Questa visita ufficiale è stata speciale: dal novembre 2020 Osmani è anche presidente ad interim del Kosovo. Quattro mesi dopo
il viaggio in Kosovo dell’allora presidente del Consiglio nazionale Isabelle Moret, la visita di reciprocità di Vjosa Osmani in Svizzera ha consentito di assicurare una continuità negli scambi al massimo livello, e questo in un momento estremamente particolare di transizione politica in Kosovo. I due Paesi intrattengono infatti relazioni bilaterali intense, anche a causa dell’importante diaspora kosovara in Svizzera, e diversificate.
Le discussioni si sono concentrate sulla situazione politica dopo le elezioni anticipate del 14 febbraio 2021 in Kosovo, nonché sulle priorità del nuovo Governo, fra cui la lotta alla corruzione e l’importanza della trasparenza, lo Stato di diritto, la creazione di posti di lavoro e di prospettive per i giovani, nonché le questioni legate alla ripresa economica del Paese.
Sono inoltre state affrontate questioni legate alla lotta alla pandemia di COVID-19 e all’accesso ai vaccini, in considerazione del fatto che la pandemia rende ancora più fragili il sistema sanitario e la situazione economica in Kosovo. La visita ha altresì consentito di discutere dello stato del dialogo con la Serbia per la normalizzazione delle relazioni fra i due Paesi, nonché delle prospettive future in questo ambito.
La Svizzera partecipa alle operazioni di mantenimento della pace, contribuendo in tal modo a instaurare una stabilità durevole in Kosovo e in tutta la regione dei Balcani occidentali. La sua azione si concentra soprattutto nel settore della promozione del dialogo politico, dell’integrazione delle minoranze, della gestione del passato, del consolidamento delle istituzioni democratiche e dello sminamento umanitario.
Sul questo sfondo, Andreas Aebi e Vjosa Osmani hanno anche discusso dell’impegno dell’esercito svizzero nella KFOR. L’esercito svizzero è impegnato dal 1999 in una missione di promozione della pace in Kosovo, il più importante contributo della Svizzera alla promozione militare della pace. Nel giugno 2020 il Parlamento svizzero ha
prolungato fino al 2023 l’impegno nella Swisscoy, che conta attualmente 195 militi.
La visita ufficiale di Osmani è stata inoltre l’occasione per un confronto sulle relazioni bilaterali fra i due Parlamenti e su un eventuale sostegno tecnico del Parlamento svizzero al Parlamento kosovaro: in un incontro comune con alcuni membri della delegazione kosovara sono stati elencati i possibili ambiti della
cooperazione tecnica parlamentare.
Vjosa Osmani si è inoltre recata in visita di cortesia dal presidente del Consiglio degli Stati Alex Kuprecht (UDC, SZ) e dal vicepresidente della Confederazione Ignazio Cassis, capo del Dipartimento federale degli affari esteri.
La Svizzera ha riconosciuto l’indipendenza del Kosovo 13 anni fa, il 27 febbraio 2008, e figura oggi fra i suoi principali Paesi partner e donatori. Nell’ambito della cooperazione della Svizzera con l’Europa dell’Est, questo giovane Stato fa parte dei
Paesi prioritari della Direzione dello sviluppo e della cooperazione.
Durante il conflitto del 1998-1999, la Svizzera ha fornito aiuto umanitario e attuato programmi volti a favorire il ritorno e la reintegrazione dei profughi e degli sfollati. Queste attività hanno successivamente lasciato il posto a programmi di ricostruzione e di sviluppo.
Dal 2008 la Svizzera e il Kosovo hanno concluso accordi bilaterali, segnatamente nei settori della cooperazione tecnica e finanziaria, dell’aviazione civile, del trasporto viaggiatori e merci su strada, del commercio e della protezione degli investimenti.
Album fotografico della visita ufficiale della presidente del Parlamento del Kosovo Vjosa Osmani