Le Commissioni delle finanze seguono con attenzione la crisi finanziaria ed economica sin dall’inizio. Per ovvi motivi la loro attenzione è rivolta soprattutto alle ripercussioni che la crisi ha sulle finanze dello Stato. Quest’anno il seminario di politica finanziaria organizzato dalle Commissioni è stato pertanto dedicato alle interdipendenze tra il bilancio pubblico da un lato e i programmi congiunturali e il settore finanziario dall’altro. In particolare, per poter meglio valutare le soluzioni adottate in Svizzera, le Commissioni le hanno paragonate alle misure prese in Germania e Francia.
Durante il primo giorno le Commissioni hanno esaminato le ripercussioni dei programmi congiunturali sulle finanze pubbliche. La giornata è stata aperta dal capo della Sezione Politica economica della SECO e dal vicedirettore dell’Amministrazione federale delle finanze responsabile per il bilancio, il piano e il conto finanziari, che hanno riassunto le misure prese in Svizzera sinora. La Commissione si è in particolare interessata alle misure decise dal Consiglio federale il 17 giugno 2009 (fase 3 delle misure di stabilizzazione; cfr. comunicato stampa del Consiglio federale del 17 giugno). In seguito due rappresentanti rispettivamente del Ministero delle finanze francese e di quello tedesco hanno illustrato i meccanismi possibili nei due Paesi per reagire alla crisi (ad es. misure di stabilizzazione automatiche) e le misure effettivamente adottate. Il paragone internazionale – per quanto difficile a causa della mancanza di basi comparative comuni – mostra che sinora la Svizzera ha impiegato una quota relativamente modesta di risorse pubbliche per il rilancio della congiuntura. Nella discussione con i periti si è parlato in particolare del tipo di misure prese e delle loro ripercussioni sulle finanze pubbliche. È emersa l’importanza della valutazione dell’efficacia dei programmi di rilancio congiunturale. Fattore centrale per la decisione se adottare o no siffatti programmi deve essere la sopportabilità per il bilancio dello Stato.
Le cifre presentate dagli esperti invitati hanno mostrato che a livello internazionale l’onere pubblico è già aumentato considerevolmente. Esso aumenterà ancora negli anni a venire a causa della diminuzione del gettito fiscale dovuta alla crisi e all’aumento della spesa pubblica, difficilmente contenibile a fronte della situazione attuale. Una delle sfide politiche centrali nei prossimi anni sarà l’esigenza di trovare soluzioni per ridurre nuovamente il debito dello Stato ed evitare di lasciare in eredità alle generazioni future un debito non più sanabile.
Le Commissioni hanno inoltre preso atto che la Germania introdurrà lo strumento del freno all’indebitamento secondo il modello della Svizzera.
Il secondo giorno è stato dedicato ai rapporti tra finanze pubbliche e settore finanziario. Dapprima il direttore dell’Amministrazione federale delle finanze ha riassunto la situazione e le misure in Svizzera, sottolineando a tal proposito che le due grandi banchi svizzere sono di importanza fondamentale per il settore finanziario e l’economia del nostro Paese. In seguito il rappresentante del Ministero delle finanze tedesco ha descritto la situazione in Germania. Ne è scaturito che, sebbene in Svizzera il settore finanziario sia di gran lunga più importante che in Germania, anche in questo Paese lo Stato ha dovuto sostenere numerose banche che avevano investito in titoli tossici. L’esperto ha presentato i modelli di sostegno applicati a tal fine (ad es. i cosiddetti modelli delle “banche spazzatura” o “bad bank”). La panoramica mostra che in Svizzera la quota di spesa pubblica adibita al sostegno del settore finanziario è nell’assieme contenuta, nonostante la grande importanza del settore per tutta l’economia del Paese. Attualmente non è ancora possibile prevedere se gli aiuti pubblici concessi al settore resteranno a carico dei contribuenti o se potranno essere rimborsati dalle banche destinatarie: ciò dipende infatti sostanzialmente dallo sviluppo dei mercati e delle quotazioni in borsa delle banche medesime.
Resterà compito delle due Commissioni delle finanze seguire da vicino le ripercussioni della crisi finanziaria ed economica sulle finanze pubbliche, ad esempio nell’ambito dell’esame del Preventivo 2010 e del Piano finanziario 2011–2013 o in occasione delle periodiche sedute informative sull’attuazione del pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero (08.077). Questo tema continuerà senza dubbio a occupare un posto centrale nell’agenda politica degli anni a venire.
La riunione delle due Commissioni delle finanze è stata diretta dal presidente della Commissione del Consiglio nazionale, Fabio Abate (PLR/TI) e si è svolta il 22 e il 23 giugno 2009 a Locarno. Al seminario hanno partecipato il direttore e un vicedirettore dell’Amministrazione federale delle finanze, il capo della Sezione Politica economica della SECO, un’esperta del Ministero delle finanze francese e un esperto del Ministero omologo tedesco.
Berna, 24 giugno 2009 Servizi del Parlamento