Con 18 voti contro 1 e 2 astensioni, la Commissione si è espressa in favore di una versione della legge sulla protezione dei dati che a suo avviso risponde meglio alle esigenze dell'economia rispetto al disegno proposto dal Consiglio federale. Essa ha inoltre approvato diversi accordi internazionali concernenti la lotta contro la corruzione e il terrorismo.

Con 18 voti contro 1 e 2 astensioni, la Commissione si è espressa in favore della revisione della legge sulla protezione dei dati (03.016. Dopo che il Consiglio degli Stati si era rifiutato di seguire il Consiglio nazionale e di rinviare il disegno al Consiglio federale, la Commissione ha deciso di procedere essa stessa agli adeguamenti necessari, incaricando una sottocommissione di sottoporle proposte pertinenti.

La maggioranza della Commissione rimane ferma sulle obiezioni che avevano portato alla proposta di rinviare il disegno al Consiglio federale. Essa propone di rinunciare a diversi inasprimenti della protezione dei dati per tenere meglio conto delle esigenze pratiche e dei vincoli materiali posti dall'economia.

La maggioranza propone di rinunciare all'estensione del diritto di opposizione al trattamento dei dati, così come previsto dal Consiglio federale nell'articolo 15a del suo disegno. Conformemente a questa disposizione, la persona interessata ha il diritto di esigere dal detentore della collezione di dati di sospendere immediatamente il trattamento dei dati finché il detentore non ha comunicato i motivi che giustificano il trattamento. La maggioranza propone anche di stralciare l'articolo 7b del disegno, secondo cui la persona interessata deve essere espressamente informata del fatto che una decisione che produce effetti giuridici nei suoi confronti o che comunque la concerne in modo sostanziale è stata presa sul solo fondamento di un trattamento automatizzato di dati destinato a valutare determinati aspetti della sua personalità, quali il suo credito o la sua affidabilità. Per finire, il disegno del Consiglio federale prevede una restrizione dell'obbligo di informare e del diritto d'accesso (art. 9). Esso prevede però anche un sostanziale obbligo di informare del detentore della collezione di dati non appena sia cessato il motivo del rifiuto (art. 9 cpv. 3). Questo obbligo, che comporterebbe elevati oneri amministrativi, si spinge troppo in là per la maggioranza, che propone perciò di rinunciarvi.

La minoranza della Commissione si esprime contro tutte le semplificazioni apportate dalla Commissione e punta a un inasprimento del sistema di protezione dei dati. A suo avviso, occorre dapprima esigere dal detentore della collezione di dati che informi la persona interessata non soltanto, come chiesto dalla maggioranza, di qualsiasi raccolta di dati personali degni di particolare protezione o di profili della personalità, bensì anche della raccolta di altri dati personali (art. 7a). Chi tratta dati personali dev'essere inoltre in grado di fornire informazioni sull'origine dei dati (art. 4bis). Devono inoltre diventare obbligatorie le procedure di certificazione, fra l'altro nel trattamento regolare di dati personali degni di particolare protezione (art. 11). Nelle imprese con oltre 20 dipendenti che lavorano prevalentemente con mezzi informatici, occorre designare incaricati aziendali della protezione dei dati (art. 35bis). Una minoranza prevede, per associazioni che rappresentano gli interessi tra l'altro di lavoratori, consumatori e pazienti, il diritto di intentare azioni concernenti la protezione della personalità (art. 15 cpv. 5). Riguardo poi alla violazione del dovere di discrezione, la punibilità deve valere anche in caso di negligenza (art. 35). Per finire, una minoranza si è espressa contro il fatto di sancire nella legge che il Consiglio federale possa prevedere il trattamento automatizzato dei dati nell'ambito di sistemi pilota (art. 17a).

Con 17 voti contro 6, la Commissione ha poi approvato senza modifiche il decreto federale concernente l'approvazione e l'attuazione della Convenzione penale del Consiglio d'Europa sulla corruzione e del relativo Protocollo aggiuntivo (04.072 s). Per soddisfare la Convenzione, il diritto svizzero va integrato in particolare con una nuova disposizione in base alla quale la corruzione attiva e passiva nel settore privato è punibile solamente a querela di parte. Inoltre, la responsabilità primaria dell'impresa è completata con la fattispecie della corruzione attiva nel settore privato. Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia in quanto ritiene che la definizione di corruzione privata, troppo vaga, non offre una soluzione praticabile.

Con 14 voti contro 8, la Commissione propone di non dare seguito all'iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Joseph Lang (04.465 n. IP Lang. Abolizione della giustizia militare) e si esprime così per il mantenimento della giustizia militare, che si è affermata per la sua efficienza e la considerazione per le circostanze particolari presenti in ambito militare. Una minoranza della Commissione sostiene per contro il trasferimento dei compiti della giustizia militare a tribunali civili, ritenendo che essa rappresenti una giustizia d'eccezione e quindi un anacronismo in un'epoca di sensibilità nei confronti dello Stato di diritto.

Con 12 voti contro 2 e 5 astensioni, la Commissione ha anche approvato il decreto federale concernente il Protocollo di emendamento alla Convenzione europea per la repressione del terrorismo (05.022). Con il Protocollo si intende lottare più efficacemente contro il terrorismo, togliendo ai terroristi la possibilità di appellarsi al carattere politico dei loro reati per sottrarsi all'estradizione e impedire la concessione dell'assistenza giudiziaria. Una piccola minoranza della Commissione propone di non entrare in materia, in considerazione delle difficoltà di interpretazione e di applicazione che pone il concetto di terrorismo.

Per finire, la Commissione ha proposto senza opposizione di approvare l'Accordo tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica di Slovenia sulla collaborazione nella lotta contro la criminalità (05.016) e di autorizzare il Consiglio federale a ratificarlo.

La Commissione si è riunita a Berna il 26 e il 27 maggio 2005 sotto la presidenza del consigliere nazionale Luzi Stamm (AG/UDC) e in parte alla presenza del consigliere federale Christoph Blocher.

Berna, 30.05.2005    Servizi del Parlamento