Sulla base dell'iniziativa parlamentare Deflussi minimi (04.435CAPTE-S), la CAPTE-S sta elaborando un progetto di decreto che mira sostanzialmente a ottimalizzare l'impiego dell'energia idroelettrica dal punto di vista economico ed ecologico. Le richieste dell'iniziativa sono le seguenti: rendere flessibili le eccezioni nell'ambito dei deflussi minimi previste dalla legge sulla protezione delle acque (art. 32), elaborare una regolamentazione speciale per i risanamenti relativi ai deflussi minimi che riguardano le piccole centrali idroelettriche degne di protezione (art. 80), emanare una regolamentazione tesa a ridurre i problemi derivanti dalle onde positive e negative e introdurre in generale misure di ottimizzazione economica dell'impiego dell'energia idroelettrica. Durante la discussione nessuno ha contestato l'importanza di fare buon uso dell'energia idroelettrica. La CAPTE-N a maggioranza ritiene che l'iniziativa rappresenta un passo nella giusta direzione e ha quindi dato seguito all'iniziativa con 12 voti a favore, 9 contrari e una astensione. Infatti, pur considerando gli importanti investimenti necessari per ridurre gli effetti delle onde positive e negative, è importante sottolineare che un miglior impiego della forza idrica è in sintonia con l'obiettivo generale di preservazione del clima. Un incremento della produzione di energia andrebbe inoltre a favore delle zone di montagna che sono confrontate con importanti difficoltà economiche. I contrari all'iniziativa sostengono invece che si tratta solo di fumo negli occhi, poiché le reali cause risiederebbero nell'attuale fase di prezzi bassi registrata dal settore elettrico. La preservazione del clima è solo un argomento, ma si tratta in particolare di sfruttare al massimo i deflussi minimi apportando notevole pregiudizio all'equilibrio biologico delle acque. Si tratterebbe di pagare un alto prezzo ecologico per ottenere un modesto beneficio economico. L'impiego dell'energia idroelettrica potrebbe essere ottimalizzato soprattutto migliorando le prestazioni fornite delle turbine e non sfruttando più intensamente i deflussi minimi.
Il 26 dicembre 1999 l'uragano Lothar ha attraversato la Svizzera provocando notevoli danni al patrimonio boschivo. La Confederazione ha contribuito con circa 400 milioni di franchi all'adozione di misure per la salvaguardia dei boschi, la protezione dai pericoli naturali e la salvaguardia del mercato del legno. Queste misure sono descritte nel rendiconto e nel rapporto di sintesi sull'uragano Lothar pubblicati dall'UFAFP e sono state presentate e discusse alla presenza dei rappresentanti dell'economia forestale e degli ispettorati cantonali.
Le autorità forestali cantonali hanno criticato il messaggio politico contenuto nei rapporti, che minimizza le conseguenze economiche dell'uragano. Il bostrico continua minacciare gli abeti di montagna e i mezzi a disposizione per ripristinare le superfici boschive continuano a scarseggiare. L'associazione svizzera di economia forestale ha invece sostenuto diverse tesi espresse nei rapporti ma ha criticato la distribuzione dei ruoli fra Parlamento, Confederazione e Cantoni che ha reso difficile l'avvio tempestivo delle operazioni. Inoltre la generosità dei contributi non ha avuto unicamente effetti positivi sul mercato. In futuro si dovrà prestare maggiore attenzione ai meccanismi del mercato. La politica forestale deve mirare al rafforzamento dell'autonomia del settore e ci si deve interrogare anche sulla possibilità di gestire una catastrofe di dimensioni internazionali in un contesto federalistico. Durante la discussione si è spesso accennato al fatto che lo sgombero del legname abbattuto nei boschi di proprietà pubblica è stato indennizzato più generosamente di quanto sia avvenuto per le proprietà private. Molti privati hanno dovuto sgomberare il legname pagando di tasca propria. L'attrezzatura e gli aiuti finanziari sono stati predisposti dai Cantoni ma non sempre sono giunti sul posto a soddisfare le esigenze dei proprietari. Alcune delle questioni discusse nel campo delle riserve di legname e del mercato del legno hanno già toccato aspetti correlati con la imminente revisione parziale della legge forestale. Le nuove disposizioni devono fare tesoro delle esperienze vissute a seguito dell'uragano.
La CAPTE si è inoltre occupata di una iniziativa cantonale relativa all'utilizzazione del territorio, 03.313 Iv. Ct. BE. Nuova impostazione della legge sulla pianificazione del territorio, che esige l'elaborazione di una nuova strategia di promozione delle zone rurali e propone in particolare di attribuire esclusivamente ai Cantoni la competenza di emanare prescrizioni sui cambiamenti di destinazione degli edifici abitativi non più utilizzati a scopo agricolo. La maggioranza della commissione ha ammesso la necessità di intervenire negli ambiti sollevati dall'iniziativa anche se la cantonalizzazione della regolamentazione comporterebbe una maggiore flessibilità e un'apertura verso lo sfruttamento del territorio dalle conseguenze difficilmente valutabili. Attualmente si sta già lavorando sull'iniziativa Dupraz e su altri interventi parlamentari ed è quindi importante evitare i doppioni. Perciò la commissione ha deciso all'unanimità di non dar seguito all'iniziativa.
Berna, 24.11.2004 Servizi del parlamento