Gli stranieri diplomati presso un istituto superiore svizzero devono poter beneficiare di un accesso agevolato al mercato del lavoro elvetico. La Commissione delle istituzioni politiche (CIP) del Consiglio nazionale desidera mitigare la legge sugli stranieri.

L’iniziativa parlamentare 08.407 inoltrata dal consigliere nazionale Jacques Neirynck (PPD/VD) chiede che la legge sugli stranieri (LStr) venga modificata in modo da permettere agli stranieri diplomati presso una scuola universitaria svizzera di avviare più facilmente una carriera professionale nel nostro Paese al termine degli studi. Le disposizioni vigenti della LStr non tengono sufficientemente conto degli interessi delle imprese e dei diplomandi e frenano in questo modo i progressi scientifici, tecnici ed economici del Paese. Inoltre il diritto degli stranieri assume un'importanza crescente nell'assunzione di collaboratori altamente qualificati. La Commissione ha deciso, con 14 voti a favore, 8 contrari e 2 astensioni, di dare seguito all'iniziativa. La minoranza commissionale vi si è opposta facendo notare che le disposizioni della LStr sull'ammissione soddisfano le esigenze degli ambienti economici svizzeri. La maggior parte dei diplomati stranieri ottiene il permesso di soggiorno quando il datore di lavoro ne motiva la richiesta.

La Commissione ha respinto, con 13 voti favorevoli e 8 contrari, l'iniziativa parlamentare 08.425 del consigliere nazionale Oskar Freysinger (UDC/VS) che chiede l'iscrizione del «principio di precauzione» nella Costituzione e di sanzioni nel Codice penale per impedire alle comunità religiose di porre i propri principi al di sopra delle leggi del Paese e per permettere alle autorità statali di prendere misure preventive con le quali valutare e affrontare eventuali minacce di matrice religiosa. La Commissione è dell'opinione che le disposizioni costituzionali e legali vigenti soddisfino appieno le esigenze esposte nell'iniziativa. L'articolo 72 della Costituzione infatti permette già alla Confederazione ed ai Cantoni di prendere misure al fine di mantenere la pace religiosa, nei limiti delle rispettive competenze. Nel rispetto della libertà di credo e di coscienza, sancita anch'essa dalla Costituzione, la Commissione rifiuta di sospettare in modo generale di determinate comunità religiose in nome di una giustizia basata su motivi ideologici. Invece la minoranza commissionale auspica che il principio di precauzione sia introdotto nella Costituzione e fa notare come un numero sempre crescente di violazioni venga commesso adducendo motivi religiosi e come lo Stato abbia il dovere di prevenire mediante misure e sanzioni adeguate.

La Commissione ha dato seguito, con 13 voti favorevoli e 11 contrari, all'iniziativa parlamentare inoltrata dal Gruppo UDC (08.409 Iv. pa. Ritiro della cittadinanza a criminali naturalizzati) nella quale si chiede che le persone naturalizzate con doppia nazionalità perdano quella svizzera se, entro un periodo di tempo predefinito, una sentenza passata in giudicato è stata pronunciata a loro carico per delitti contro l'integrità fisica di terzi oppure se abbiano percepito indebitamente contributi dell'assicurazione sociale o dell'assistenza sociale. La Commissione ritiene adeguato promulgare leggi in proposito in quanto chi commette gravi infrazioni poco tempo dopo aver ricevuto la nazionalità svizzera tradisce la fiducia accordatagli. Inoltre, l'eventualità del ritiro della nazionalità e la possibile espulsione avrebbero un effetto preventivo non solo per le persone coinvolte, ma anche per le autorità che esaminerebbero con maggiore attenzione le candidature. Secondo la minoranza commissionale tuttavia, l'iniziativa contravviene al principio costituzionale della parità di trattamento, secondo il quale tutti i cittadini svizzeri sono uguali, a prescindere dal possesso di un'eventuale seconda nazionalità. Inoltre la legge vigente impone già di accertarsi che il candidato rispetti le disposizioni legali elvetiche prima di accordargli la naturalizzazione.

Con 14 voti favorevoli, 5 contrari ed una astensione, la Commissione ha adottato l'iniziativa parlamentare 07.467 inoltrata dal consigliere nazionale Oscar Freysinger (UDC/VS) che chiede di completare le disposizioni della legge sul Parlamento con l’obbligo di comunicare le relazioni di interesse. La prassi seguita finora, cioè la pubblicazione di un elenco delle funzioni e delle attività, non permette una trasparenza sufficiente: la quantificazione dei compensi che i singoli deputati ricevono sarebbe ben più chiara. I cittadini hanno il diritto di essere informati su queste relazioni. La decisione costituisce un cambiamento d'opinione della CIP che nei due anni passati aveva respinto ben due volte tale richiesta. La minoranza commissionale fa notare come la modifica chiesta comporti non solo innumerevoli difficoltà di attuazione, ma anche una disparità di trattamento tra diverse categorie di deputati.

La Commissione ha respinto con 15 voti a favore, 8 contrari ed una astensione l'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Walter Wobmann (UDC, SO) (08.423 Riconoscimento di Stati soltanto da parte dell'Assemblea federale). Secondo l’autore dell'iniziativa il riconoscimento del Cossovo da parte del Consiglio federale ha mostrato che si tratta di una questione politica della massima importanza. La Commissione desidera lasciare questa competenza al Consiglio federale cui la Costituzione federale affida il compito di rappresentare all'estero gli interessi della Svizzera. Proprio come ha mostrato l'esempio del Cossovo, l'Assemblea federale viene già coinvolta in maniera adeguata nel processo decisionale dato che la legge sul Parlamento prevede che in caso di importanti progetti di politica estera vengano consultate le commissioni interessate.

Con 10 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astensioni, ma grazie al voto decisivo del vicepresidente, la Commissione ha respinto l'iniziativa parlamentare inoltrata dal consigliere nazionale Gerhard Pfister (PPD/ZG) che intende semplificare il sistema delle retribuzioni e delle indennità per i/le parlamentari (08.402) sostituendo importi forfettari alle innumerevoli indennità senza incidere a livello finanziario. A sostegno della decisione, la Commissione fa notare come la mole di lavoro dei singoli deputati sia differente di caso in caso e che dunque somme forfettarie non sarebbero eque.

La Commissione si è riunita a Berna il 21 e il 22 agosto 2008 sotto la presidenza dei consiglieri nazionali Gerhard Pfister (PPD/ZG) e Yvan Perrin (UDC/NE).

Berna, 22 agosto 2008 Servizi del Parlamento