La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) sostiene la ristrutturazione della logistica nell'Esercito annunciata lo scorso febbraio dal capo del DDPS e dal capo dell'esercito. Queste misure rientrano, a loro avviso, nell'ambito della realizzazione di Esercito XXI. Nelle loro discussioni, le CPS avevano d'altro canto suggerito l'introduzione di una base logistica nell'ambito di Esercito XXI. Questa ristrutturazione è una conseguenza della riduzione degli effettivi dell'esercito e dell'evoluzione della situazione geostrategica. La Commissione non vede altra alternativa se non quella di smantellare le notevoli sovracapacità in questo contesto, anche se è consapevole che queste misure si ripercuoteranno su determinate regioni. Essa prende pure atto che, a tale riguardo, non potranno essere evitati licenziamenti.
Secondo la CPS-N, si tratta in primo luogo di elaborare una concezione logistica ottimale in sintonia con le attuali esigenze dell'esercito. Lo scopo è di garantire il successo di tutte le missioni svolte dall'esercito al miglior costo possibile. La Commissione stabilisce inoltre che non solo la logistica ma anche l'infrastruttura d'intervento e di formazione sarà interessata da questa riorganizzazione. La CPS-N chiede inoltre al capo del DDPS di tenere conto, per queste misure, di aspetti di politica regionale, laddove ciò sia possibile e ragionevole. Essa auspica di ottenere dal capo del DDPS la necessaria trasparenza nei confronti dei gruppi interessati (Cantoni, Comuni e regioni, in cui vengono smantellate determinate infrastrutture dell'esercito, organi di promozione economica di queste regioni, parti sociali ecc.) nonché la continuazione di una collaborazione costruttiva.
In seguito agli attentati di Madrid, la Commissione ha chiesto informazioni al coordinatore dell'informazione sui rischi a medio termine di una recrudescenza dell'estremismo islamico in Svizzera. In questo contesto ha preso atto che la vigente legislazione non offre un margine di manovra sufficiente. La Commissione si informerà a tale proposito sullo stato dei lavori di revisione della legge federale sulle misure per la salvaguardia della sicurezza interna (LMSI).
La CPS-N sostiene l'iniziativa del DFAE volta a creare un gruppo d'esperti con il compito di esaminare l'articolo 51 dello Statuto dell'ONU. Secondo questo articolo, il diritto all'autodifesa rappresenta l'unica eccezione al divieto generale di ricorrere alla forza senza l'avallo del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Le conclusioni di questo gruppo di esperti devono servire al gruppo di lavoro istituito dal Segretario generale dell'ONU per rafforzare gli interventi multilaterali quali documenti di lavoro. La Commissione auspica che questo processo contribuisca a rafforzare l'ONU e gli interventi collettivi in questo ambito.
La CPS-N prende inoltre conoscenza del rapporto 2003 sull'impiego della compagnia svizzera (Swisscoy) nella Forza multinazionale per il mantenimento della pace in Kosovo (KFOR). La maggioranza della Commissione valuta positivamente questo impegno e ringrazia i membri precedenti e attuali di Swisscoy. La Commissione ritiene che questo impegno sia più che mai necessario e si iscrive pienamente nella tutela degli interessi del nostro Paese. La CPS-N si era informata in questo contesto sulla sicurezza delle truppe svizzere, sul loro equipaggiamento, sulle condizioni attuali del reclutamento, come pure sul modo in cui l'esercito trae insegnamento da questi interventi.
La Commissione è infine favorevole al rapporto pilota sul passaggio da Esercito 95 a Esercito XXI. Questo primo rapporto del DDPS aveva avuto luogo nell'ambito del controlling politico, come previsto nel nuovo articolo 149b della legge federale sull'esercito e sull'amministrazione militare.
La Commissione si è riunita il 29 e 30 marzo 2004 a Berna sotto la presidenza del consigliere nazionale Edi Engelberger (PLR, NW) e alla presenza del consigliere federale Samuel Schmid, capo del DDPS, nonché (in relazione alla riforma dell'art. 51 dello Statuto dell'ONU) della consigliera federale Micheline Calmy Rey, capo del DFAE.
Berna,
30.03.2004 Servizi del Parlamento