La CSEC-S approva all’unanimità l’articolo costituzionale sulla ricerca sull’essere umano. La Confederazione deve poter legiferare in tutti i settori della ricerca umana; i principi che il Consiglio federale aveva previsto di applicare alla ricerca in generale sono invece ristretti alla ricerca biomedica sull’essere umano.

Il 14 ottobre 2008 la Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio degli Stati (CSEC-S) ha deciso di entrare in materia sul disegno di articolo costituzionale sulla ricerca sull’essere umano ( 07.072 ) ed ha iniziato la deliberazione in dettaglio. Ha proseguito la deliberazione nella seduta di ieri, fondandosi non sulle decisioni del Consiglio nazionale bensì sul disegno del Consiglio federale (cfr. comunicato stampa del 14 ottobre 2008). Ha approvato la disposizione che consente alla Confederazione di legiferare in tutti i settori di ricerca che possono mettere in pericolo la protezione e la dignità dell’essere umano, incaricandola tuttavia di tener conto dell’importanza della ricerca per la società. Scostandosi dal disegno del Consiglio federale, la Commissione ha deciso che i principi stabiliti nell’articolo 118a capoverso 2 devono riferirsi in modo specifico alla ricerca biomedica sull’essere umano. Questo significa che questi principi non concernono la ricerca su dati personali già disponibili o su materiale biologico. La Commissione ha deciso inoltre che un progetto di ricerca nel campo della biomedicina può essere realizzato soltanto se la persona che vi partecipa e la persona designata dalla legge hanno dato il loro consenso informato. La Commissione ha approvato il progetto all’unanimità. L’oggetto sarà sottoposto al Consiglio degli Stati nella sessione invernale 2008.

La Commissione ha trattato inoltre il rapporto finale del Consiglio dei PF concernente il periodo di prestazioni 2004 – 2007 ( 08.070 ), sottoposto dal Consiglio federale all’approvazione delle Camere federali il 22 settembre 2008. Conformemente alla legge sui PF e alle esigenze del mandato di prestazioni specifico, che è parte integrante del messaggio concernente il promovimento dell'educazione, della ricerca e dell'innovazione (ERI), il Consiglio dei PF – organo strategico di condotta e di sorveglianza del settore dei PF – pubblica regolarmente un rapporto finale al termine di un periodo di prestazioni di quattro anni. La Commissione si è occupata delle prestazioni e dell'impiego delle risorse nel settore dei PF e ha preso atto con soddisfazione del fatto che le sei istituzioni del settore dei PF (ETH Zürich e EPF Lausanne, PSI, WSL, Empa e Eawag) hanno adempiuto il loro mandato di base relativo all’insegnamento e alla ricerca. Si è parimenti dimostrata soddisfatta del fatto che i due PF occupano sempre i posti migliori a livello internazionale, e questo nonostante una concorrenza sempre più accanita. La Commissione deplora tuttavia che il rapporto non sviluppi l’«impact factor» (un indicatore di qualità delle pubblicazioni scientifiche fondato sulla loro frequenza di citazione) sul periodo di prestazioni. La Commissione ha infine trattato in dettaglio le questioni relative alle raccolte di fondi, al trasferimento del sapere e agli scambi con le imprese. La Commissione raccomanda all’unanimità al proprio Consiglio di adottare il rapporto finale. Il Consiglio degli Stati esaminerà il progetto durante la sessione invernale.

Dopo aver preso atto del rapporto del Consiglio federale «Strategia per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù» la Commissione ha esaminato la mozione del Consiglio nazionale (Amherd Viola) che chiede l’elaborazione di una legge federale concernente il promovimento e la protezione dell’infanzia e dei giovani ( 07.3033 ). La CSEC-S condivide in linea di massima gli obiettivi della mozione. Ritiene tuttavia che le misure previste dal Consiglio federale nel suo rapporto consentirebbero di attuare gli obiettivi principali della mozione nei settori del promovimento dell’infanzia e dei giovani senza modificare le attuali basi costituzionali. Con 11 voti e 1 astensione la Commissione ha parimenti deciso di emendare il testo della mozione e di chiedere al Consiglio federale di procedere senza indugio alla revisione della legge sulle attività giovanili. In quest’ottica la Confederazione è incaricata di armonizzare le misure prese dalla Confederazione, dai Cantoni e dai Comuni, di stabilire norme minime e di proporre misure di sostegno. La Commissione condivide invece l'opinione del Consiglio federale secondo cui la protezione dell’infanzia e dei giovani rientra essenzialmente nel settore delle competenze dei Cantoni e dei Comuni.

Alcuni rappresentanti dell’Amministrazione hanno inoltre informato la Commissione in merito al programma Gioventù + Sport Kids, al blocco dei crediti previsto nell’ambito dell’esame del preventivo 2009 nei settori della formazione, della ricerca e dell’innovazione, nonché in merito alla situazione finanziaria nel settore della protezione del paesaggio e della conservazione dei monumenti storici.

La Commissione si è riunita il 3 novembre 2008 a Berna, sotto la presidenza del consigliere agli Stati Hermann Bürgi (UDC/TG) e in parte alla presenza del presidente della Confederazione Pascal Couchepin.

Berna 4 novembre 2008 Servizi del Parlamento