1. Iv.Pa. Müller Philipp. Limitazione della "prassi Dumont" 04.457
Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale (la cosiddetta „prassi Dumont“), nei primi cinque anni successivi all'acquisizione di un immobile le spese sostenute per lavori di manutenzione trascurati dal precedente proprietario non sono fiscalmente deducibili. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale, nell’ambito di un’iniziativa parlamentare depositata dal consigliere nazionale Philipp Müller, ha proposto l’abrogazione di tale prassi a livello federale (imposta federale diretta) e cantonale. La modifica del progetto è stata adottata dal Consiglio nazionale durante la sessione primaverile con 127 voti contro 56.
La CET-S ha esaminato la possibilità di abrogare la prassi Dumont soltanto per lavori di ripristino volti a garantire il mantenimento di determinati standard edilizi (per es. standard Minergie). Fondandosi su un rapporto dell’amministrazione, tuttavia, la Commissione ha finito per pronunciarsi contro tale soluzione che comporterebbe nuovi problemi di delimitazione, complicando ulteriormente l’applicazione della prassi Dumont. Con 10 voti contro 0 e 2 astensioni la CET-S ha quindi adottato la proposta della CET-N di abrogare totalmente la prassi in questione semplificando così l’imposizione e unificandola a livello federale e cantonale. La Commissione ha inoltre colto l’occasione per incaricare l’amministrazione di verificare l’efficacia delle deduzioni fiscali esistenti in materia di investimenti energetici.
2. Mo. Consiglio nazionale (Leutenegger Filippo). Incentivi per risanamenti energetici sostanziali di immobili privati 07.3385
La legge vigente consente di dedurre dall’imposta federale diretta i costi di ripristino o di trasformazione di un immobile finalizzati a mantenerne l’efficienza energetica o a proteggere l’ambiente. Una mozione del consigliere nazionale Filippo Leutenegger chiede che in futuro questi costi possano essere dedotti nell'arco di più anni e non solo nell'anno in cui è effettuato l'investimento. L’obiettivo è di evitare che, per motivi fiscali, si proceda per tappe, con piccoli lavori di ristrutturazione che impediscono un adeguato risanamento energetico totale. La mozione è stata adottata dal Consiglio nazionale con 132 voti contro 47 durante la sessione d’autunno dello scorso anno.
In occasione dell’ultima riunione, la CET-S ha riconosciuto che la normativa vigente può indurre a rinunciare a un risanamento energetico totale e che, da questo punto di vista, appare opportuno ripartire le deduzioni fiscali su più anni. Ha altresì preso atto del timore del Consiglio federale di vedere ulteriormente complicato il diritto tributario. Per situare la proposta nel quadro più vasto delle misure di protezione del clima esistenti e previste, la Commissione ha quindi deciso all’unanimità di trasformare il testo della mozione in mandato di verifica. Il Consiglio degli Stati tratterà l’affare nella prossima sessione autunnale.
3. Mozione della Commissione sul trattamento fiscale dei costi di formazione e di perfezionamento
Nelle sue ultime riunioni del 1° luglio e del 1° settembre, la CET-S si è occupata delle detrazioni fiscali per le spese di formazione e di perfezionamento, prendendo atto del rapporto e della proposta di una sottocommissione appositamente istituita.
Con 7 voti contro 5, la CET-S ha approvato una mozione di commissione che incarica il Consiglio federale di fissare nuove regole sulla detraibilità di tali spese.
Scopo di questa nuova regolamentazione è trattare le spese di formazione e di perfezionamento professionale conformemente al principio costituzionale dell’imposizione secondo la capacità economica. Chiare disposizioni dovrebbero inoltre limitare le divergenze d’interpretazione cantonali, che sono sempre fonte di malcontento.
Secondo la proposta della maggioranza della Commissione, le deduzioni fiscali non devono essere accordate, come finora, soltanto per le spese di formazione sostenute dal contribuente per perfezionarsi nel settore professionale abituale, bensì comprendere anche le spese di formazioni che gli consentono di un avanzamento professionale o addirittura un cambiamento di orientazione.
Considerazioni finanziarie impongono tuttavia di limitare le possibilità di deduzioni, escludendo le spese della formazione professionale iniziale. Si deve inoltre stabilire un limite massimo appropriato.
La mozione rispecchia le preoccupazioni di numerosi interventi in sospeso sostenuti i dalla maggioranza della CET-S. La Commissione ha consapevolmente rinunciato alla deduzione delle spese sostenute dai genitori per la formazione dei figli.
Secondo un modello di calcolo elaborato dall’amministrazione fiscale su incarico della sottocommissione CET-S, al volume delle deduzioni per spese di perfezionamento professionale, attualmente stimato a circa 75 – 89 milioni di franchi, si aggiungerebbe, in virtù della nuova regolamentazione, una diminuzione delle entrate fiscali di circa 42 – 52 milioni di franchi.
La minoranza della Commissione propone di respingere la mozione. Sostiene che l’estensione del campo delle deduzioni esistenti è in chiara contraddizione con gli sforzi di semplificazione del sistema fiscale in corso; non solo, ma la nuova regolamentazione creerebbe problemi di delimitazione che in futuro potrebbero condurre all’incertezza del diritto e a disparità di trattamento a livello cantonale.
