La Svizzera parteciperà al progetto sull’energia da fusione ITER, che intende stu-diare i presupposti per produrre energia basata sulla fusione nucleare. Lo ha deci-so all’unanimità la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC).

Nella riunione del 28 agosto 2008, la CSEC ha discusso il decreto federale relativo alla partecipazione della Svizzera al progetto ITER (Progetto di ricerca sull’energia da fusione

ITER. Partecipazione della Svizzera, 08.033 ) insieme a due esperti convenuti per l’occasione: Fritz Schiesser, presidente del Consiglio dei politecnici federali, e Minh Quang Tran, direttore del CRPP (Centre de Recherches en Physique des Plasmas) del politecnico di Losanna e capo della delegazione europea della scienza e della tecnologia ITER. Nel corso della riunione si è trattato il seguito della cooperazione che esiste dal 1978 tra la Svizzera e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) nel campo della ricerca sull’energia da fusione. Il progetto ITER è una collaborazione internazionale finalizzata alla costruzione del reattore a fusione ITER a Cadarache, in Francia. La fusione nucleare consiste nel fondere ad elevate temperature nuclei leggeri (deuterio e trizio) per formare l’elio, il che libera enormi quantità di energia. Il processo è analogo a quello che avviene nel Sole. Nella fissione nucleare avviene invece il processo opposto, ossia la divisione di nuclei pesanti. L’obiettivo di ITER è portare a termine l’ultima fase di sviluppo per passare dalla fusione nucleare sperimentale alla produzione di energia. Il progetto è retto da un accordo multilaterale tra Euratom, Federazione Russa, Repubblica Popolare di Cina, Giappone, Repubblica di Corea, Repubblica Indiana e Stati Uniti d’America. L’adesione al progetto ITER garantisce alla Svizzera, in qualità di membro a pieno titolo, un diritto di partecipazione illimitato e la possibilità di portare avanti la cooperazione molto proficua nel settore scientifico,

tecnologico ed economico. Poiché il consenso sulla partecipazione della Svizzera al progetto ITER è stato unanime, la Commissione chiede l’approvazione del «Decreto federale che approva due scambi di lettere tra la Svizzera e la Comunità europea dell’energia atomica Euratom relativi alla partecipazione della Svizzera al progetto di ricerca sull’energia da fusione ITER».

Basandosi sulla Costituzione federale che chiede la permeabilità dello spazio formativo svizzero, a fine 2007 le Conferenze dei rettori (Conferenza dei Rettori delle Università svizzere, Conferenza dei Rettori delle Università Professionali Svizzere e la Conferenza svizzera dei rettori delle alte scuole pedagogiche) hanno stabilito un accordo che disciplina la permeabilità tra università e il reciproco riconoscimento delle qualifiche. «Equivalenti, ma differenti»: un motto, spesso utilizzato, che sintetizza le differenze tra le università e le scuole universitarie professionali. Chi studia nelle università, nelle scuole universitarie professionali e nelle alte scuole pedagogiche potrà d’ora in poi sperimentare questa differenza. Rappresentanti delle Conferenze dei rettori e dell’Associazione dei diplomati (FH Svizzera) hanno informato i membri della Commissione sullo stato di avanzamento dei lavori rispetto alla realizzazione di tale accordo.

A seguito della nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC), la Confederazione concederà soltanto sussidi per l’istruzione a livello terziario; i sussidi al livello secondario II sono stati sospesi con decorrenza 1.1.2008. La Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) ha inviato in consultazione un trattato intercantonale per il coordinamento dei sussidi all’istruzione. Hans Ambühl, segretario generale della CDPE, ha comunicato i risultati della consultazione alla Commissione, che auspica una rapida conclusione del trattato intercantonale suddetto. Anche diversi interventi attualmente pendenti a livello di Parlamento chiedono l’armonizzazione delle borse di studio, la cui erogazione rimarrà sospesa finché non si farà chiarezza sul trattato della CDPE. La CSEC ritiene all’unanimità che, in caso di mancato consenso tra i Cantoni, dovrà essere adottata una soluzione a livello federale.

Nel corso della seduta si sono svolte anche audizioni su vari argomenti, come lo stato dei lavori inerenti alla Legge federale sull’aiuto alle scuole universitarie e sul coordinamento nel settore svizzero universitario (LASU). La Commissione è stata altresì informata sulle prime esperienze dell’Istituto universitario professionale per la formazione professionale nella sua nuova struttura organizzativa come azienda del terzo cerchio. 

La riunione della Commissione, tenutasi a Berna il 28 agosto 2008, è stata diretta dal Consigliere agli Stati Hermann Bürgi (UDC/TG).

Berna, 29 agosto 2008 Servizi del Parlamento