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- Commissione CSt entra in materia su sesta revisione AI

- Sicurezza sociale - AVS: Commissione Stati adotta compromesso da 400 milioni

- Commissione CSt: verso istituzione registro indennità familiari

Commissione CSt entra in materia su sesta revisione AI

La commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati condivide l'idea del Consiglio federale secondo cui nei prossimi anni occorre integrare nel mercato del lavoro il maggior numero possibile di beneficiari di rendite invalidità. Con 12 voti contro 1, la commissione è entrata in materia sulla sesta revisione dell'AI, che mira a sopprimere 12'500 rendite entro il 2018.

In precedenza, la commissione si è pronunciata contro l'idea di aspettare, prima di decidere, l'evoluzione delle condizioni dell'assicurazione invalidità alla luce delle riforme in corso. Con 8 voti a 1 e 2 astenuti, la commissione ha respinto una mozione d'ordine in questo senso, ha annunciato oggi il suo presidente Alex Kuprecht (UDC/SZ) alla stampa.

La commissione ha accolto in linea di principio la revisione proposta dal Consiglio federale. Sono state espresse riserve circa la possibilità di riuscire effettivamente, entro il 2018, a richiamare sul mercato del lavoro 16'800 beneficiari di rendite AI, con la conseguente soppressione di 12'500 rendite. La commissione affronterà l'esame particolareggiato nelle sedute del 19 e 20 maggio prossimi.

La sesta revisione dell'AI è una componente delle riforme intese, a lunga scadenza, a far uscire l'assicurazione dalle cifre rosse e a ridurre la montagna di debiti che ammonta a 14 miliardi di franchi. Grazie alla quarta e alla quinta revisione è stato possibile arrestare la crescita dei nuovi beneficiari di rendite.

Sicurezza sociale - AVS: Commissione Stati adotta compromesso da 400 milioni

Per agevolare il pensionamento anticipato, la Commissione della sicurezza sociale (CSS) del Consiglio degli Stati ha adottato oggi una versione modificata della proposta messa sul tavolo dal consigliere federale Didier Burkhalter. Essa prevede 400 milioni di franchi all'anno per i salari fino a 61'560 franchi a dipendenza delle disponibilità finanziarie dei potenziali beneficiari.

L'11. revisione dell'AVS è una delle riforme più controverse al vaglio del parlamento, ma con l'odierna soluzione di compromesso si è aperto uno spiraglio che potrebbe sbloccare la situazione. Da un lato vi è la destra che vuole risparmiare 800 milioni di franchi all'anno dal 2015, grazie all'aumento dell'età di pensionamento delle donne a 65 anni; dall'altra la sinistra che, con questi soldi, intende agevolare finanziariamente il pensionamento anticipato per chi attualmente non se lo può permettere.

"A differenza di quanto proposto da Burkhalter, la commissione degli Stati preferisce aiutare maggiormente i redditi modesti che non beneficiano di prestazioni complementari", ha spiegato durante una conferenza stampa a Berna il presidente della CSS Alex Kuprecht (UDC/SZ). Nel contempo vuole limitare a 10 anni la misura di sostegno - proposta approvata con 9 voti contro 1 e un'astensione - e non vuole attingere alle casse della Confederazione: i soldi verranno infatti prelevati direttamente dal fondo AVS.

Questo, a sua volta, dovrebbe presentare un grado di copertura del 106% alla fine del 2011. Qualora lo stesso dovesse scendere al 45% entro il 2015, come previsto da taluni esperti, la commissione ha introdotto un correttivo automatico: i contributi dei datori di lavoro e degli assicurati aumenterebbero del 5% e i beneficiari delle rendite si vedrebbero privati dell'adeguamento al rincaro.

"Il modello adottato intende favorire in primo luogo chi va in pensione un anno prima di quanto previsto, e solo in misura minore chi decide di farlo due o tre anni prima", ha inoltre affermato la vice-presidente della commissione Christine Egerszegi (PLR/AG). Le rendite sarebbero quindi ridotte di conseguenza.

Secondo la consigliera agli Stati Anita Fetz (PS/BS), è stato fatto un passo avanti: invece di versare i soldi indiscriminatamente, ora vi è sul tavolo una soluzione che tiene conto delle disponibilità finanziarie dei beneficiari e che favorisce soprattutto le donne con redditi modesti e senza previdenza professionale. Toccherà soprattutto alle donne del Partito popolare democratico (PPD) non lasciarsi sfuggire l'occasione, ha aggiunto.

La proposta di compromesso è stata accolta con 9 voti contro 3. Una minoranza composta di deputati socialisti ha cercato invano di aumentare i contributi a 550 milioni all'anno. La Camera dei cantoni si occuperà della questione verosimilmente durante la sessione estiva.

Commissione CSt: verso istituzione registro indennità familiari

La commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati è favorevole all'istituzione di un registro centrale delle indennità familiari. All'unanimità si è pronunciata a favore del nuovo strumento.

Il registro, che dovrebbe essere attivato nel 2011, è destinato a impedire che una prestazione venga versata due volte, per esempio nel caso in cui entrambi i genitori svolgono un'attività lucrativa a tempo parziale in cantoni diversi. Nella sessione di primavera il Nazionale aveva ampiamente approvato il registro.

La commissione degli Stati - ha precisato oggi alla stampa il suo presidente Alex Kuprecht (UDC/SZ) - vorrebbe tuttavia modificare il progetto su due aspetti. Auspica che la Confederazione assuma i costi di istituzione del registro (3,8 milioni di franchi), ma non quelli di gestione (1,7 milioni annui). Quest'ultimi verrebbero sopportati dagli organi d'esecuzione. Il Nazionale chiede che la Confederazione assuma la totalità degli oneri.

La commissione non vuole poi includere nella banca dati le prestazioni percepite dai figli di beneficiari di rendite AI o AVS. Ritiene che il cumulo di queste rendite con gli assegni familiari sia stato voluto dal legislatore.

 

ATS, 23.04.2010