La richiesta di sospendere l'immunità del Consigliere nazionale zurighese è strettamente connessa alla vicenda che ha portato alle dimissioni dell'ex presidente della direzione della Banca nazionale svizzera (BNS) Philipp Hildebrand.
Per quanto riguarda il periodo successivo al giuramento in Parlamento - avvenuto il 5 dicembre - le due Commissioni non hanno ancora trovato un accordo. Quella del Nazionale ritiene che le azioni compiute da Blocher siano coperte dall'immunità. La Commissione degli Stati invece ha oggi stabilito il contrario, con 10 voti contro 3, ha indicato alla stampa la presidente Anne Seydoux (PPD/JU).
La supervisione generale della BNS è di competenza del Parlamento e non dei singoli parlamentari, ha precisato la Commissione, motivando la sua decisione odierna. Ora il dossier torna nuovamente alla Commissione dell'immunità del Nazionale.
Se la spuntasse la Commissione del Nazionale, il procedimento penale si limiterebbe ai fatti avvenuti il 3 dicembre. Quel giorno l'ex ministro della giustizia ha ricevuto nella sua abitazione un ex informatico della Banca Sarasin e un suo ex compagno di scuola, l'avvocato e granconsigliere tugoviese UDC Hermann Lei. I due hanno riferito a Blocher delle controverse transazioni finanziarie dell'allora presidente della BNS Hildebrand.
Se dovesse per contro averla vinta la Commissione degli Stati, Blocher si troverà a dover rispondere alla giustizia anche di diffusione di informazioni confidenziali ai media. Il 27 dicembre avrebbe infatti cercato di istigare l'avvocato Lei a far pervenire al settimanale svizzerotedesco "Weltwoche" i documenti bancari di Hildebrand.
Il Ministero pubblico III di Zurigo ha aperto il 19 marzo scorso un procedimento penale contro Blocher per presunta violazione del segreto bancario. Il giorno seguente, l'abitazione e l'ufficio del consigliere nazionale sono stati perquisiti. Gli inquirenti hanno prelevato computer e diversi documenti, sui quali sono stati apposti i sigilli su desiderio dell'imprenditore.
ATS, 31.05.2012