La minoranza della Commissione dubita inoltre dell’efficacia delle detrazioni per le spese di formazione e perfezionamento, ricordando che gli esperti hanno più volte dimostrato che queste deduzioni sono una specie di “manna”; nella maggior parte dei casi, in effetti, i corsi di formazione e perfezionamento professionale sarebbero frequentati anche se non fossero deducibili. Invece, le persone che ricorrono meno assiduamente e con frequenza inferiore alla media al perfezionamento guadagnano in genere troppo poco per pretendere deduzioni fiscali. La minoranza della Commissione propone quindi che le entrate fiscali alle quali si dovrebbe rinunciare con la nuova regolamentazione siano utilizzate in maniera mirata per promuovere il perfezionamento professionale.
La mozione della Commissione sarà trattata dal Consiglio degli Stati nella prossima sessione d’autunno. In caso di accettazione dovrà poi essere esaminata dalla CET-N. Il testo è disponibile in Internet con il numero di affare 20083450.
4. Iv.ct. SO Introduzione di una tassa unica ("flat tax") 05.307; Iv.ct. AG Introduzione di un nuovo sistema fiscale 05.310
Le due iniziative cantonali mirano a una revisione e a una semplificazione dell’imposizione sul reddito delle persone fisiche. L’iniziativa di Soletta chiede l’introduzione di una tassa unica comprendente da una a tre aliquote di tassazione e, al massimo, da una a tre possibilità di deduzioni. Quella di Argovia vuole l’introduzione di un nuovo sistema fiscale più giusto, più semplice e più trasparente, orientato alla crescita economica e concorrenziale a livello internazionale; sono citati come modello la “flat tax” o l'imposta duale sul reddito.
Nell’ottobre 2007 il Consiglio degli Stati ha deciso di non dare seguito alle iniziative. Nel dicembre dello stesso anno, il Consiglio nazionale ha invece deciso di dare loro seguito. I due oggetti sono quindi stati sottoposti per la seconda volta alla Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati per esame preliminare.
Nell’ambito della trattazione delle due iniziative, la Commissione ha consultato numerosi periti e professionisti sulle possibilità di semplificazione dell’imposizione delle persone fisiche (cfr. comunicato stampa della Commissione del 7 aprile 2008). In seguito a tale audizione, la Commissione ha incaricato l’amministrazione di presentarle un rapporto sulle possibilità di abolire singole deduzioni fiscali e sulle relative ripercussioni. Nell’ultima riunione, la Commissione ha preso atto delle considerazioni dell’amministrazione, che confermano la necessità di una semplificazione dell’imposizione, in particolare per le persone fisiche.
La Commissione approva il tenore delle due iniziative cantonali in deliberazione, in particolare per quanto riguarda l’iniziativa di Argovia. Data la complessità della materia dubita, tuttavia, che sia compito del Parlamento elaborare una proposta in merito e ritiene che lo strumento dell’iniziativa cantonale non sia quello adatto. Appare più consona una mozione che incarichi il Consiglio federale di realizzare questa complessa riforma.
La Commissione ricorda anche che il Consiglio degli Stati ha già trasmesso una mozione Pfisterer (07.3607 Semplificazione dell'imposizione delle persone fisiche) il cui contenuto va nella direzione delle due iniziative cantonali e che è pendente presso la CET del Consiglio nazionale. La Commissione ha perciò deciso di sospendere le due iniziative fino alla decisione del Consiglio nazionale sulla mozione Pfisterer. In caso di adozione, la Commissione intende seguire attentamente, sostenendoli, i lavori dell’amministrazione.
5. Legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) 08.054
Il messaggio del Consiglio federale concernente la revisione parziale della legge federale del 6 ottobre 1995 sugli ostacoli tecnici al commercio propone la modifica della legge attuale, in vigore da 12 anni. La modifica principale consiste nell’applicazione autonoma da parte della Svizzera del cosiddetto «principio Cassis de Dijon» a determinate importazioni provenienti dalla Comunità europea (CE) e dallo Spazio economico europeo (SEE). Si potranno così immettere in commercio in Svizzera anche prodotti fabbricati conformemente alle prescrizioni vigenti nei Paesi della CE o dello SEE e messi legalmente in commercio negli Stati interessati. Il «principio Cassis de Dijon» non è applicabile ai prodotti che sottostanno a un obbligo di autorizzazione o a un divieto di importazione o per i quali occorre previo permesso di importazione. Sono altresì previste misure antidiscriminatorie per la protezione dei produttori svizzeri.
In occasione della sua ultima riunione, la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha avviato i lavori di revisione della legge federale sugli ostacoli tecnici al commercio. Nel corso di un’audizione sono stati sentiti rappresentanti di Economiesuisse, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, dell’Unione svizzera dei contadini, delle organizzazioni per la protezione dei consumatori, della Federazione delle industrie alimentari svizzere, della Comunità d’interessi commercio al dettaglio Svizzera e dell’Unione svizzera dell'articolo di marca.
La Commissione si pronuncerà nella seduta del 30-31 ottobre e, se del caso, avvierà la deliberazione per articoli.
6. Legge sui brevetti. Scelta del sistema di esaurimento nel diritto dei brevetti 08.010
Questo oggetto è stato trattato in occasione di una conferenza stampa. I particolari delle proposte della Commissione possono essere consultati al seguente link: http://www.parlament.ch/sites/doc/CuriaFolgeseite/2008/20080010/S2%20D.pdf
La Commissione si è riunita a Berna il 1° e 2 settembre, sotto la presidenza della consigliera agli Stati Simonetta Sommaruga (SP, BE); hanno assistito, in parte, i consiglieri nazionali Eveline Widmer-Schlumpf e Hans-Rudolf Merz.
Berna, 2 settembre 2008 Servizi del Parlamento