In occasione di una discussione svoltasi a fine gennaio, la CSEC ha deciso di dedicare la seduta di febbraio soprattutto a due temi centrali del proprio mandato, vale a dire le scuole universitarie professionali e i PF.
Con il presidente della Confederazione Joseph Deiss, il presidente del Consiglio svizzero delle scuole universitarie professionali della CDPE, consigliere di Stato Rainer Huber (AG), e altri rappresentanti di questo settore sono state discusse soprattutto questioni relative alla cooperazione intercantonale e alle ripercussioni risultanti dal nuovo articolo sulle scuole universitarie (art. 63a) e dalla parificazione costituzionale di scuole universitarie professionali e università.
Il mandato di prestazione dei PF per gli anni 2008-2011 è in preparazione e fra alcuni mesi sarà sottoposto al Parlamento per approvazione. La Commissione è dell'avviso che il bilancio dell'ultima deliberazione nel 2003 non sia molto soddisfacente poiché la CSEC non ha mai potuto esprimersi nel corso del processo di formazione dell'opinione né ha potuto formulare le proprie richieste. Questa situazione ha indotto la Commissione a invitare il presidente del consiglio dei PF, prof. Dr. Alexander J.B. Zehnder e i presidenti dei due PF, prof. dr. Patrick Aebischer e prof. dr. Ernst Hafen per uno scambio di opinioni e una discussione sulle idee e gli obiettivi che dovranno essere perseguiti e raggiunti nei prossimo tempi. A questa discussione ha preso parte anche il segretario di Stato Charles Kleiber. "I PF, animati da un nuovo slancio, mirano a traguardi sempre più alti" - questo motto non è rimasto senza eco e suscita aspettative elevate.
Il settore educazione e ricerca e le sue interfacce alla NPC (05.070) sono stati oggetto di un'ulteriore informazione. Si prevede prossimamente di comprendere nell' elenco della CSEC degli oggetti all'ordine del giorno la questione dell'armonizzazione delle borse di studio.
Tra gli oggetti da trattare è stato altresì necessario includere un tema di attualità: il Consiglio federale non ha infatti ancora adottato come previsto le misure di protezione contro i cani aggressivi. Oggi la Commissione è stata informata sui motivi a sfavore di una rapida approvazione. Ha infine deciso di attenersi alla sua mozione approvata il 13 dicembre 2005 (05.3790). Ricorda tuttavia che un divieto della detenzione e dell'allevamento di razze di cani da combattimento rappresenta nel testo della mozione soltanto una delle possibili misure. La decisione spetta come sempre al Consiglio federale: la CSEC auspica che venga presa rapidamente una decisione e attende con grande interesse la risposta al proprio intervento che sarà discusso nella sessione primaverile.
La Commissione si è riunita il 20 febbraio a Berna sotto la presidenza della consigliera agli Stati Anita Fetz (PS/BS).
Berna,
21.02.2006 Servizi del Parlamento