La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale ha avviato l'esame del disegno di legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (LAUFIN). Ha inoltre deciso di proseguire l'elaborazione di un disegno di legge riguardante i prezzi dei libri. Ha infine sostenuto la necessità di disciplinare in modo chiaro, in un'iniziativa parlamentare, l'imposizione del capitale prelevato dalle casse pensioni in caso di avvio di un'attività indipendente.

1. Legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (06.017)

Attualmente, in Svizzera, la vigilanza dei mercati finanziari è esercitata essenzialmente

dalla Commissione federale delle banche (CFB), dall'Ufficio federale delle assicurazioni private (UFAP) e dall'Autorità di controllo per la lotta contro il riciclaggio di denaro (AdC LRD). Nel messaggio relativo alla legge federale sulla vigilanza dei mercati finanziari LAUFIN; 06.017) il Consiglio federale propone di raggruppare le suddette autorità in un nuovo ente di diritto pubblico (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) che garantisca una vigilanza competente, adeguata ed efficace.

Durante la seduta del 30-31 ottobre, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) ha avviato l'esame della suddetta proposta e l'ha poi discussa con esperti finanziari e amministrativi nonché con rappresentanti del settore finanziario.

La maggioranza della Commissione è persuasa del fatto che una vigilanza integrata dei mercati finanziari rappresenti la soluzione adeguata per rispondere all'evoluzione dinamica in questo settore. Anche se la tendenza alla bancassicurazione si sta arrestando, la convergenza di prodotti nell'ambito dei servizi finanziari giustificherebbe infatti il raggruppamento delle autorità di vigilanza, al fine di sfruttarne le sinergie e incrementarne l'efficienza. La maggioranza della Commissione concorda con il Consiglio federale nel ritenere che una vigilanza efficace degli istituti finanziari rafforzerebbe la piazza finanziaria Svizzera. Con 14 voti contro 4 e 2 astensioni la Commissione è pertanto entrata in materia sulla proposta. Si è invece opposta una minoranza che ha criticato soprattutto l'inclusione dell'AdC LRD nella nuova autorità di vigilanza, affermando che incarichi in materia di polizia, come la lotta al riciclaggio di denaro, non dovrebbero essere assunti da tale autorità perché in simili casi sarebbe difficile garantire l'attribuzione dei costi a chi li ha causati. In generale, la suddetta minoranza dubita che un'autorità di vigilanza sovraordinata possa effettivamente essere più efficace.

Un'altra minoranza ha proposto di rinviare il disegno al Consiglio federale, suggerendo di integrarvi la vigilanza sulle casse pensioni, sugli istituti d'investimento, sull'INSAI e Post Finance.

La Commissione ha discusso in modo dettagliato sull'opportunità di assegnare alla nuova autorità la vigilanza sulle casse pensioni. Attualmente la vigilanza sugli istituti di previdenza è garantita dall'Ufficio federale delle assicurazioni sociali e dalle autorità cantonali competenti, e non dall'Ufficio federale delle assicurazioni private. Le casse pensioni non rientrano quindi nel campo di applicazione della LAUFIN, ma uno sfruttamento delle sinergie giustificherebbe in effetti, in determinate circostanze, l'assunzione di questo compito da parte della nuova autorità. La Commissione ha tuttavia preso atto del fatto che è in corso una procedura di consultazione su un disegno per migliorare la vigilanza sulle casse pensioni. Inoltre, ampliare il campo d'applicazione della LAUFIN significherebbe posticipare anche di due anni l'entrata in funzione della nuova autorità di vigilanza. La Commissione ha pertanto deciso di trascurare temporaneamente la proposta, ma non ha escluso la possibilità di realizzarla in un secondo momento, in particolare alla conclusione dei dibattiti sul disegno del Consiglio federale sulla riforma strutturale della previdenza professionale.

Nella deliberazione di dettaglio della LAUFIN è stato deciso, con voto decisivo del presidente (9 voti contro 9 e un'astensione), che la sigla dell'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari sarà «FINMA» in tutte le lingue, per trasmettere un'immagine univoca a livello internazionale.

Con 13 voti contro 6 e un'astensione la Commissione ha respinto la proposta di lasciare al consiglio d'amministrazione la scelta della sede della FINMA; ha invece accolto il suggerimento del Consiglio federale di stabilire la sede a Berna.

Con 9 voti contro 5 e 5 astensioni si è inoltre deciso di includere tra gli obiettivi in materia di vigilanza sui mercati finanziari la richiesta di accentuare il rafforzamento della piazza finanziaria Svizzera.

Con 13 voti a favore e 9 contrari, la Commissione ha infine stabilito di sancire nella legge che il Consiglio federale assicurerà un'equa rappresentanza dei sessi nell'elezione dei membri del consiglio d'amministrazione della FINMA.

La Commissione proseguirà la deliberazione di dettaglio nella sessione del 27-28 novembre.

