La Commissione è entrata in materia sulla nuova legge sull'assicurazione contro i rischi delle esportazioni, che sostituirà la legge federale concernente la garanzia dei rischi delle esportazioni. La CET ha inoltre ultimato l'esame delle divergenze relative alla legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero. Le uniche divergenze rimaste riguardano le semplificazioni amministrative e le sanzioni.

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha esaminato approfonditamente il disegno del Consiglio federale di una legge federale concernente l'Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni (04.065). In un'audizione cui hanno partecipato rappresentanti dell'industria d'esportazione, dei sindacati, delle istituzioni di soccorso e dell'amministrazione si è analizzata la situazione attuale dell'economia d'esportazione svizzera e si è discusso in merito alle attese riposte nella nuova legge sull'assicurazione contro i rischi delle esportazioni.

Nel messaggio del 24 settembre 2004 il Consiglio federale ha proposto una revisione totale della legge federale concernente la garanzia dei rischi delle esportazioni (GRE) al fine di adeguare la GRE all'evoluzione dell'economia mondiale e di modernizzare l'organizzazione secondo i criteri di una gestione amministrativa efficiente. Il disegno di legge proposto dal Consiglio federale prevede due innovazioni fondamentali:

- in primo luogo, la GRE coprirà anche il cosiddetto rischio dell'acquirente privato. La GRE svizzera si adeguerà quindi alla prassi delle agenzie estere di credito all'esportazione. Ciò consentirà alle imprese svizzere di lottare ad armi pari con la concorrenza internazionale e permetterà di tener conto della tendenza generalizzata alla privatizzazione delle aziende statali. Il Consiglio federale ritiene che questa innovazione richieda una gestione maggiormente professionale della GRE e un riordinamento organizzativo;

- in secondo luogo, e considerato quanto precede, l'attuale fondo (non autonomo) sarà trasformato in un'impresa pubblica indipendente (istituto di diritto pubblico) denominata "Assicurazione svizzera contro i rischi delle esportazioni" (ASRE). Questo dovrebbe garantire una gestione della copertura dei rischi professionale e consona alle esigenze del mercato e consentire nel contempo alla Confederazione di conservare la propria influenza sugli orientamenti strategici.

La Commissione ha deciso all'unanimità l'entrata in materia. Per mancanza di tempo non ha tuttavia potuto ultimare la deliberazione di dettaglio, che riprenderà durante la prossima seduta del 24 e 25 febbraio.

La Commissione ha pure esaminato le divergenze esistenti in merito alla legge federale concernente i provvedimenti in materia di lotta contro il lavoro nero (02.010). Ha approvato la maggior parte delle modifiche apportate dal Consiglio degli Stati. Le uniche divergenze rimaste riguardano le semplificazioni amministrative e le sanzioni. Per quanto concerne le semplificazioni amministrative, va rilevato che nella prima deliberazione il Consiglio nazionale aveva proposto di consentire al datore di lavoro di annunciare alla cassa di compensazione AVS i lavoratori che esercitano attività lucrative dipendenti di minore importanza mediante un'unica notificazione comprendente le diverse assicurazioni sociali (AVS/AI/IPG/AD); sempre secondo la proposta della Camera bassa, la cassa di compensazione avrebbe inoltre dovuto provvedere alla riscossione dei contributi obbligatori e di un'imposta forfettaria dello 0,5 per cento (per l'IFD). Pur approvando tale semplificazione, il Consiglio degli Stati ha praticamente limitato il campo di applicazione della relativa disposizione alle economie domestiche private che impiegano persone per lavori domestici. La CET ha tuttavia giudicato troppo restrittivo il modello del Consiglio degli Stati ed ha quindi proposto, con 14 voti contro 9 e un'astensione, di consentire di applicare il sistema sopraccitato anche a imprese (per es. ristoranti) che impiegano parallelamente lavoratori il cui stipendio è conteggiato secondo la procedura ordinaria. Per quanto concerne le sanzioni (esclusione dagli appalti pubblici in caso di infrazioni alla legge contro il lavoro nero), il Consiglio degli Stati aveva proposto di prevedere anche la riduzione degli aiuti finanziari (per es. dei pagamenti diretti nell'agricoltura). La Commissione ha giudicato sproporzionata questa sanzione ed ha quindi respinto la relativa disposizione con 14 voti contro 11. Ha invece proposto, con 12 voti contro 11 e un'astensione, che le infrazioni alla legge sull'imposta sul valore aggiunto possano essere sanzionate anche con l'esclusione dagli appalti pubblici.

La Commissione ha inoltre approvato il messaggio del Consiglio federale concernente la modifica della legge federale sulle tasse di bollo (04.051). Oltre all'imposizione della coppia e della famiglia e all'imposizione della proprietà abitativa, il pacchetto fiscale comprendeva una terza parte concernente le tasse di bollo. Poiché il pacchetto fiscale è stato respinto in votazione popolare, il Consiglio federale ha dovuto presentare un nuovo messaggio relativo alle tasse di bollo. Tale messaggio riprende il disegno di legge approvato dal Parlamento nel 2003. La revisione della legge federale sulle tasse bollo è necessaria per trasporre nel diritto ordinario gli atti normativi urgenti adottati nel 1999, la cui validità scade alla fine del 2005.

La Commissione si è infine occupata delle divergenze che sussistono rispetto al Consiglio degli Stati per quanto concerne la legge sulle dogane (03.078). Propone di aderire al progetto del Consiglio degli Stati.

La Commissione si è riunita il 24 e il 25 gennaio 2005 sotto la presidenza del consigliere nazionale Fulvio Pelli (PLR, TI) e parzialmente in presenza dei consiglieri federali Deiss e Merz.

Berna, 26.01.2005    Servizi del Parlamento