Riunitasi in presenza del consigliere federale Moritz Leuenberger, capo del DATEC, e di Andreas Meyer, CEO delle FFS, la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati ha discusso la vicenda di FFS Cargo. Si è informata circa la situazione attuale nelle Officine di Bellinzona, i retroscena che hanno portato alle misure in questione e un possibile apporto politico che contribuisca a un miglioramento nel settore del traffico merci. La Commissione è consapevole del fatto che risolvere il conflitto in Ticino è una sfida che tocca, in primo luogo, alle FFS, ai partner sociali e al personale locale. Non spetta al Parlamento né alle commissioni parlamentari prendere parte attiva al dibattito in corso. Incombe tuttavia al Parlamento una corresponsabilità nella misura in cui, con le decisioni sulla Riforma ferroviaria I e con i decreti finanziari pertinenti (per es. programmi di sgravio, convenzioni di prestazioni, progetto di legislazione sul traffico merci), ha fissato le condizioni quadro per l’adempimento, da parte delle FFS, del loro compito di fornitore di sistema. L’esigenza politica nei confronti di FFS Cargo di conseguire in questo settore un risultato economicamente equilibrato, dopo detrazione dei contributi pubblici, risale ormai a qualche anno. Si tratta del presupposto affinché il segmento Traffico merci FFS sia attrezzato per il futuro e possa tener testa a altri fornitori nella concorrenza internazionale.
La Commissione esprime la sua viva preoccupazione per la situazione vissuta attualmente da FFS Cargo nel Cantone del Ticino, deplorando che finora i vertici delle FFS e gli scioperanti di Bellinzona non siano riusciti a pervenire a una soluzione consensuale. Nei rapporti di lavoro delle aziende federali, lo sciopero non fa parte della tradizione. Il partenariato sociale e la pace del lavoro propri del nostro Stato non devono essere sospesi arbitrariamente finché non si sono esaurite tutte le possibilità di soluzioni consensuali. In questo senso, le trattative devono essere condotte senza porre condizioni preliminari tali da non lasciare margine di manovra alla controparte. La Commissione esorta le parti a:
· concretizzare la loro grande responsabilità per il funzionamento del traffico merci svizzero su rotaia e a prendere le decisioni del caso con la cautela, la professionalità e la lungimiranza necessarie;
· sostenere attivamente l’operato del mediatore designato dal Consiglio federale, Marco Solari, in particolare in vista dell’istituzione di una „tavola rotonda“, senza porre condizioni inaccettabili per la controparte;
· intraprendere sforzi congiunti per il ripristino della legalità e il mantenimento di una prospettiva d’impiego a lungo termine;
· cessare immediatamente lo sciopero, in modo da non accrescere il danno arrecato all’economia del nostro Paese e da non intaccare la simpatia e la fiducia che la popolazione nutre nei confronti dell’impresa e del suo personale;
· esaminare le soluzioni di ristrutturazione delle Officine di Bellinzona senza preconcetti da parte del personale attuale, nella consapevolezza che un prolungarsi dello sciopero non può che diminuire la disponibilità degli investitori privati.
La CTT-CdS auspica anche da parte delle autorità del Cantone del Ticino un impegno in questo senso, volto a una rapida soluzione della crisi.
Nell’ambito delle proprie responsabilità e competenze, la Commissione si dichiara pronta a sostenere attivamente la politica del traffico merci. Negli ultimi 15 anni il popolo svizzero, il Parlamento e il Consiglio federale si sono più volte espressi in favore del trasferimento e del trasporto merci ferroviario. I grandi investimenti già consentiti e quelli che saranno realizzati nei prossimi anni come pure gli ingenti contributi annui alle spese di esercizio sono l’espressione di questa volontà. La politica federale aspetta che le parti siano consapevoli della portata di questo impegno per i trasporti pubblici e che il regolare esercizio sia ripreso quanto prima.