Riunitasi ad Ascona, la Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati (CPE-CS) si è occupata degli ultimi sviluppi nel contenzioso tra Svizzera e Libia. Vista la non osservanza da parte libica dell’accordo concluso nell’agosto scorso, è concorde con il Consiglio federale sulla necessità di cambiare strategia.
All’ordine del giorno vi era inoltre un incontro con il ministro degli esteri spagnolo. La Commissione ha parimenti affrontato la questione dei rapporti del Cantone del Ticino con la Confederazione e l’Italia e ha discusso delle sfide del Festival internazionale del film di Locarno. La CPE-CS ha iniziato le deliberazioni sul Rapporto di politica estera 2009 e dibattuto sull’eventualità di istituire una Commissione federale dei diritti dell’uomo.

1. Rapporti tra Svizzera e Libia

La CPE-CS è stata informata dalla consigliera federale Micheline Calmy-Rey sullo stato attuale dei rapporti tra Svizzera e Libia, che si sono deteriorati dopo l’arresto di Hannibal Gheddafi. La Commissione si è occupata inoltre degli aspetti giuridici dell’accordo sulla normalizzazione dei rapporti bilaterali concluso con la Libia il 20 agosto 2009, discutendo delle possibili opzioni che concernono la posizione della Svizzera.

La Commissione ha constatato che la Libia ha violato sia l’accordo menzionato sia la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari. Ha preso atto del cambiamento di strategia deciso dal Consiglio federale in seguito a questi eventi. Condivide questa scelta così come approva la decisione del Consiglio federale di mantenere il riserbo su tale strategia.

Una minoranza della Commissione intendeva raccomandare al Consiglio federale alcune misure. La maggioranza ritiene invece che allo stato attuale ciò non sia opportuno. Secondo la Commissione, in questo affare il modo di procedere del Consiglio federale va sottoposto a un’analisi critica soltanto alla sua conclusione. Occorre ora di dare priorità assoluta alla sicurezza delle persone trattenute in Libia. La CPE-CS osserverà con attenzione gli sviluppi della situazione.


2. Colloquio con il ministro degli affari esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos Cuyaubé

Lo scambio di opinioni con il ministro degli esteri spagnolo è stato molto arricchente. La partecipazione di Moratinos alla riunione della Commissione è un evento straordinario ed è l’espressione dell’amicizia che lo lega alla Svizzera e dell’importanza che attribuisce agli scambi e al partenariato con il nostro Paese. La Commissione ha molto apprezzato questo gesto di considerazione e di amicizia, in particolare in prospettiva della presidenza europea spagnola dell’Unione europea (dal gennaio 2010).

Accantonando il riserbo diplomatico, Moratinos ha fornito un’analisi aperta e intelligente dei mutamenti geopolitici che hanno caratterizzato l’inizio del secolo XXI e che esigono un approccio e risposte globali che vanno oltre i tradizionali schemi Est-Ovest e Nord-Sud. Di fronte a questo sviluppo l’Unione europea deve rafforzare la sua coesione e concepire diversamente le sue politiche. Il ministro degli esteri spagnolo ha dedicato una parte del suo esposto anche alla situazione nel Vicino Oriente, rilevando che la soluzione del conflitto israelo-palestinese rappresenta un elemento chiave per la sicurezza dell’Occidente.


3. Le relazioni del Cantone del Ticino con la Confederazione e l’Italia

La riunione tenutasi nel Cantone d’origine del suo presidente ha offerto alla Commissione l’opportunità di prendere atto dei problemi che il Ticino incontra nei suoi rapporti con la Confederazione e l’Italia. La vicinanza del Cantone, che conta 300 000 abitanti, con la Lombardia, che ne conta circa 9 milioni, confronta il Ticino con problematiche estranee agli altri Cantoni.

Quanto ai rapporti con la Confederazione, secondo Giampiero Gianella, cancelliere dello Stato e delegato del Consiglio di Stato per le questioni transfrontaliere, uno dei problemi risiede nel fatto che le autorità federali non coinvolgono sufficientemente il Cantone né considerano la sua situazione specifica prima di prendere decisioni che lo interessano. Il Cantone si dice determinato, dal canto suo, a difendere in modo più sistematico i propri interessi a Berna.

