Analizzando la posizione della Svizzera nella controversia concernente l’assistenza amministrativa in materia fiscale, la Commissione della politica estera del Consiglio nazionale (CPE-N) ha criticato la mancanza di una strategia chiara da parte del Consiglio federale. Ha inoltre approvato gli accordi di libero scambio conclusi dalla Svizzera con la Colombia e il Giappone e l’accordo MEDIA stipulato tra la Svizzera e la Comunità europea.

1. Vertice del G20 e stato delle relazioni della Svizzera con gli Stati Uniti, i Paesi europei e altri Stati in seguito ai problemi legati al segreto bancario

La CPE-N ha discusso della situazione in cui la Svizzera si trova attualmente per quanto riguarda la cooperazione internazionale in materia di reati fiscali e di mantenimento del segreto bancario. Ha trattato con particolare attenzione la posizione della Svizzera in seno all’OCSE e la lista degli Stati che si rifiutano di cooperare in materia fiscale pubblicata dall’OCSE. Si è inoltre occupata della procedura da seguire in riferimento all’adeguamento delle convenzioni di doppia imposizione in base al modello dell’OCSE.

Sebbene non tutti i membri della Commissione siano concordi nello stabilire le cause della situazione attuale, condividono tuttavia la medesima opinione su due punti. Innanzitutto, la Commissione constata con preoccupazione la mancanza di una strategia coerente da parte del Consiglio federale per quanto riguarda i problemi attuali, in secondo luogo critica aspramente il fatto che il Consiglio federale non abbia tenuto conto dei diritti che la legge sul Parlamento riserva al Parlamento in generale e alla CPE in particolare in materia di politica estera, omettendo di consultarla e di informarla delle sue decisioni e intenzioni.

In seguito alla discussione, la CPE-N ha adottato due mozioni: la prima incarica il Consiglio federale di domandare che, in occasione della prossima riunione del Consiglio dei ministri dell’OCSE, questo organo sia ufficialmente consultato sul rapporto allestito dal Segretario generale dell’OCSE all’attenzione del G20, la seconda esorta il Consiglio federale a consultare le commissioni della politica estera prima di avviare negoziati sulla modifica delle convenzioni di doppia imposizione.


2. Accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Colombia e accordo agricolo tra la Svizzera e la Colombia (09.030 n)

Prima di avviare i dibattiti sull’accordo di libero scambio tra la Svizzera e la Colombia, la Commissione ha sentito alcuni rappresentanti di economiesuisse, dell’Unione svizzera dei contadini, di Alliance Sud, della Dichiarazione di Berna e del Gruppo di lavoro Svizzera-Colombia.

Nel quadro delle deliberazioni, la Commissione ha respinto con 22 voti contro 3 e 1 astensione una proposta di non entrata in materia. È stata altresì respinta con 15 voti contro 10 e 1 astensione una proposta di rinvio che incaricava il Consiglio federale di rinegoziare l’accordo di libero scambio, in cooperazione con la Norvegia, sul modello dell’accordo di libero scambio USA-Colombia. Tale proposta incaricava inoltre il Consiglio federale di presentare al Parlamento un rapporto dettagliato sulla situazione dei diritti umani e dei diritti sindacali in Colombia, come pure un’analisi relativa all’impatto del commercio sullo sviluppo sostenibile.

Secondo la maggioranza della Commissione, considerata la difficile situazione economica cui la Svizzera è attualmente confrontata, la conclusione di un accordo di libero scambio e di un accordo agricolo con la Colombia non può che dare buoni impulsi alla congiuntura. Ritiene inoltre che negli ultimi anni la situazione dal profilo dei diritti umani sia migliorata in Colombia e che, grazie all’istituzione del Consiglio dei diritti dell’uomo, siano disponibili sufficienti strumenti internazionali atti a lottare efficacemente contro le violazioni dei diritti umani.

La minoranza della Commissione considera invece che questo accordo di libero scambio dovrebbe tenere maggiormente conto dei parametri in materia di diritti umani, nonché degli aspetti sociali e ambientali. In considerazione dello spiccato interesse manifestato dalla Colombia per l’accordo di libero scambio, ci si può pure aspettare che questo Paese sia disposto a realizzare progressi in questi tre settori.

Con 15 voti contro 10 e 1 astensione, la CPE-N ha infine approvato il decreto federale concernente un accordo di libero scambio tra gli Stati dell’AELS e la Colombia, come pure un accordo agricolo bilaterale tra la Svizzera e la Colombia.


3. Accordo di libero scambio tra la Svizzera e il Giappone (09.025 ns)

La Commissione ha espresso la sua approvazione per la conclusione di questo accordo con la seconda potenza economica mondiale e ha constatato con soddisfazione che il suo preambolo fa riferimento ai principi della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, nonché alla protezione ambientale e all’utilizzazione ottimale delle risorse naturali. La Commissione ha adottato questo oggetto all’unanimità.


4. 07.074 s Programma MEDIA 2007-2013. Accordo con la Comunità Europea. Messaggio aggiuntivo

Dopo che nel 2007 il Parlamento aveva rinviato l’accordo MEDIA al Consiglio federale, la CPE-N ha ora proceduto all’esame di un messaggio aggiuntivo nell’ambito dell’allestimento di un corapporto destinato alla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni. In tale nuovo messaggio, il Consiglio federale presenta una soluzione più adeguata al problema della diffusione di pubblicità televisiva per bevande alcoliche destinata specificamente alla Svizzera.

Con 17 voti contro 8, la Commissione è entrata in materia su questo oggetto. La maggioranza della Commissione riconosce così l’importanza che riveste la cooperazione tra la Svizzera e l’UE nel settore dell’audiovisuale per i cineasti svizzeri. La minoranza della Commissione respinge l’accordo ritenendo che non comporti alcun vantaggio per la Svizzera. Per quanto concerne l’allentamento del divieto della pubblicità televisiva per vino e birra proposto dal Consiglio federale, la Commissione si è allineata, con 13 voti contro 12, alla posizione del Consiglio degli Stati. La pubblicità per tutte le bevande alcoliche deve dunque essere proibita sulle emittenti televisive nazionali ed estere, qualora i programmi si rivolgano esclusivamente a un pubblico svizzero.


5. Attualità internazionali

La Commissione ha affrontato diversi temi di attualità. In particolare, ha chiesto delucidazioni in merito alla situazione nello Sri Lanka e agli sforzi compiuti dalla Svizzera e dalla comunità internazionale per raggiungere un cessate il fuoco. Ha constatato con rammarico che finora non sono stati compiuti progressi. Si è inoltre occupata della situazione dei profughi che vivono in un ambiente contaminato dal piombo a nord di Mitrovica, nel Kosovo. Con 8 voti contro 7 e 1 astensione, ha respinto una proposta che chiedeva il deposito di una mozione commissionale che incaricasse il Consiglio federale di trovare una diversa sistemazione per queste persone.


La Commissione si è riunita a Berna il 6 e il 7 aprile 2009, sotto la presidenza di Geri Müller (PES/AG) e in presenza della consigliera federale Doris Leuthard e del consigliere federale Pascal Couchepin.


Berna, 7 aprile 2009, Servizi del Parlamento