La CSEC N ha concluso le consultazioni relative alla legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU). Con ogni probabilità, il testo verrà esaminato dal Consiglio nazionale già durante la sessione primaverile. Contrariamente alla decisione precedente, la Commissione intende ora sostenere il diritto di non essere informati. In ambito assicurativo, si pronuncia a favore di un severo divieto di esigere o utilizzare risultati di esami precedenti. La proposta di mitigare il divieto della diagnosi preimpianto è stata rifiutata.

Nel maggio dello scorso anno, la CSEC aveva avviato le consultazioni sulla LEGU (02.065); il testo è stato messo sei volte all'ordine del giorno. Ora la Commissione è riuscita a trovare un consenso su vari punti controversi ed ha concluso la procedura. Perciò, propone all'ufficio del Consiglio nazionale di trattare la LEGU se possibile già durante la sessione primaverile del Consiglio nazionale.

Nel quadro delle consultazioni, la Commissione ha riesaminato la discussa decisione presa in settembre 2003 di stralciare dal testo il „diritto di non essere informati". Ora ha deciso all'unanimità di mantenere nel progetto l'articolo 6 che dà ad ogni persona il diritto di rifiutarsi di ricevere informazioni sul proprio patrimonio genetico. Secondo la Commissione, per motivi di trasparenza, questo diritto dovrebbe essere definito in maniera esplicita nella sezione sulle disposizioni generali.

La CSEC è restata fedele alla propria richiesta di offrire ai futuri genitori, oltre alle informazioni di carattere generale, anche una consulenza indipendente sulle condizioni psicosociali di esami prenatali. Questa consulenza può essere offerta nell'ambito delle strutture già esistenti per la consulenza alle donne incinte e dovrebbe perciò comportare costi moderati per i Cantoni (articolo 17).

In ambito assicurativo, la Commissione ha deciso con 14 voti contro 10 un severo divieto di esigere o utilizzare risultati di esami precedenti (articolo 27). Mitigando il divieto, la Commissione teme di mettere in pericolo l'autodeterminazione all'informazione di persone che desiderano concludere un'assicurazione sulla vita o un'assicurazione facoltativa per l'invalidità. Fa notare come i risultati di esami genetici possano diventare un potente strumento degli assicuratori e creare l',uomo di vetro'. Invece, la minoranza continua ad essere dell'opinione che a partire da una determinata somma debba essere permesso utilizzare i risultati di esami genetici precedenti o di esami di pianificazione familiare. Sono state inoltrate due proposte di minoranza: una segue il progetto del Consiglio federale, mentre la seconda intende ridurre il tetto massimo e permettere la consultazione di risultati di esami precedenti già a partire da 250'000 franchi per le assicurazioni sulla vita e da 25'000 franchi per le assicurazioni facoltative per l'invalidità. In genere, la minoranza teme il pericolo di un',antiselezione' nel caso in cui non vengano comunicati all'assicuratore rischi che precedenti esami genetici hanno portato alla luce. Ne potrebbe conseguire un aumento generale dei premi che a sua volta potrebbe rendere poco redditizio questo settore delle assicurazioni che non potrebbe essere più offerto come finora. Il divieto di esigere un esame (articolo 26) resta comunque incontestato.

La Commissione aveva esaminato già nel settembre 2003 la proposta di permettere in futuro la diagnostica preimpianto e già allora aveva rifiutato chiaramente di rimettere in discussione nel quadro della LEGU questo divieto sancito dalla legge sulla procreazione con assistenza medica, già ampiamente dibattuto. Ora si è occupata della proposta di permettere la diagnostica preimpianto nel caso in cui non ci sia altro mezzo per evitare la trasmissione di una grave e incurabile malattia ereditaria. Dopo un appassionato dibattito, la proposta è stata respinta con 4 voti contro 14 e 4 astensioni. Da una parte non si è voluto rimettere in discussione il divieto, dall'altra si temeva di appesantire troppo il testo di legge e dunque di metterlo in pericolo. Nel plenum non verrà avanzata alcuna proposta minoritaria in merito.

Nella votazione sul complesso, la Commissione ha approvato il progetto di legge con 22 voti contro 0.

La Commissione si è riunita a Berna il 19 e il 20 febbraio 2004 sotto la presidenza del consigliere nazionale Theophil Pfister (UDC/SG) e con la partecipazione parziale del Consigliere federale Blocher.

Berna, 23.02.2004    Servizi del Parlamento