La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale ha accolto una mozione che incarica il Consiglio federale di presentare al Parlamento entro l'autunno 2006 una variante che permetta di assicurare la protezione delle rappresentanze straniere senza l'impiego dell'esercito. Inoltre, la Commissione interverrà affinché il Consiglio federale elabori, in vista delle deliberazioni concernenti la privatizzazione di Swisscom, un rapporto sulle conseguenze per la sicurezza del Paese di una privatizzazione parziale o completa di Swisscom o di una sua acquisizione da parte di un'impresa estera. Per concludere, la Commissione ha preso atto del disegno di ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero.

La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio nazionale (CPS-N) ha accolto con 20 voti senza opposizione e tre astensioni una mozione che incarica il Consiglio federale di presentare al Parlamento entro l'autunno 2006 una variante che permetta di assicurare la protezione delle rappresentanze straniere senza coinvolgere l'esercito. La protezione delle rappresentanze estere oggi è assicurata dalla polizia e dall'esercito. Quest'ultimo svolge il proprio compito correttamente, ma ci si può chiedere se a lungo termine spetti veramente all'esercito continuare ad assumere gran parte di questa missione di protezione. Una piattaforma congiunta DDPS - Conferenza dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CCDGP) è stata incaricata di ridefinire entro l'autunno la ripartizione dei compiti. La CPS-N auspica che fra le proposte vi sia una variante esclusivamente civile, senza l'impiego dell'esercito. La Commissione vuole ottenere un'analisi dettagliata che comprenda vantaggi e inconvenienti di questa soluzione, il finanziamento previsto e il calendario d'applicazione (reclutamento e formazione degli agenti della polizia civile). Benché la CPS-N ritenga che la decisione presa dal Consiglio federale di attribuire, dal 1° luglio 2006, il compito sussidiario di protezione assunto dall'esercito alle unità della sicurezza militare e ai militari in ferma continuata costituisca un passo nella giusta direzione, in particolare perché consentirà di alleggerire le formazioni in corso di ripetizione, questa misura non è però sufficiente. Essa invita inoltre i responsabili a esaminare la possibilità di introdurre altre misure di protezione di ordine tecnico (ad es. ricorso a sistemi di sorveglianza).

La Commissione ha poi deciso all'unanimità di intervenire presso il Consiglio federale affinché elabori, in vista delle deliberazioni concernenti la privatizzazione di Swisscom (a partire dalla sessione speciale di maggio), un rapporto sulle conseguenze per la sicurezza del Paese di una privatizzazione più ampia o completa di Swisscom o di una sua acquisizione da parte di un'impresa estera. Si dovrà anche tener conto delle misure e dei costi provocati dal mantenimento del livello di sicurezza attuale. L'esperienza recente (ad es. la vendita di antenne a Leuk) ha dimostrato che una privatizzazione potrebbe avere notevoli conseguenze in materia di politica di sicurezza.

In seguito la CPS-N ha preso atto con 13 voti contro 7 e un'astensione del disegno di ordinanza concernente l'impiego di truppe per la protezione di persone e beni all'estero (OPBE). La maggioranza della Commissione è dell'opinione che questa ordinanza si limita a concretizzare la disposizione legale prevista nell'articolo 69 della legge sull'esercito e sull'amministrazione militare. Essa sostiene l'idea che simili formazioni possano, in caso di bisogno e sussidiariamente, essere impiegate all'estero in appoggio alle autorità civili (in particolare il corpo diplomatico). La maggioranza ritiene che una simile possibilità permetterà al nostro Paese di assumere pienamente le proprie responsabilità, riducendo la nostra dipendenza e rafforzando pertanto la nostra neutralità. Nel corso della discussione, la CPS-N si è interessata soprattutto alla composizione di questa formazione, alla definizione della raccolta di informazioni chiave e dei beni particolarmente degni di protezione nonché alla questione dell'armamento e dell'impiego di armi. Una minoranza della Commissione era d'avviso che questa ordinanza andasse troppo lontano e ha contestato la legittimità e la necessità di simili impieghi. L'idea di formare un distaccamento per impieghi speciali all'estero era stata approvata dal Parlamento nell'ambito della riforma Esercito XXI. Gli impieghi di durata superiore a tre settimane devono essere autorizzati dal Parlamento.

La Commissione è poi stata informata in merito ai risultati del rapporto del Consiglio federale sulle società di sicurezza e le società militari private. Questo rapporto trae origine da un postulato del consigliere agli Stati Stähelin (04.3267). La CPS-N ha soprattutto discusso la questione di natura istituzionale della delega del ricorso alla forza, abitualmente monopolio dello Stato, a terzi. Si è inoltre interessata ai corrispondenti sforzi della nostra diplomazia.

Inoltre, la Commissione ha preso atto dei rapporti delle sottocommissioni concernenti le visite alla truppa durante il 2005. La CPS-N ha esaminato la questione dei mezzi di primo intervento effettivamente disponibili in caso di catastrofe, della formazione dei militari in vista di impieghi all'estero e diverse questioni legate alla situazione dei militari professionisti in relazione con la visita di due scuole reclute. La CPS-N riprenderà l'esame di tale questione nel corso dell'anno.

Per concludere, la CPS-N ha rinviato l'esame di due iniziative parlamentari dei Gruppi socialista ed ecologista che chiedevano entrambe un rafforzamento della legge sul materiale bellico (LMB) nonché della prima parte di una petizione della Società per i popoli minacciati che chiedeva una moratoria degli armamenti nel Vicino Oriente. La Commissione intende aspettare la pubblicazione del rapporto del gruppo di lavoro istituito dal Conisglio federale alla fine della scorsa estate prima di proseguire i propri lavori.

Riunita il 20 e 21 febbraio 2006 a Berna, la Commissione è stata presieduta dalla consigliera nazionale Barbara Haering (PS, ZH) alla presenza del consigliere federale Samuel Schmid, capo del DDPS.

Berna, 21.02.2006    Servizi del Parlamento