La Commissione degli affari giuridici del Consiglio nazionale propone di dare seguito a un'iniziativa parlamentare che chiede che i crimini commessi da organizzazioni criminali nei confronti dei fanciulli siano imprescrittibili e perseguiti qualunque sia il luogo in cui i reati sono stati commessi. Propone d'altra parte di rinviare il progetto di revisione della legge sulla protezione dei dati al Consiglio federale affinché tenga maggiormente conto degli interessi dell'economia.

La Commissione ha dato seguito all'unanimità all'iniziativa parlamentare di Jean-Paul Glasson (03.430 Iv. Pa. Il crimine organizzato sui fanciulli è un crimine contro l'umanità), che chiede che il crimine organizzato sui fanciulli sia considerato un crimine contro l'umanità e una violazione degli interessi della Comunità internazionale. Con una relativa modifica nel Codice penale questi atti verranno considerati crimini universali e imprescrittibili. La Svizzera potrebbe così dare un segnale che oltrepassa i confini e assumere un ruolo di precursore sul piano internazionale.

Dopo essere entrata in materia senza opposizione sulla revisione della legge sulla protezione dei dati (03.016), con 12 voti contro 11, la Commissione propone di rinviare il progetto al Consiglio federale. È stata l'audizione di rappresentanti dei diversi ambienti direttamente interessati dalla revisione a convincere la maggioranza della Commissione che le misure previste rappresentavano imposizioni troppo severe per l'economia. Mentre la revisione pone l'accento su un miglioramento dei diritti delle persone sulle quali sono raccolti dati, non tiene sufficientemente conto, secondo la maggioranza della Commissione, delle esigenze delle imprese e dei problemi che si porrebbero nella messa in atto delle misure proposte. Non condividendo questo parere, una minoranza della Commissione si oppone al rinvio del progetto al Consiglio federale e propone che la Commissione inizi la deliberazione di dettaglio della legge.

La Commissione propone inoltre di non dare seguito a tre iniziative parlamentari del consigliere nazionale Pierre-Yves Maillard che prevedono, da un lato, precisazioni su disposizioni riguardanti la consultazione dei lavoratori in caso di licenziamenti collettivi e, dall'altra, la conseguenza della nullità nei casi di disdette abusive. Con 16 voti contro 9, la maggioranza della Commissione ha respinto la richiesta di dichiarare abusivi i licenziamenti collettivi se la consultazione dei lavoratori conformemente all'articolo 335f CO risulta inefficace, poiché il datore di lavoro ha già assunto impegni irrevocabili nei confronti di terzi (03.425 Iv. Pa. Responsabilità verso terzi. Consultazione dei lavoratori). Con 14 voti contro 9 e 1 astensione, la Commissione ha inoltre rinunciato a dare seguito alla proposta che intende fissare un termine per la consultazione dei lavoratori in caso di licenziamenti collettivi 03.427 Iv. Pa. Licenziamenti collettivi. Durata minima delle consultazioni dei lavoratori). Per la maggioranza della Commissione le misure proposte sono troppo rigide e non terrebbero abbastanza conto delle condizioni quadro economiche nel caso di licenziamenti collettivi. Il diritto attuale, che poggia sulla buona fede tra i partner sociali e una giurisprudenza calibrata in funzione del singolo caso, garantisce a loro avviso una protezione adeguata dei lavoratori. Con 15 voti contro 9 è stata respinta la proposta di prevedere, nel caso di una disdetta abusiva, oltre alla compensazione prevista attualmente, anche la possibilità che la disdetta abusiva sia dichiarata nulla. (03.426 Iv. Pa. Nullità del licenziamento in caso di disdetta abusiva). In caso di disdetta, spesso le relazioni tra le parti risulterebbero rovinati e non si potrebbe perciò pretendere di obbligarle a proseguire il rapporto contrattuale.

La minoranza della Commissione vuole dare seguito alle tre iniziative parlamentari che contribuirebbero a concretare i disciplinamenti già esistenti nel CO e ad attuare viepiù il diritto vigente. La possibilità di dichiarare nulla una disdetta abusiva dovrebbe aumentare la pressione sui datori di lavoro affinché rinuncino già in partenza a darla. La compensazione prevista attualmente non garantirebbe una protezione effettiva contro gli abusi di diritto.

La Commissione ha approvato all'unanimità una mozione del Consiglio degli Stati (03.3305 Mo. Lauri. Adeguamento del registro fondiario) che incarica il Consiglio federale di presentare un progetto di modifica del Codice civile svizzero riguardante la costituzione, la cessazione e l'estensione di servitù nonché la procedura di cancellazione. L'obiettivo di questa mozione è di epurare il registro fondiario da iscrizioni superflue e insignificanti.

Per finire, la Commissione è entrata in materia sul progetto di legge sul Tribunale amministrativo federale (01.023 Organizzazione giudiziaria. Revisione totale); ha iniziato la deliberazione di dettaglio.

La Commissione si è riunita il 12 e il 13 febbraio 2004 a Berna sotto la presidenza del consigliere nazionale Luzi Stamm (AG/UDC) e alla presenza, in parte, del Consigliere federale Christoph Blocher.

Berna, 13.02.2004    Servizi del Parlamento