La CET-S ha approvato una mozione del Consiglio nazionale che chiede al Consiglio federale di ridurre l'aliquota dell’imposta sull'utile per le imprese. Non si è tuttavia pronunciata in merito all'entità della riduzione e ha respinto un'altra mozione che chiedeva un'aliquota d'imposizione del 5 per cento.

1) Mo 07.3309 . Consiglio nazionale (Gruppo LR). Rafforzamento della competitività mediante nuove riforme dell'imposizione delle imprese

La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) ha trattato la mozione del gruppo liberale-radicale, accettata dal Consiglio nazionale, che incarica il Consiglio federale di «rafforzare la posizione della Svizzera mediante una riduzione dell'aliquota dell’imposta sull'utile per le imprese e una flessibilizzazione delle modalità d’imposizione di talune fonti di reddito».

La CET-S ha chiaramente confermato l'importanza di avere un carico fiscale concorrenziale per l'attrattiva della piazza economica svizzera. Essa sostiene in linea di massima una riduzione dell'aliquota dell'imposizione degli utili.

La CET-S ha invece proposto, con 5 voti contro 4 e 2 astensioni, di stralciare dalla mozione il mandato di «flessibilizzazione delle modalità d’imposizione di talune fonti di reddito». La maggioranza della Commissione auspica per il momento concentrarsi sulla riduzione dell'aliquota dell’imposta sull'utile. Sarebbe inoltre necessario chiarire, in caso di aliquota differenziata in funzione dei tipi di utile, in quale misura una simile soluzione sia conforme alle esigenze costituzionali di uguaglianza di trattamento e d'imposizione secondo la capacità contributiva.

2) Mo 07.3269 . Consiglio nazionale (Gruppo V). Riduzione dell'aliquota dell'imposta sull'utile per le imprese in ambito di imposta federale diretta.

Approvata dal Consiglio nazionale con 98 voti contro 88 e nonostante la raccomandazione del Consiglio federale di respingerla, la mozione del Gruppo UDC chiede all'Esecutivo di ridurre l'aliquota dell'imposta sull'utile per le persone giuridiche dall'8,5 al 5 per cento.

Con 7 voti contro 2 e 2 astensioni, la Commissione propone di sostenere la proposta del Consiglio federale e di respingere la mozione.

Per la maggioranza dei membri, la Commissione non dispone di informazioni che le consentano di valutare se e in quale misura la forte riduzione dell'imposizione sull'utile per le imprese consentirebbe di rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera. Dalle discussioni è risultata anche l'insufficienza d'informazioni che consentano di identificare i beneficiari dello sgravio (tipi di impresa, branche, ecc.). Un ulteriore aspetto determinante che ha spinto la Commissione a respingere la mozione è stata la forte riduzione del gettito fiscale derivante dall'accettazione della stessa. L'ammanco stimato dal Consiglio federale a 3,7 miliardi di franchi dovrebbe infatti essere compensato da una riduzione delle spese o dall'aumento di un'altra imposta, verosimilmente l'IVA. La maggioranza dei senatori ha pertanto preferito respingere la mozione.

Una minoranza della Commissione ritiene che la riduzione della pressione fiscale avrebbe indotto necessariamente un aumento degli investimenti; l'accettazione della mozione sarebbe pertanto una misura adeguata per rafforzare l'attrattiva della piazza economica svizzera.

La CET-S ha inoltre sentito il ministro delle finanze e i rappresentanti della Commissione federale delle banche (CFB), che le hanno esposto una valutazione della situazione attuale del mercato finanziario e le hanno presentato la prassi svizzera in materia di vigilanza dei mercati finanziari.

La Commissione si è riunita il 14 e il 15 gennaio 2008 a Berna, sotto la presidenza della consigliera agli Stati Simonetta Sommaruga (PS, BE). Il consigliere federale Hans-Rudolf Merz ha assistito a parte delle sedute.

 Berna, 15 gennaio 2008 Servizi del Parlamento