2. Iv.Pa. Maitre (04.430). Regolamentazione dei prezzi dei libri

L'iniziativa parlamentare, depositata dal consigliere nazionale Maitre (nel frattempo deceduto) chiede che vengano istituite le basi legali per una regolamentazione dei prezzi dei libri in Svizzera. Dopo le decisioni consensuali delle CET delle due Camere (rispettivamente nel settembre 2004 e nel maggio 2005), la CET-N è stata incaricata di procedere con l'elaborazione di un disegno di legge. A tal fine, ha costituito una sottocommissione, presieduta dal consigliere nazionale de Buman e composta di altri sei membri (Berberat, Bührer, Favre, Fässler, Kaufmann, Walter). Tra l'agosto 2005 e l'aprile 2006 la sottocommissione si è riunita più volte e, il 13 aprile di quest'anno, ha trasmesso un rapporto alla relativa Commissione che conteneva, tra le altre cose, alcune proposte per l'ulteriore sviluppo della pratica. Durante la seduta in oggetto la Commissione ha discusso innanzitutto se i lavori dovessero essere interrotti e l'iniziativa tolta di ruolo, oppure se si dovesse invece procedere ed elaborare quindi un progetto di legge.

Con 14 voti contro 9 la Commissione ha deciso di proseguire i lavori. Poiché il termine per l'elaborazione di un progetto di legge scade a breve, la Commissione chiederà una proroga di due anni al Consiglio nazionale. All'inizio del 2007 (fermo restando che il Consiglio federale conceda la proroga), la Commissione definirà i punti salienti del progetto di legge.

La maggioranza della Commissione ritiene che la situazione odierna e, in particolare, le difficoltà che stanno affrontando le librerie indipendenti, richiedano una regolamentazione urgente dei prezzi dei libri. Le esperienze in Svizzera e all'estero hanno dimostrato che in questo modo si possono proteggere le piccole librerie dall'aggressiva politica dei prezzi delle grandi catene commerciali e dei supermercati. La forte riduzione del numero di librerie nella Svizzera occidentale (molto più drastica rispetto alla Svizzera tedesca dove vige il sistema del prezzo unico dei libri) sarebbe appunto da ricondurre largamente alla soppressione, in passato, di questo provvedimento.

La maggioranza della Commissione considera pertanto che una fitta rete di librerie sia importante per garantire non solo l'accesso della popolazione ai libri, ma anche una più ampia offerta editoriale. Fino al 50 per cento degli acquisti in libreria è costituito da libri in esposizione, che il cliente non aveva pianificato di comprare. Di questa strategia beneficiano soprattutto i titoli meno noti e più impegnati. Se le librerie spariscono e si riduce quindi la superficie d'esposizione, acquisti di questo tipo sono destinati a calare e, con essi, la vendita di libri meno commerciali, che le casi editrici non avranno più interesse a pubblicare. Non disciplinare i prezzi dei libri significherebbe, a medio termine, rinunciare a un'offerta editoriale diversificata.

La minoranza della Commissione dubita che un accordo sui prezzi dei libri consentirebbe di raggiungere gli obiettivi prefissi in materia di politica culturale e che influenzerebbe in modo significativo la forte tendenza verso una concentrazione dei punti di vendita editoriali. È quanto si osserva in particolare nella Svizzera tedesca dove, nonostante il sistema del «Sammelrevers» si assiste a un incalzante processo di concentrazione. Per garantire la propria sopravvivenza, le librerie indipendenti non dovrebbero quindi contare su una regolamentazione dei prezzi dei libri, ma piuttosto cercare di crearsi uno spazio in mercati di nicchia, offrire ai clienti soluzioni originali e sfruttare le nuove tecnologie in modo innovativo.

La minoranza non crede inoltre che il suddetto provvedimento sia fondamentale per garantire la diversità dell'offerta editoriale. In Gran Bretagna, ad esempio, la rimozione del prezzo unico e la chiusura di un certo numero di librerie non ha assolutamente limitato la gamma di prodotti editoriali; dopo l'eliminazione del prezzo unico, si è addirittura assistito a una maggiore diversificazione. In Francia, d'altronde, l'introduzione del prezzo unico non ha causato sostanziali cambiamenti. In realtà, più che il sistema di prezzi, sembrano essere altri i fattori determinanti nella diversità dell'offerta, tra cui in primo luogo il calo dei costi fissi di produzione.

3. Iv. Pa. Fetz (04.447). Previdenza professionale. Frazionare il pagamento delle prestazioni nell'interesse delle giovani PMI

Il 18 giugno 2004 la consigliera agli Stati Fetz ha depositato la suddetta iniziativa parlamentare, in cui chiede che, n caso di pagamento parziale delle prestazioni d'uscita al momento dell'avvio di un'attività indipendente (o più tardi), l'imposizione venga effettuata sull'importo effettivamente prelevato e non sull'importo globale dell'avere di previdenza. Durante la seduta della Commissione, alcuni rappresentanti dell'Amministrazione hanno spiegato che l'imposizione su un primo pagamento parziale è calcolata soltanto sull'importo effettivamente prelevato. La legge sulla previdenza professionale non disciplina tuttavia i pagamenti successivi, effettuati dopo l'avvio dell'attività indipendente. In questi casi, da un punto di vista fiscale, il conteggio è realizzato sull'intero capitale di libero passaggio. La Commissione ritiene che le regole applicate non siano assolutamente trasparenti né chiare e teme che le persone che iniziano un'attività in proprio decidano di ritirare l'intero capitale previdenziale, esponendolo a un rischio maggiore, perché si fondano su riflessioni di natura fiscale erronee.

La Commissione ha pertanto deciso all'unanimità di dar seguito all'iniziativa e ha chiesto alla CET-S di elaborare un disegno che preveda chiare norme previdenziali e fiscali, in modo da evitare conseguenze negative.

La Commissione si è riunita a Berna il 30-31 ottobre sotto la presidenza di Caspar Baader (UDC/BL) e con la partecipazione parziale del consigliere federale Merz.

Berna, 31.10.2006    Servizi del Parlamento