La Commissione ha aperto la seduta di due giorni con un parere sulle divergenze nella legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU) e su un'iniziativa parlamentare che intende abolire il divieto della diagnosi preimpianto. A settembre dello scorso anno, nel quadro della prima consultazione sulla LEGU, la CSEC aveva rifiutato di mitigare il divieto della diagnosi preimpianto. Nella nuova legislatura la situazione è cambiata.

Dopo che durante la sessione estiva il Consiglio degli Stati ha esaminato la legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (02.065), le differenze sono ora state analizzate nella CSEC CN. A parte gli articoli da 15 a 17 sui centri di consulenza, la Commissione ha seguito tutte le proposte del Consiglio degli Stati. Invece, con 13 voti contro 8 e 2 astensioni, ha deciso che i Cantoni dovranno non solo occuparsi dei centri di informazione, ma anche di quelli di consulenza. Per quel che riguarda questi ultimi, è stato posto l'accento sulla differenza tra la consulenza genetica da parte dei medici e la consulenza generale sui test genetici che dovrà essere offerta durante la normale consulenza di gravidanza e non dà diritto ad una terapia psicosociale. Di fronte ai dubbi di diversi membri della Commissione è stato assicurato che in questo modo i costi per i Cantoni non aumenteranno.

La Commissione su è soffermata sull'iniziativa parlamentare Gutzwiller (04.423) che vuole rendere possibile la diagnostica preimpianto a determinate condizioni stabilite dalla legge. Durante il dibattito è stata ricordata la genesi dell'articolo 5 capoverso 3 della legge federale sulla procreazione con assistenza medica (LPAM) che vieta la diagnostica preimpianto. Formulato sei anni fa come reazione alla richiesta dell'iniziativa popolare per una procreazione a misura d'uomo, questo divieto era stato approvato con un ristretto margine di voti. La disposizione decisa allora non dovrebbe dunque essere modificata a cuor leggero. Nel settembre 2003 i membri della CSEC avevano chiaramente rifiutato di riesaminare la questione. D'altra parte, molti continuano a ritenere ingiusto il fatto che sia permessa la diagnostica prenatale con eventuale conseguente aborto e non la diagnostica preimpianto. Con 13 voti contro 11 ed un'astensione, la Commissione ha riconosciuto che in linea di massima bisognerebbe intervenire, ma ha deciso, con 18 voti a favore, 3 astensioni, nessuno contrario, di incaricare con una mozione il Consiglio federale di presentare una normativa che renda possibile la diagnostica preimpianto a determinate condizioni. La Commissione era unanime sul fatto che queste condizioni devono essere severe. Non verrà dunque dato seguito all'iter dell'iniziativa parlamentare.

È stata invece rinviata la decisione sulla „Convenzione europea sulla protezione degli animali nel trasporto internazionale" (04.038) che non verrà dunque trattata durante la sessione autunnale del Consiglio nazionale. È stato soprattutto criticato che il campo di applicazione della Convenzione esclude esplicitamente i Paesi comunitari all'articolo 1 perché sono fatte salve le determinanti direttive Ue. Nella Commissione non c'era unanimità sull'opportunità di ratificare la Convenzione a queste condizioni e sulla posizione da prendere nei confronti dell'Unione. La Commissione intende consultare le direttive comunitarie parallele prima di esprimersi su un'eventuale ratifica.

Inoltre la Commissione si è informata sulle intenzioni dell'amministrazione per quel che riguarda i programmi per il 2008 sulle università. Poiché la legge sull'aiuto alle università scade nel 2007, nel 2008 è necessario metterne in vigore una nuova. Tuttavia, la questione se sia opportuno un articolo costituzionale sugli istituti universitari non è ancora risolta. Conformemente a quanto richiesto dall'iniziativa parlamentare Zbinden (97.419), attualmente sono in consultazione le proposte di revisione per uno spazio svizzero dell'istruzione. In futuro l'argomento apparirà ancora nei trattandi delle sedute della CSEC.

Tra la protezione degli animali e la politica universitaria, la Commissione ha seguito una lezione di tedesco: all'esame era la petizione vertente sulle critiche mosse da alcuni giuristi alla nuova ortografia della lingua tedesca (04-02) con la quale si chiede di tornare alle regole ortografiche in vigore prima della riforma. Sono soprattutto i meccanismi di formazione delle parole in particolare in relazione alle regole di divisione e abbinamento a suscitare problemi. Dopo aver studiato gli elementi della critica, la Commissione è persuasa che una soluzione che preveda di adeguare questo settore del progetto di riforma potrebbe trovare il consenso della maggioranza. Comunque ritiene ovvio che la Svizzera non debba cercare di risolvere la questione da sola, ma incaricare la delegazione elvetica che partecipa al gruppo di lavoro interstatale per l'ortografia della lingua tedesca di cercare di trovare un consenso comune sotto forma di una norma adeguata nell'ambito dei meccanismi di formazione delle parole. Con 18 voti contro 1 e 2 astensioni la Commissione ha deciso di non dar seguito alla petizione. Ciò significa che la Commissione rinuncia a chiedere al Consiglio federale di ritirare la riforma.

Berna, 06.09.2004    Servizi del Parlamento