La Commissione ha terminato la deliberazione per articoli della revisione della legge sul mercato interno. L'oggetto sarà trattato dalle Camere in occasione della prossima sessione.
La CET ha deciso di mettere in consultazione l'avamprogetto per il potenziamento della fideiussione delle arti e mestieri. La Commissione si è inoltre occupata di varie iniziative parlamentari in prima fase.

La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha terminato i suoi lavori sulla revisione della legge sul mercato interno (04.078). Accettato a larga maggioranza (21 voti contro 2, nessuna astensione), questo testo modifica la legge federale del 6 ottobre 1995 attualmente in vigore.

Il progetto del Consiglio federale persegue tre obiettivi principali, sui quali la Commissione è fondamentalmente d'accordo:

Un obiettivo economico generale

La revisione è volta a migliorare il funzionamento del mercato mediante la soppressione delle limitazioni cantonali e comunali all'accesso al mercato, limitando le possibilità di deroga ed estendendo al domicilio professionale il principio del libero accesso al mercato secondo le prescrizioni del luogo di origine.

Un obiettivo inerente alla libertà individuale

La revisione mira a rafforzare la libertà di esercitare una professione. Le limitazioni cantonali e comunali all'accesso al mercato pregiudicano non soltanto il corretto funzionamento del mercato bensì anche la libertà di esercitare una professione e la mobilità professionale che tale libertà implica.

Un obiettivo istituzionale

Data l'antinomia esistente tra il sistema federalistico di ripartizione delle competenze e le esigenze del mercato interno nazionale, occorre che un'autorità federale non vincolata alle istruzioni del Consiglio federale possa intervenire presso le autorità giudiziarie cantonali. Concretamente, la revisione rafforza la funzione di vigilanza della commissione della concorrenza consentendole - a differenza della legge vigente - di formulare ben più di semplici raccomandazioni (non vincolanti) destinate alle autorità cantonali e comunali. Considerata l'efficacia limitata di siffatte raccomandazioni, conferisce infatti alla Commissione della concorrenza un diritto di ricorso che le permetterà di impugnare le decisioni amministrative da essa ritenute contrarie alla legge, e questo, su proposta della Commissione, fino al Tribunale federale.

La Commissione ha accolto una mozione (13 voti favorevoli, 7 contrari e 3 astensioni) che incarica il Consiglio federale di presentare alle Camere federali un disciplinamento uniforme per l'accesso al mercato e la formazione nei settori della ristorazione e dell'industria alberghiera.

La Commissione ha poi deciso di avviare una procedura di consultazione su un avamprogetto concernente l'esame e il potenziamento della fideiussione delle arti e mestieri, avamprogetto sviluppato nel quadro di una iniziativa di Commissione.

La fideiussione delle arti e mestieri è un'istituzione destinata a facilitare l'accesso delle PMI ai crediti bancari. Attualmente il sistema è organizzato in modo decentralizzato e si compone di dieci cooperative di fideiussione indipendenti, nonché di un ufficio centrale per la fideiussione delle arti e mestieri. Le cooperative regionali forniscono fideiussioni fino a 500'000 franchi. Per fideiussioni fino a 150'000 franchi esse ricevono dalla Confederazione un contributo alle perdite tra il 50 e il 60 per cento.

Nella maggior parte dei casi, il credito garantito costituisce la condizione necessaria per la realizzazione di una soluzione di finanziamento globale. Il volume di finanziamento generato dalla garanzia supera di 5-6 volte l'importo della fideiussione.

Adempiendo al mandato della CET-N, il Segretariato di Stato dell'economia (Seco) ha invitato tutte le organizzazioni interessate a partecipare all'elaborazione di un modello per un miglior finanziamento delle PMI. Malgrado alcune riserve per quel che riguarda il rispetto delle regole dell'economia di mercato, è stata unanimemente riconosciuta la necessità di agire. Settimana prossima il frutto di questo lavoro sarà messo in procedura di consultazione.

L'avamprogetto prevede tra l'altro che:

le dieci cooperative di fideiussione, che si differenziano molto tra loro per struttura e dimensione, vengano riunite in tre organismi: Svizzera centro-orientale e Ticino, Altipiano e Svizzera nord-occidentale, Svizzera romanda.

la partecipazione delle banche al capitale non sia più una condizione per il ricorso alla fideiussione. L'obiettivo è che le cooperative di fideiussione siano indipendenti finanziariamente da tutte le banche e che le banche che partecipano attualmente al capitale rinuncino al loro capitale di partecipazione (circa 30 milioni di franchi). Ad ogni modo, le fideiussioni esistenti saranno continuate.

la Confederazione aumenti la sua copertura del rischio (che attualmente è del 50 per cento nei casi ordinari e del 60 per cento nei casi speciali) al 65 per cento e la estenda a fideiussioni fino a un massimo di 500'000 franchi. La dotazione finanziaria delle tre cooperative regionali è tale che possano assumersi l'intero rischio proprio.

quale realistico obiettivo a medio termine, si triplichi il volume delle fideiussioni dagli attuali 125 milioni di franchi a circa 400 milioni di franchi.

qualora si raggiunga il volume prefissato di 400 milioni di franchi, i contributi alle perdite annui della Confederazione si attestino sui 10 milioni di franchi.

