Come già successo nel caso della crisi Swissair, le Camere federali sono ancora una volta confrontate con il fatto di discutere una proposta di spesa miliardaria quando gli obblighi già assunti dalle autorità, di fatto, non consentono più di respingere il progetto. In questi casi il Parlamento non può esercitare le competenze che gli spettano nell’ambito del budget della Confederazione. La Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale (CIP-N) intende quindi creare le basi legali necessarie per un coinvolgimento tempestivo dell’Assemblea federale.

Nel corso della sessione invernale, le Camere federali discuteranno il Decreto federale concernente un credito per la ricapitalizzazione di UBS SA (08.077 ns Pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero). Si tratterà quindi di approvare a posteriori un credito di 6 miliardi di franchi già stanziato dal Consiglio federale, che ha istituito le basi legali per tale intervento con un’ordinanza emanata il 15 ottobre 2008 e fondata sugli articoli 184 e 185 della Costituzione federale. Questa operazione solleva una serie di interrogativi di carattere istituzionale che la CIP-N ha deciso di esaminare: in base a quali presupposti il Consiglio federale può emanare un’ordinanza fondata direttamente sulla Costituzione federale invece di proporre al Parlamento di emanare una legge? In quale misura il Consiglio federale può essere autorizzato a stanziare crediti senza disporre dell’approvazione dell’Assemblea federale?

La CIP-N giudica assai deplorevole che solo a pochi anni dal caso Swissair l’Assemblea federale venga nuovamente obbligata ad approvare a posteriori una spesa miliardaria e ritiene necessario che l’Assemblea federale possa esercitare le proprie competenze anche nelle situazioni d’emergenza. In materia di crediti aggiuntivi urgenti, già dopo la crisi Swissair venne elaborata una proposta che vincolava ogni stanziamento di crediti all’approvazione della Delegazione delle finanze e, a partire da un certo importo, all’approvazione delle Camere federali. Il progetto venne però affossato dal Consiglio degli Stati. Confrontata con un secondo caso analogo a poco tempo di distanza, la CIP-N giudica necessario tornare ad occuparsi della questione e intende quindi chiedere alla Commissione gemella del Consiglio degli Stati (CIP-S) se appoggia il lancio di un’iniziativa commissionale finalizzata a salvaguardare il principio della legittimazione democratica nell’ambito di spese di grande importanza. La CIP-N prevede inoltre un riesame della prassi sviluppata dal Consiglio federale con l’emanazione di ordinanze fondate sugli articoli 184 e 185 della Costituzione federale, in particolare per quanto concerne il periodo di validità di tali ordinanze.

In base a quali criteri un’iniziativa popolare dovrebbe essere dichiarata non valida? Il 21 agosto 2008 la CIP-N si era pronunciata , con una risicata maggioranza, a favore di un riesame di tali criteri e aveva inoltre propugnato il coinvolgimento del Tribunale federale, dando in tal modo seguito all’iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Vischer (07.477 n Iv.Pa. Validità delle iniziative popolari - cfr. comunicato stampa del 21 agosto 2008). La Commissione ha ora nuovamente confermato la propria decisione, con 12 voti contro 11 e un’astensione, pur non avendo ottenuto l’approvazione della CIP-S (cfr. comunicato stampa del 15 ottobre 2008). Essa ritiene infatti inaccettabile che Popolo e Cantoni siano chiamati a pronunciarsi su iniziative popolari che propongono anche norme inattuabili. La Commissione intende studiare soluzioni opportune e, con 12 voti contro 12 e il voto preponderante del Presidente, ha inoltre accolto un postulato che invita il Consiglio federale a presentare un rapporto in materia.

Nel rispetto del principio dell’uguaglianza di trattamento previsto dalla Costituzione federale, la Commissione intende rinunciare alla proposta di revocare la cittadinanza svizzera alle persone naturalizzate e con doppia cittadinanza, nel caso in cui dovessero compiere gravi reati. Nella seduta del mese di agosto un esigua minoranza della CIP-N si era pronunciata con 13 voti contro 11 a favore di un’iniziativa parlamentare che mira a introdurre tale revoca per chi compie gravi reati contro la vita o l’integrità personale e per chi percepisce in modo abusivo prestazioni erogate dalle assicurazioni sociali o dall’aiuto sociale (08.409 n Iv.Pa. Gruppo V. Ritiro della cittadinanza a criminali naturalizzati). Alla luce della posizione nettamente contraria assunta dalla CIP-S (8 voti contrari e 2 favorevoli - cfr. comunicato stampa del 15 ottobre 2008), la CIP-N non ritiene opportuno ripresentare la proposta e, con 13 voti contro 7 e un’astensione, propone quindi al Consiglio nazionale di non dar seguito all’iniziativa.

Attualmente anche il Parlamento è tenuto a pronunciarsi sul programma di legislatura. Con 13 voti contro 9 e un’astensione la CIP-N ha deciso di respingere un’iniziativa parlamentare presentata dal Gruppo UDC che propone all’Assemblea federale di limitarsi a prendere conoscenza del relativo rapporto presentato dal Consiglio federale (08.435 n Iv.Pa. Il programma di legislatura è compito del Governo). L’articolo 173 capoverso 1 lettera g della Costituzione federale prevede una “cooperazione” da parte del Parlamento, cui è quindi attribuito un ruolo nettamente più incisivo rispetto alla semplice “presa di conoscenza”. Il fatto che le deliberazioni siano finalizzate all’emanazione di un decreto federale induce il Parlamento a trattare in modo approfondito i singoli obbiettivi della legislatura. Tale sistema ha dato miglior prova di quello precedente che consentiva all’Assemblea federale di intervenire unicamente mediante mozioni sulle linee direttive.

La CIP-N intende tener fede al principio secondo cui i membri dell’Assemblea federale devono comunicare pubblicamente gli introiti derivanti dalle loro relazioni d’interesse. Il 21 agosto 2008 la Commissione aveva accolto l’iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Freysinger (07.467 n Iv.Pa. Incidenza finanziaria delle relazioni d’interesse – cfr. comunicato stampa del 22 agosto 2008). Malgrado la proposta sia poi stata respinta dalla CIP-S il 14 ottobre 2008 (cfr. comunicato stampa del 15 ottobre 2008), la CIP-N ha deciso, con 13 voti contro 9 e un’astensione, di riconfermare la propria decisione e di dar quindi seguito all’iniziativa.

La Commissione si è riunita a Berna il 20/21 novembre 2008 sotto la presidenza di Gerhard Pfister (PPD/ZG).

Berna, 21 novembre 2008  Servizi del Parlamento