LA CSEC-N rinuncia a iscrivere nella Costituzione la creazione di strutture diurne complementari alla famiglia e alla scuola. Con una mozione chiede però al Consiglio federale di prorogare la validità della legge sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia. Nel contempo, invita la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) a proporre un concordato nel settore delle strutture di custodia di bambini in età prescolare.

La Commissione ha esaminato il rapporto redatto dalla propria sottocommissione riguardante cinque iniziative parlamentari (05.429  – 05.432 e 05.440 ) che chiedono l’elaborazione di una base costituzionale per la creazione di strutture diurne complementari alla famiglia e alla scuola. La maggioranza della sottocommissione, presieduta dalla consigliera nazionale Chantal Galladé (PS/ZH), ha proposto alla Commissione di rinunciare all’attuazione delle iniziative, in quanto gli obiettivi da esse perseguiti verrebbero ad ogni modo raggiunti nel caso entrasse in vigore l’accordo intercantonale sull’armonizzazione della scuola obbligatoria (concordato HarmoS). Una minoranza ritiene tuttavia che tale concordato non risolverà il problema della custodia di bambini in età prescolare. Con 14 voti contro 5 e un’astensione, la Commissione ha aderito alla proposta della maggioranza. Con lo stesso risultato è stata adottata una mozione che chiede al Consiglio federale di sottoporre al Parlamento una revisione della legge federale sugli aiuti finanziari per la custodia di bambini complementare alla famiglia (RS 861). Nel frattempo, il periodo di validità della legge vigente dovrà essere prolungato, mentre il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento il decreto federale che fissa il limite di spesa per i prossimi quattro anni. La Commissione invita inoltre la Conferenza dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS) a proporre un accordo intercantonale nel settore delle strutture di custodia di bambini in età prescolare. La Commissione intende in tal modo sostenere l’obiettivo perseguito dalle cinque iniziative, evitando che una votazione popolare su una modifica costituzionale metta a rischio i lavori in corso.

Senza opposizioni, la Commissione ha avallato il progetto di approvazione della Dichiarazione del 30 marzo 2007 di taluni governi europei sulla fase di utilizzo dei vettori Ariane, Vega e Soyuz al Centro spaziale della Guiana (08.023 s). Firmando questa dichiarazione, la Svizzera potrà continuare a partecipare ai programmi europei per lo sviluppo dei vettori e a collaborare in questo settore con i Paesi partner dell’ESA. La dichiarazione definisce inoltre un quadro giuridico per tutti i vettori che verranno utilizzati in futuro dal Centro spaziale europeo.

La Commissione ha svolto un’audizione sulle cause che hanno portato all’abbandono del progettato polo di ricerca nazionale SESAM. A tal proposito ha invitato il Prof. Dieter Imboden, presidente del Consiglio della ricerca del Fondo nazionale svizzero, e il Prof. Alexander Grob, direttore aggiunto del progetto. Il progetto si prefiggeva di analizzare i fattori che stanno alla base di un sano sviluppo psichico dei bambini (dallo stato fetale all’adolescenza), ma ha dovuto essere abbandonato a causa del numero insufficiente di partecipanti. In risposta a un’interpellanza della consigliera nazionale Maya Graf (08.3225 , ”Polo di ricerca nazionale SESAM. Chi è responsabile del fallimento?“) sono stati evocati vari fattori che possono spiegare il fallimento di questo studio. Si è concordi sulla necessità che in futuro il quadro legale delle questioni etiche, così come la procedura da seguire, vengano definiti in modo più chiaro, per esempio per quel che riguarda la ricerca senza un beneficio diretto. La questione sarà esaminata prossimamente nel quadro della legge sulla ricerca umana.

La Commissione si è poi occupata del rapporto del Consiglio federale sulla costituzione di una ”Fondazione Ricerca svizzera“ (in risposta al postulato 06.3050 ); a tal proposito ha sentito rappresentanti del progetto di Dübendorf e della “Foundation For Global Sustainability”. La Commissione intende scrivere al Consiglio federale per comunicargli di aver accolto favorevolmente il suo rapporto; lo inviterà a proseguire senza indugio i lavori previsti, tenendo in particolare considerazione gli aspetti legati alla sostenibilità.

A metà settembre scadrà il termine di consultazione per l’avamprogetto di ordinanza sulla maturità professionale federale. La Direzione dell’Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT) ha presentato alla CSEC-N i primi risultati della consultazione. La Commissione sostiene la nuova impostazione del sistema, volta a rafforzare l’insegnamento interdisciplinare. Riconosce il successo riscosso negli anni scorsi dalla maturità professionale e spera che la nuova ordinanza non ne freni lo slancio. Per la maggioranza della Commissione è importante che la maturità professionale rafforzi i legami fra la scuola e il mondo economico, e che le conoscenze specifiche dei vari curricoli occupino un posto centrale nell’insegnamento.

La Commissione si è riunita a Berna il 21 e 22 agosto 2008, sotto la presidenza della consigliera nazionale Josiane Aubert (SP/VD).

Berna, 25 agosto 2008 Servizi del Parlamento