La Commissione ha poi deciso, con 14 voti contro 8, di dare seguito all'iniziativa parlamentare (04.450) del consigliere nazionale Rolf Hegetschweiler (prd, ZH) in materia di fiscalità nel caso di acquisizione di un nuovo alloggio. L'iniziativa chiede un'armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) in caso di acquisizione di un nuovo alloggio. Essa auspica in particolare che venga applicato il metodo relativo per il riporto dell'imposta sugli utili da sostanza immobiliare nell'ambito dell'acquisizione di un nuovo alloggio. Questo metodo consiste nel differire l'imposta sugli utili da sostanza immobiliare in caso di un reinvestimento parziale del prodotto dell'alienazione del vecchio alloggio e si fonda sul rapporto fra questo prodotto e il prezzo di acquisto del nuovo alloggio. Secondo il diritto attuale, l'agevolazione fiscale per l'acquisizione di un nuovo immobile si applica solo ai proprietari che acquistano un'abitazione a un prezzo più elevato di quello pagato per il loro alloggio precedente.

La Commissione ha inoltre deciso all'unanimità (19 voti a favore) di dare seguito all'iniziativa parlamentare (04.440) del consigliere nazionale Meinrado Robbiani (pdc ,TI).

L'iniziativa chiede che la legislazione fiscale (LIFD e LAID) sia adeguata in modo tale che le persone che risiedono all'estero ma esercitano un'attività professionale in Svizzera vengano tassate là dove ritirano gli averi della loro previdenza professionale.

La Commissione ha anche deciso, con 15 voti contro 9, di dare seguito all'iniziativa parlamentare (04.457) del consigliere nazionale Philipp Müller (prd, AG) riguardante la fiscalità dell'alloggio. L'iniziativa chiede che le spese di manutenzione sostenute dal proprietario di un immobile possano venir dedotte in più ampia misura. Attualmente, conformemente alla giurisprudenza del Tribunale federale (la cosiddetta «prassi Dumont»), le spese per la manutenzione non possono essere dedotte nei cinque anni successivi all'acquisizione dell'immobile se i lavori riguardano la manutenzione di un immobile che è stato manifestamente trascurato dal proprietario precedente. L'iniziativa del consigliere nazionale Müller chiede che questo termine sia ridotto a due anni e propone nel contempo che si fissi un limite (il 20 per cento del prezzo di vendita) oltre il quale è lecito ritenere che l'immobile è stato manifestamente trascurato. La maggioranza della Commissione ritiene che questo allentamento della prassi Dumont sia necessario a motivo degli ostacoli frapposti da quest'ultima al rinnovamento degli edifici e agli investimenti nel settore delle costruzioni. La maggioranza ha sottolineato la necessità di valutare con chiarezza le modalità di tale allentamento, anche se ciò dovesse allontanarsi dall'oggetto dell'iniziativa. Una minoranza della Commissione ritiene che l'iniziativa parlamentare sia troppo generosa e che porterebbe a una disparità di trattamento tra proprietari d'immobili in cattivo stato e acquirenti di immobili nuovi o rinnovati. La minoranza è dell'avviso che la prassi Dumont, allentata nel frattempo dal Tribunale federale, costituisca una soluzione che non inibisce le attività di manutenzione.

La Commissione ha invece deciso, con 16 voti contro 9, di non dare seguito all'iniziativa parlamentare depositata dalla consigliera nazionale Kiener Nellen (ps, BE) concernente il promovimento della costruzione di abitazioni e dell'accesso alla loro proprietà (04.496). L'iniziativa chiede che si ritorni sulla decisione, presa nell'ambito del programma di sgravio 2003, di congelare i mezzi destinati al promovimento della costruzione di abitazioni. Secondo la maggioranza della Commissione, la situazione delle finanze federali non permette di scongelare le spese in questo settore, anche perché il promovimento della costruzione di abitazioni non rientra nei compiti prioritari della Confederazione. Secondo la minoranza, questa politica di austerità non si giustifica in quanto a farne le spese sono soprattutto i più poveri.

La Commissione ha rinviato la sua decisione in merito all'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Philipp Müller (04.455) che chiede la soppressione definitiva dell'azione della Confederazione in materia di promovimento della costruzione di abitazioni e dell'accesso alla loro proprietà. La Commissione ha chiesto all'Amministrazione di fornirle un rapporto sulle possibili alternative atte a promuovere la costruzione di abitazioni e l'accesso alla loro proprietà.

In occasione della sua seduta del 12 aprile 2005, la Commissione aveva depositato una mozione intesa a rinviare l'introduzione del nuovo certificato di salario (Mo. 05.3225 CET-CN [03.447]). Nel frattempo, la Conferenza fiscale svizzera (CFI) ha deciso di rinviare di un anno l'introduzione del nuovo certificato, che entrerà in vigore per il periodo fiscale 2007, e quindi per i certificati di salario stabiliti all'inizio del 2008. Considerato che l'obiettivo della mozione è realizzato, la CET-N ritira la sua mozione. Continuerà nondimeno a seguire l'evolversi della situazione, in particolare per quel che riguarda la realizzazione del progetto pilota e l'introduzione definitiva del nuovo certificato. La CET-N ha quindi scritto alla CFI, pregandola di tenerla informata sull'evoluzione del progetto pilota.

La Commissione si è riunita a Berna il 9 e 10 maggio sotto la presidenza di Charles Favre (prd/VD) e alla presenza parziale del consigliere federale Deiss.

Berna, 10.05.2005    Servizi del Parlamento