La Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati (CPS-CS) ha chiesto informazioni dettagliate al capo del DDPS in merito alla novità riguardante il servizio di guardia con l’arma carica entrata in vigore all’inizio di quest’anno. La Commissione ritiene importante la constatazione secondo cui, tranne in casi eccezionali, la guardia era già sinora prevista con l’arma carica ma senza il colpo in canna. Il servizio di guardia con l’arma carica permesso dalla nuova normativa corrisponde allo statuto di formazione delle truppe appena costituito e tiene conto della situazione di minaccia. Questa nuova prescrizione – criticata da diverse parti dell’opinione pubblica – non può entrare in linea di conto per impieghi sussidiari dell’Esercito, poiché in simili situazioni la competenza di impartire ordini incombe alla parte civile e non all’Esercito. La Commissione è tuttavia unanime nel ritenere che l’introduzione della nuova ordinanza, quanto a forma e momento, sia stata comunicata inadeguatamente e che al riguardo abbiano prevalso aspetti giuridici, tenendo troppo poco conto di aspetti di politica della sicurezza e di politica sociale. Senza voler ingerire negli affari operativi del dipartimento competente (DDPS), la Commissione chiede al DDPS un rapporto completo delle esperienze fatte dopo un periodo di sei mesi. Dopodiché intende, se necessario, discutere nuovamente la questione.
Negli scorsi mesi, la CPS-CS si era più volte chinata sulla questione dell’arma di ordinanza e delle munizioni tascabili. All’inizio della nuova legislatura e non da ultimo anche alla luce del tragico evento del 23 novembre 2007 a Höngg, la Commissione composta per la maggior parte di nuovi membri ha adottato nuove regole d’interpretazione in questo delicato settore, senza che fosse imminente una decisione formale. La Commissione è favorevole all’istituzione da parte del capo del DDPS di un gruppo di lavoro che illustri tutti i fattori militari, giuridici, istituzionali e sociologici di questa problematica entro la fine di quest’anno. La Commissione ritiene in particolare importante che vengano approfondite anche le possibilità tecniche di soluzione. Inoltre, essa si è opposta a ulteriori immediate attività legislative in questo settore: essa sostiene che occorra dapprima aspettare e analizzare ad esempio solo le ripercussioni della revisione (non ancora entrata in vigore) della legge sulle armi nonché del divieto della consegna a domicilio delle munizioni.
Un ulteriore accento è stato posto dalla CPS-CS sulle Forze aeree; essa è stata informata dal DDPS sul concetto che sta alla base delle attività delle forze aeree e ha preso atto dei preparativi per l’acquisto di un apparecchio in sostituzione del velivolo da combattimento “Tiger” F-5. La Commissione è favorevole al fatto che la possibilità di attaccare obiettivi terrestri sia pure oggetto delle imminenti valutazioni relative alla sostituzione dei Tiger, allo scopo per così dire di accrescere il potenziale della futura flotta. La Commissione discuterà ulteriormente e approfonditamente di questa questione nel corso dell’anno. Essa chiede inoltre all’unanimità di approvare l’accordo tra il Consiglio federale svizzero e il Governo federale austriaco concernente la cooperazione in materia di sicurezza aerea contro le minacce aeree non militari (07.070 n). Tale Accordo prevede lo scambio di tutti i dati rilevanti dal profilo della sicurezza in caso di minacce aeree non militari, senza tuttavia rendere possibili impieghi transfrontalieri di polizia aerea. La Commissione è soddisfatta che, dopo simili accordi con altri tre Stati confinanti, sia stato ora concluso anche con l’Austria un simile accordo. Essa ha preso pure conoscenza dell’obiettivo del Consiglio federale di prevedere successivamente un ampliamento della collaborazione con l’Austria a impieghi transfrontalieri di polizia aerea. Il Consiglio nazionale ha approvato l’Accordo già nella sessione invernale 2007.
La CPS-CS ha preso pure conoscenza degli attuali sviluppi in Kosovo e delle possibili conseguenze che ne risultano per le truppe svizzere lì stazionate (Swisscoy). La Commissione dovrà decidere circa il prolungamento dell’impiego di Swisscoy in Kosovo solo nel secondo trimestre di quest’anno.
La Commissione ha inoltre trattato la petizione Locatelli (07.2014 s) relativa alla vendita dell’arsenale di Biasca da parte della Confederazione. La petizione chiede all’Assemblea federale di fare in modo che armasuisse venda l’arsenale di Biasca a condizioni di favore al comune di Biasca, e questo tenendo conto del fatto che, a suo tempo, il Comune aveva regalato all’Esercito l’area corrispondente e aveva approntato gratuitamente diverse prestazioni (fra l’altro la costruzione di una strada d’accesso e l’approvvigionamento idrico). La Commissione ha deciso unanimemente di prendere atto della petizione senza ulteriore seguito; essa riconosce d’altro canto l’utilità dell’applicazione di criteri unitari da parte del DDPS, ma si attende dall’altro dalla competente armasuisse (DDPS) che in simili casi si dia prova di maggiore flessibilità e pragmatismo affinché, in particolare, precedenti donazioni di acquirenti potenziali (di regola Comuni o Cantoni) possano essere considerati nella determinazione del prezzo.
La CPS-CS ha accolto all’unanimità la mozione del consigliere nazionale Mario Fehr (07.3529 n), con la quale si intende incaricare il Consiglio federale di condurre negoziati con la Turchia allo scopo di consentire a cittadini con la doppia nazionalità turca e svizzera di prestare servizio militare solo in uno dei due Paesi.
La Commissione ha discusso inoltre temi prioritari che intende trattare nel prossimo biennio. Oltre agli affari del Consiglio federale già previsti (programma d’armamento, prolungamento dell’impiego Swisscoy, revisione della legge sul servizio civile, rapporto relativo agli spazi di protezione privati ecc.), la Commissione desidera in particolare seguire da vicino la situazione del personale nell’Esercito (soprattutto quella dei militari professionisti e degli stati maggiori) nonché lo sviluppo del Cgcf.
La Commissione è stata infine informata sull’impiego dell’Esercito alla manifestazione annuale del WEF 2008 a Davos, conformemente al decreto del Consiglio federale del 13 dicembre 2006.
Berna, 18 gennaio 2008 Servizi del Parlamento