Per quanto riguarda i rapporti con l’Italia, il cancelliere dello Stato ha ricordato le difficoltà dovute al fatto che i processi decisionali sono centralizzati a Roma e che l’Accordo sulla libera circolazione è applicato dalla Svizzera senza una vera contropartita da parte italiana. Un ulteriore problema è rappresentato dalle misure decise dal Governo italiano nel quadro dell’amnistia fiscale (il cosiddetto “scudo fiscale”).


4. Importanza e sfide del Festival internazionale del film di Locarno

La CPE-CS si è occupata del Festival internazionale del film di Locarno: tenuto conto che costituisce un esempio di presenza forte della Svizzera nel contesto internazionale, questa manifestazione riveste un significato particolare anche ai fini della politica estera. Il presidente del Festival internazionale del film Marco Solari ha illustrato alla Commissione gli aspetti che rendono questa manifestazione un evento culturale unico a livello mondiale nel settore della cinematografia. Sin dall’inizio il festival del film di Locarno si è concentrato più sui film che sulle star. È stato concepito come festival della scoperta di nuovi settori tematici, di nuove forme d’espressione e di nuovi cineasti. Grazie a questo profilo la manifestazione è riuscita a guadagnarsi un posto tra i primi dieci festival del film nel mondo e a diventare uno dei rari eventi culturali svizzeri di respiro mondiale. Per mantenere la posizione conquistata, il festival deve affrontare grandi sfide, segnatamente di ordine finanziario. Per questa ragione Marco Solari ha ripetutamente insistito sulla importanza culturale, politica ed economica di questo evento sia per il Ticino che per la Svizzera.


5. 09.052 ns Rapporto di politica estera 2009

Il Rapporto di politica estera 2009 (09.052 ns) offre una panoramica delle attività di politica estera più importanti dalla pubblicazione dell’ultimo Rapporto di politica estera, avvenuta nel giugno 2007. A differenza del rapporto 2007, l’attuale pubblicazione raggruppa in un unico documento, a scadenza annuale, tutti i rapporti di politica estera pubblicati periodicamente. Esso integra infatti il rapporto annuale sulle misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo, il rapporto sulle relazioni tra la Svizzera e l’ONU nonché il rapporto annuo sulle attività della Svizzera nel Consiglio d’Europa. All’origine di questa nuova forma di rendiconto vi è un postulato depositato nel 2006 dalla CPE-CS (06.3417 “Rapporti periodici del Consiglio federale alle Commissioni della politica estera”).
La CPE-CS ha avviato l’esame del Rapporto di politica estera 2009 affrontando in particolare i temi seguenti: la politica europea della Svizzera, la politica del disarmo e di non proliferazione, la promozione della pace e la sicurezza umana nonché lo sviluppo leale e sostenibile. La Commissione proseguirà l’esame approfondito di questo rapporto e del rapporto della Delegazione parlamentare presso il Consiglio d’Europa in occasione della prossima riunione prevista per il 9 novembre 2009.


6. Commissione federale dei diritti dell’uomo

In seguito a un postulato della CPE-CS (02.3394 “Commissione federale dei diritti dell’uomo”) il Consiglio federale ha presentato un rapporto sulle possibilità e l’opportunità di istituire una Commissione federale dei diritti dell’uomo. In questi ultimi anni l’istituzione di tale organismo è stata fonte di assai lunghe discussioni, come testimoniano i numerosi interventi parlamentari depositati dal 2001. I membri della CPE-CS hanno espresso idee diverse in merito al rapporto del Consiglio federale e all’istituzione di un centro di competenze per i diritti umani. Una parte di essi si è detta delusa per la soluzione scelta e deplora il fatto che il Consiglio federale non sia intenzionato a istituire una Commissione permanente. Altri vedono invece positivamente la soluzione pragmatica del Consiglio federale senza tuttavia nascondere il loro scetticismo sulla realizzabilità di tale centro. Alcuni invece hanno espresso seri dubbi sulla necessità di un tale centro di competenze. La Commissione ha chiesto al Consiglio federale di informarla sui risultati della valutazione del progetto pilota. La CPE-CS ha inoltre criticato che la decisione di istituire il centro di competenze sia stata presa senza una base giuridica e senza l’avallo del Parlamento.


La CPE-CS si è riunita in Ticino il 22-23 ottobre 2009 sotto la presidenza del consigliere agli Stati Dick Marty (PLR/TI) e alla presenza della consigliera federale Micheline Calmy-Rey.

 

Berna, 23 ottobre 2009 Servizi del Parlamento