(ats) È un sì unanime - 11 a 0 - quello uscito oggi dalla Commissione di politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-S) al mandato negoziale con l'Unione europea del Consiglio federale volto ad adeguare l'Accordo sulla libera circolazione con Bruxelles al nuovo articolo costituzionale approvato lo scorso 9 febbraio dal popolo, accogliendo l'iniziativa popolare contro l'immigrazione di massa dell'UDC. Il mandato negoziale dovrà ancora essere esaminato dalla commissione competente del Nazionale e dai cantoni.

"La CPE-S sostiene il governo nel negoziato che si prefigura assai difficile", ha sostenuto davanti ai media il presidente della commissione Felix Gutzwiller (PLR/ZU). Il "senatore" ha dichiarato che il mandato negoziale è concepito in maniera relativamente aperta: si tratta, insomma, di sondare i partner europei per vedere dove ci sono spazi di manovra sui quali avviare trattative.

"Per la Svizzera si tratta - ha aggiunto il vicepresidente della CPE-S Christian Levrat (PS/FR) - di poter ritornare a controllare autonomamente l'immigrazione, preservando gli accordi bilaterali con Bruxelles e il livello di protezione attuale di cui godono i salariati e l'equilibrio del mercato del lavoro".

Ritornando sulla lettera, inviata lo scorso luglio, della ex ministra degli esteri di Bruxelles Catherine Ashton in cui si riaffermava l'inconciliabilità della libera circolazione con l'introduzione di contingenti e la preferenza nazionale, Gutzwiller ha sottolineato che la missiva lascia un certo margine di manovra per quanto riguarda l'applicazione del nuovo articolo costituzionale.

Insomma, i colloqui serviranno a capire meglio se vi è spazio di manovra. Anche se il termine "contingenti" non sembra fare breccia a Bruxelles, il "senatore" zurighese ha accennato ad altri concetti - come "clausola di salvaguardia", "pilotaggio dell'immigrazione" - sui quali si potrebbe intavolare una trattativa.

La CPE-S ha poi salutato l'intenzione del Consiglio federale di voler portare avanti parallelamente le discussioni con l'Ue e l'applicazione interna del nuovo articolo costituzionale.

Nel caso in cui Bruxelles accettasse di rinegoziare l'intesa, il responsabile della Direzione degli affari europei (DAE) Henri Gétaz, affiancherebbe il futuro Segretario di Stato (da inizio 2015) della migrazione Mario Gattiker nel ruolo di co-responsabile dei negoziati.

La CPE-S ha anche esaminato due altri mandati negoziali con Bruxelles, entrambi approvati. Il primo riguarda il trattato di Prüm che agevola lo scambio di informazioni - come i profili di DNA, le impronte digitali nonché i dati sui veicoli e i detentori - tra i Paesi europei per rafforzare la lotta alla criminalità transfrontaliera, mentre il secondo si prefigge di permettere alle autorità penali di accedere alla banca dati EURODAC.

In quest'ultima sono registrare le impronte digitali delle persone che presentano una domanda d'asilo in uno Stato Dublino o che vengono fermate in occasione di un'entrata illegale. Quest'ultimo mandato negoziale è stato approvato con 8 sì e 2 astensioni (per motivi riguardanti la protezione dei dati).

 

ATS, 16.10.2014