra la cassa nazionale Suva e gli assicuratori privati.

Sul filo di lana

La svolta che alla fine verrà impressa alla riforma è incerta, visto che tutte le decisioni prese in commissione lo sono state sul filo di lana. Con 13 voti contro 12, la commissione si è pronunciata per un aumento dal 10% al 20% del grado d'invalidità minimo che dà diritto a una rendita. Di fronte alle contestazioni, il Consiglio federale aveva rinunciato a questo giro di vite.

Addirittura, la commissione auspica di portare tale grado al 40% se il danno alla salute non può essere constatato secondo criteri obiettivi. Con 12 voti a 10, la commissione propone di inasprire le condizioni di concessione di una rendita ai coniugi vedovi di entrambi i sessi: dovranno aver preso a carico figli che non hanno più diritto a una rendita, poter pretendere un bonifico per compiti educativi e aver compiuto 50 anni.

La commissione si è mostrata più severa anche per quanto riguarda le misure di lotta contro la sovrassicurazione. Mentre il Consiglio federale propone di diminuire le rendite versate al pensionato di 2,5 punti all'anno, ma al massimo della metà, la commissione ha deciso, con 13 voti contro 11, di sopprimere il limite della riduzione.

Giro di vite anche per il guadagno massimo assicurato. La regola attuale vuole che almeno il 92%, ma non oltre il 96%, dei lavoratori assicurati siano coperti per il guadagno integrale. Il Consiglio federale propone di ridurre questi tassi, rispettivamente, al 90% e 95%. La commissione ha optato per 85% e 90%.

Estensione della Suva

La commissione si è pure pronunciata sull'estensione dei settori coperti dall'Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (Suva). Non ha voluto seguire la sinistra e accordare un monopolio alla Suva. Desidera tuttavia autorizzarla a proporre assicurazioni complementari.

La commissione non ha voluto escludere le industrie dai settori obbligatoriamente coperti dalla Suva. Ha invece deciso di escludere esplicitamente le aziende d'orticoltura e di pianificazione degli spazi verdi.

Non vuole sottoporre alla Suva tutte le imprese del settore sanitario e tutte le aziende del commercio all'ingrosso e al minuto. Inoltre, contrariamente al Consiglio federale, la commissione propone che i negozi di articoli sportivi, di apparecchi radio-tv e di decorazione interna possano affiliarsi, senza restrizioni, a una delle assicurazioni private.

Infine, la commissione si è pure dissociata dal governo circa la responsabilità in caso di grandi sinistri. La Confederazione non dovrebbe rispondere per i danni che superano i 2 miliardi di franchi. La commissione preferisce una copertura attraverso un fondo alimentato soprattutto dagli assicuratori privati.

 

Commissione CN: 11.ma revisione AVS sempre in forse

Le possibilità di riuscita dell'11.ma revisione dell'AVS sono sempre sospese a un filo. La commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale si è schierata con il progetto del Consiglio degli Stati, ma l'aiuto al pensionamento anticipato potrebbe sempre ancora far colare a picco l'intero progetto.

Con 9 voti contro 8 e 8 astenuti, la commissione sostiene un credito 400 milioni di franchi per sussidiare il pensionamento anticipato, ha annunciato oggi alla stampa la sua presidente Thérèse Meyer (PPD/FR). In queste condizioni - ha dichiarato Christine Goll (PS/ZH) - un referendum è inevitabile. Il delegati del PS lo hanno già autorizzato.

Secondo Thérèse Meyer, il progetto consolida l'AVS. "La maggioranza non è molto grande, ma consente per lo meno di presentare un progetto al plenum". Sarà la terza volta che la Camera del popolo si occupa di questo dossier. Tre gli schieramenti che continueranno sempre ancora ad affrontarsi.

Una minoranza di destra non vuole dare un aiuto alla flessibilizzazione del pensionamento, onde "salvare" tutti gli 800 milioni che saranno risparmiati grazie all'aumento a 65 anni dell'età di pensionamento delle donne. La minoranza di sinistra continua a sostenere gli 1,5 miliardi di franchi accettati, ma silurati in marzo dal Nazionale, al termine di un voto tattico. La soluzione sostenuta dalla maggioranza è quella della via del compromesso.

Adeguamento delle rendite

Anche la fine dell'adeguamento periodico delle rendite al rincaro costituisce per la sinistra un "casus belli". Il Nazionale aveva già deciso che l'adeguamento delle rendite dipendeva dal patrimonio del fondo AVS e dalla consistenza dell'inflazione.

Come nel caso dell'assicurazione disoccupazione, il Consiglio degli Stati ha aggiunto un meccanismo di correzione automatico, ove questo tasso di copertura del fondo AVS dovesse scendere al 45%. In tal caso, i contributi dei dipendenti e dei datori di lavoro verrebbero aumentati del 5% ciascuno e i pensionati privati del rincaro. La commissione del Nazionale si è allineata a questa soluzione, con 16 voti a 10.

Il progetto sostenuto dalla maggioranza della commissione del Nazionale permetterà all'AVS di risparmiare 500 milioni in quattro anni e circa 1 miliardo in 10 anni, ha precisato Thérèse Meyer. La presidente auspica che possa definitivamente essere adottato nella sessione d'autunno.

 

 

Commissione CN: divide ricapitalizzazione casse pensioni pubbliche

Cantoni e comuni dovranno migliorare la situazione finanziaria delle loro casse pensioni. Tuttavia, a dividere è l'ampiezza di questa ricapitalizzazione. La commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale si è allineata con un voto di scarto al compromesso proposto dal Consiglio degli Stati.

Il Consiglio federale auspica che tutte le istituzioni pubbliche di previdenza professionale che raggiungano un grado di copertura del 100% in 40 anni. Maggiormente sensibile ai problemi delle collettività pubbliche e di fronte alla minaccia di referendum dei cantoni, gli Stati si sono pronunciati per un tasso dell'80%.

Questa soluzione è stata accolta dalla commissione del Nazionale con 11 voti contro 10 e 2 astenuti, ha precisato oggi alla stampa la sua presidente Thérèse Meyer (PPD/FR). Una minoranza difenderà un'opzione ancora più generosa per cantoni e comuni: 70% e anche 60%. Un'altra minoranza chiederà invece un tasso di copertura del 90%.

Thérèse Meyer ha colto l'occasione per ricordare i costi su 40 anni dei vari modelli (prendendo il 2008 quale anno di riferimento e senza tener conto dei conti delle riserve). Con la variante 60%, le collettività pubbliche dovrebbero sborsare un miliardo di franchi. Con quella del 70%, la fattura salirebbe a 4,4 miliardi e a 10 miliardi con l'80%. La variante 90% costerebbe 17-18 miliardi e quella del 100% circa 30 miliardi.

La ricapitalizzazione andrebbe di pari passo con una soppressione della garanzia dello Stato. Ebbene, la commissione ha posto una condizione supplementare a questo abbandono: le casse pensioni dovrebbero disporre preventivamente di riserve a sufficienza.

 

ATS, 25.06.2010