1. Misure immediate nell'ambito dell'imposizione dei coniugi (06.037)
La maggioranza della CET-N ha aderito alla decisione del Consiglio degli Stati di adottare il disegno del Consiglio federale concernente le misure immediate nell'ambito dell'imposizione dei coniugi (06.037).
L'obiettivo del disegno consiste nell'attenuare la discriminazione fiscale, più volte criticata dal Tribunale federale, di cui sono oggetto le coppie sposate con doppio reddito rispetto ai concubini che conseguono lo stesso reddito complessivo. Per procedere in modo mirato e rapido, si auspicano misure immediate di facile attuazione. Il Consiglio federale propone una cosiddetta soluzione combinata, vale a dire un aumento della deduzione per attività lucrativa di entrambi i coniugi e una nuova deduzione (sotto forma di deduzione sociale) valida per tutte le coppie sposate. La Commissione appoggia il desiderio del Consiglio federale di eliminare la discriminazione fiscale nei confronti delle coppie sposate, senza peraltro pregiudicare le scelte future nell'ambito dell'imposizione dei coniugi e delle famiglie.
La Commissione ha ampiamente discusso la deduzione per tutte le coppie sposate suggerita dal Consiglio federale e, con 15 voti contro 8, ha respinto la proposta di sopprimerla. Con 14 voti contro 8, ha inoltre respinto l'estensione ai coniugi pensionati della deduzione per doppio reddito con parallela soppressione della deduzione per tutte le coppie sposate. La minoranza ha ribattuto che l'introduzione di una deduzione sociale per tutte le coppie sposate pregiudicherebbe la decisione sul sistema definitivo da applicare (un'imposizione individuale indipendente dallo stato civile o un'imposizione comune con splitting) e gioverebbe anche ai coniugi non svantaggiati dall'attuale discriminazione. La maggioranza ha tuttavia appoggiato la soluzione del Consiglio federale giudicandola ben ponderata. Anche se la nuova deduzione sarà vantaggiosa per tutte le coppie sposate, le due misure insieme agevoleranno soprattutto i coniugi con doppio reddito, direttamente interessati dalla discriminazione. Inoltre, la nuova deduzione per coniugati manterrà entro limiti ragionevoli la differenza di carico fiscale tra le due categorie di coppie sposate.
La Commissione ha deciso di procedere alla votazione sul complesso del disegno una volta terminato l'esame della riforma dell'imposizione delle imprese.
2. Legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese (05.058): disegno 1
Dopo un'approfondita discussione sulla necessità di migliorare le condizioni quadro fiscali per le attività e gli investimenti imprenditoriali (05.058), la CET-N ha deciso, con 13 voti contro 8, di entrare in materia sulla legge sulla riforma II dell'imposizione delle imprese.
Nella prima seduta a questo riguardo si è occupata principalmente della doppia imposizione economica.
Per doppia imposizione economica delle società e dei titolari di quote del loro capitale si intende che, quando sono distribuiti i dividendi, gli utili di una società di capitali o di una cooperativa vengono imposti due volte: sia a livello di società (imposta sull'utile) sia a livello del singolo titolare di quota (imposta sul reddito).
Durante l'ultima seduta, il Consiglio degli Stati ha sostenuto in maniera più decisa rispetto al Consiglio federale l'esigenza di rafforzare la competitività della Svizzera anche in termini di imposizione fiscale delle imprese. La CET-N concorda con questo orientamento che, a livello internazionale, si traduce in sgravi fiscali sempre più frequenti.
Per quanto riguarda l'imposta federale diretta sul patrimonio aziendale, la Commissione appoggia (con 16 voti contro 9) la decisione del Consiglio degli Stati di applicare un'imposizione parziale del 50 per cento a dividendi, a quote degli utili, alle eccedenze di liquidazione e ad altri vantaggi monetari.
La Commissione ha inoltre riconosciuto la necessità di aumentare, rispetto a quanto proposto dal Consiglio degli Stati, le deduzioni fiscali per la sostanza privata, introducendo lo stesso tasso di imposizione parziale applicabile al patrimonio aziendale. Con 16 voti contro 9, la Commissione propone pertanto che la distribuzione degli utili della sostanza privata sia sommata agli altri redditi imponibili soltanto in ragione del 50 per cento.
I suddetti sgravi sono validi unicamente per partecipazioni di almeno il 10% del capitale azionario o sociale di una società di capitali o di una cooperativa.
3. Iv.Pa. Zisyadis Josef: introduzione di un salario minimo garantito per i lavoratori e di un reddito massimo ammissibile (05.425)
L'autore di questa iniziativa chiede di fissare un salario minimo di 3500 franchi e un reddito massimo pari al decuplo del salario minimo. Con 10 voti contro 9, la Commissione propone di non dar seguito all'iniziativa. La maggioranza della Commissione ritiene infatti che il salario minimo non debba essere regolamentato dalla legge, ma dalle parti sociali, che possono trovare soluzioni adeguate ai vari settori nel quadro dei contratti collettivi di lavoro. Il sistema indifferenziato proposto nell'iniziativa rischia di costringere alcuni settori a sopprimere posti di lavoro per motivi di costi.
Per quanto riguarda il reddito massimo ammissibile, la Commissione condivide l'opinione dell'autore dell'iniziativa, secondo cui i redditi di alcuni giganti dell'economia hanno raggiunto livelli inauditi. Ritiene tuttavia che, anche in questo caso, la via legale non sia la migliore. In realtà, spetta agli azionisti, e non allo Stato, impedire eccessi in materia di politica salariale per i dirigenti aziendali. La maggioranza ricorda a questo proposito che l'imminente revisione del diritto della società anonima permetterà agli azionisti di assumere la loro funzione di controllo sui salari dei dirigenti aziendali.
4. Iv.Pa. Zisyadis Josef: legge sulla delocalizzazione delle imprese (05.406)
In questa iniziativa si invita la Confederazione a emanare una legge per limitare le delocalizzazioni di imprese che comportano la perdita di posti di lavoro. A tal fine, si chiede di introdurre un'imposta sulle delocalizzazioni e di vietare le soppressioni di posti di lavoro causate da una decisione di trasferire l'attività produttiva all'estero. Con 19 voti contro 4 e 2 astensioni, la Commissione propone di respingere l'iniziativa. La maggioranza ritiene infatti che una simile regolamentazione sarebbe deleteria per la piazza economica Svizzera. Rammenta inoltre che le imprese sono talvolta costrette a delocalizzare per mantenere la competitività dei loro prodotti sul mercato mondiale. Impedire queste delocalizzazioni significherebbe mettere in pericolo le imprese e i posti di lavoro che esse offrono in Svizzera.
La Commissione si è riunita il 26 e il 27 giugno 2006 a Berna sotto la presidenza del consigliere nazionale Caspar Baader (UDC/BL) e con la presenza parziale del consigliere federale Merz.
Berna, 27.06.2006 Servizi del Parlamento