La legge federale sull'annullamento delle sentenze penali pronunciate contro persone che, al tempo del nazionalsocialismo, hanno aiutato i profughi, entrata in vigore il 1° gennaio 2004, abilita la Commissione a constatare la riabilitazione delle persone condannate per aver aiutato i profughi al tempo del nazionalsocialismo. La Commissione, composta di consiglieri nazionali e agli Stati, ha oggi esaminato 26 sentenze penali pronunciate tra il 1943 e la fine della seconda guerra mondiale nei confronti di dodici cittadini svizzeri, due francesi, uno spagnolo, dieci italiani e un emigrante che all'epoca era apolide.
La Commissione ha constatato in tutti i casi che le persone condannate sono state riabilitate con l'entrata in vigore della legge, e che le condanne pronunciate nei loro confronti sono state annullate. Grazie al loro aiuto diretto o indiretto, queste persone hanno permesso a oltre 20 profughi, e verso la fine della guerra anche a diverse dozzine di prigionieri di guerra alleati in fuga e militari italiani, di trovare rifugio in Svizzera. In due casi non fu possibile provare il passaggio della frontiera, ma le persone condannate furono considerate colpevoli di atti preparatori d'aiuto alla fuga. Esse agirono talvolta sottoponendosi a grossi rischi, percorrendo vie traverse per evitare i posti di frontiera ufficiali, talvolta violando i propri obblighi di soldato o di doganiere nel nome dell'umanità. Altri, per consentire a persone loro vicine di rifugiarsi in Svizzera, dimostrarono grande ingegnosità.
La Commissione ha deciso di pubblicare integralmente 23 decisioni di accertamento: prossimamente saranno reperibili nel sito internet della Commissione (http://www.parlament.ch/i/homepage/ko-weitere-kommissionen/ko-rehab/ko-rehak-entscheide.htm).
Nel sito internet della Commissione è disponibile anche un compendio dei 26 casi trattati: http://www.parlament.ch/mm-06-07-2006-rehako-beilage.pdf
La Commissione si è riunita a Berna il 7 giugno 2006, sotto la presidenza della consigliera agli Stati Françoise Saudan (GE/PLR).
Berna, 07.06.2006 Servizi del Parlamento