Il progetto di revisione delle disposizioni costituzionali sulla formazione presentato dalla Commissione della scienza, dell'educazione e della cultura del Consiglio nazionale può essere senz'altro definito una tappa fondamentale della politica formativa svizzera. Dopo il rifiuto del Consiglio degli Stati del cosiddetto articolo sull'istruzione" il 4 marzo 1973, i tentativi di introdurre questa esigenza nella Costituzione sono stati numerosi.
Il processo di elaborazione del testo odierno, che si riallaccia ad un'iniziativa del consigliere nazionale Hans Zbinden nel 1997 (97.419), è durato parecchi anni.
Ora la Commissione propone un progetto completamente rielaborato in collaborazione con la CDPE nel quale le disposizioni costituzionali riguardanti la formazione vengono analizzate nel loro insieme. La proposta, che resta fedele alla suddivisione attuale delle competenze, collega le disposizioni generali che concernono tutto il sistema di formazione svizzero con il coordinamento di settori parziali della formazione introducendo al contempo un nuovo articolo sugli istituti accademici.
Le nuove disposizioni costituzionali sulla formazione sono destinate ad aumentare la competitività internazionale del settore formativo svizzero, a semplificare la mobilità intercantonale ed internazionale e ad uniformare singoli elementi dei sistemi di formazione cantonali.
Tra le novità principali annoveriamo:
l'introduzione dei criteri di qualità e permeabilità quali obiettivi direttivi per il settore formativo svizzero,
l'espresso obbligo della Confederazione e dei Cantoni di coordinare e collaborare tra loro in tutto il settore della formazione,
il disciplinamento uniforme per tutta la Svizzera di tre elementi centrali: la durata delle fasi della formazione, il passaggio dall'una all'altra ed il riconoscimento dei titoli di studio,
l'introduzione del principio della garanzia della qualità quale criterio determinante per i contributi federali alle università ed alla ricerca,
il sovvenzionamento federale agli istituti universitari in base a principi unitari,
una competenza della Confederazione di adottare la legislazione quadro sulla formazione.
Per il disciplinamento della durata delle fasi della formazione, del passaggio dall'una all'altra ed il riconoscimento dei titoli di studio, la Commissione propone due varianti: una competenza federale sussidiaria nel caso in cui non fosse possibile arrivare ad un accordo ricorrendo al coordinamento, oppure una competenza federale (incondizionata) (vedi l'art. 62a cpv. 4).
Nel rapporto degli Stati del 1990 di un gruppo di esperti dell'OCSE si riportava che non si aveva l'impressione che la formazione (in Svizzera) sia veramente ravvivata dalle correnti sociostrutturali ed economiche che influiscono sulla società moderna alla fine del XX secolo." Da un sondaggio condotto nel 1996 risulta che l'80% della popolazione svizzera ritiene che la formazione e l'istruzione siano il miglior investimento possibile per il futuro e che tre persone su quattro sono favorevoli ad una modifica delle strutture scolastiche. Con l'iniziativa inoltrata nel 1997, il consigliere nazionale Hans Zbinden (SP/AG) chiedeva un articolo quadro sulla formazione come base per la costituzione di uno spazio formativo coerente e di elevata qualità esteso a tutta la Svizzera". La Commissione ed il Consiglio (24.6.1998) hanno sostenuto la sua richiesta e la CSEC ha iniziato i lavori in collaborazione con la CDPE. Un primo progetto presentato dalla Commissione nell'agosto 2001 si scontrò con il rifiuto dei Cantoni che temevano soprattutto la proposta di affidare alla Confederazione la competenza di adottare una normativa quadro. L'opposizione della CDPE diede il via ad una seconda fase in cui la CSEC e la CDPE hanno collaborato in maniera più intensa ricorrendo alle consulenze di un esperto, il Prof. Dr. Bernhard Ehrenzeller dell'Università di San Gallo, secondo il quale lo scopo dell'iniziativa poteva essere raggiunto solo prendendo in considerazione l'insieme delle disposizioni costituzionali concernenti la formazione e riformulandole. Questa soluzione trovò il consenso tanto della Commissione quanto della CDPE.
Ventidue protocolli commissionali testimoniano la spinosità della questione. Il 22 aprile 2004, tuttavia, la CSEC ha approvato l'attuale proposta senza voti contrari dando il via libera all'avvio della consultazione.
La consultazione dura fino al 15 ottobre 2004. In seguito, probabilmente nel primo trimestre del 2005, la Commissione esprimerà il proprio parere sui risultati e presenterà al Consiglio un rapporto ed una proposta.
Allegati:
- Progetto di decreto federale
- Rapporto
Berna, 14.05.2004 Servizi del Parlamento