Pacchetto di misure per rafforzare il sistema finanziario svizzero – bilancio intermedio soddisfacente ma sussistono molte incertezze nonostante che le prospettive siano nettamente migliorate
Il capo del Dipartimento federale delle finanze e il presidente dell’Autorità federale di sorveglianza dei mercati finanziari hanno informato la Commissione sulla situazione del sistema finanziario svizzero, del mercato del credito interbancario, del risanamento in corso di UBS, banca che riveste un ruolo centrale nel sistema finanziario svizzero, nonché sull’attribuzione delle componenti variabili salariali presso siffatta istituzione.
In un confronto sul piano internazionale risulta chiaro che le misure intraprese dalla Confederazione si rivelano efficaci e che il bilancio intermedio permette di prevedere un netto miglioramento entro un dato termine. Tuttavia, in una prospettiva globale di risanamento dei mercati finanziari, la Svizzera, con la sua piazza finanziaria di centrale importanza sul piano mondiale, ha chiesto di partecipare nel modo più attivo possibile al G20, gruppo di cui essa purtroppo non fa parte.
Le esigenze concernenti la percentuale di fondi propri secondo la BRI sono ampiamente rispettate e permettono segnatamente a UBS, con oltre l’11%, di prevedere uno sviluppo normale delle sue attività. Il presidente della FINMA sottolinea che, in un confronto internazionale, le esigenze svizzere sono nettamente superiori a quelle in vigore fuori dai nostri confini.
Nel quadro dell’assistenza amministrativa nei confronti degli USA, la Commissione inviterà per scritto il Tribunale federale amministrativo ad apportare un sostegno rapido e adeguato nell’esame degli incarti.
Riguardo al prestito convertibile obbligatorio di 6 miliardi di franchi, la Commissione è stata informata sulla strategia perseguita dal Consiglio federale. Diverse opzioni sono ipotizzabili, nell’intento di trovare la formula migliore in funzione del calendario, degli importi e dei rischi possibili: ad esempio, dal prossimo 9 giugno la Confederazione potrebbe già convertire il suo prestito in capitale-azioni di UBS; inoltre sta esaminando se mettere parti del prestito convertibile sul mercato. La Commissione si chinerà nuovamente su questo tema quando il Consiglio federale avrà adottato una strategia ma è già ora contraria a un mantenimento della qualità di azionista della Confederazione presso UBS.
La Commissione è pure stata informata sulla società veicolo StabFund, fondata alla fine dello scorso mese di novembre e che ha già ripreso i primi attivi appartenenti all'UBS. Finora è stato trasferito un importo di 16,5 miliardi di US$, che rappresenta oltre 2'000 posizioni. La valorizzazione degli attivi è basata su perizie al 30 settembre 2008. I trasferimenti successivi avverranno sulla stessa base. StabFund prevede un lasso di tempo di 12 anni per valorizzare e poi rivendere gli attivi che le saranno stati trasferiti. In totale, l'importo che verrà trasferito è stimato in circa 40 miliardi di US$. Il saldo – ossia circa 20 miliardi di US$ – rappresenta attivi finanziari che UBS, in seguito a un riesame sulla natura di tali attivi, non intende trasferire alla società veicolo. È utile ricordare che la convenzione tra BNS e UBS consente questo adeguamento e che di conseguenza la base di fondi propri di UBS, che inizialmente ammontava a 6 miliardi di US$, verrà a sua volta adeguata. Ne consegue che il risanamento del bilancio di UBS può differire da quanto inizialmente previsto.
Considerata la complessità della struttura salariale vigente e prevista per il futuro presso UBS, il rappresentante della FINMA ha fornito spiegazioni dettagliate alla Commissione. È necessario operare una chiara distinzione tra i versamenti effettuati nel 2008 in base all'esercizio 2007, quelli basati sull'esercizio 2008 e che verranno effettuati nel 2009, e la politica di retribuzione a partire dal 2009. A questo proposito occorre ribadire che i dettagli delle cifre pubblicate il 10 febbraio da UBS, come pure il rapporto FINMA dello stesso giorno, sono completi e attuali. Un importo di 1,6 miliardi di franchi è riservato alla componente variabile dei salari, differita su tre anni (dal 2010 al 2012) e ripartita in due programmi: il primo concernente 900 milioni, somma necessaria a mantenere gli impiegati chiave e pagabile soltanto se l'azienda è redditizia e non ha più bisogno di ricorrere all’aiuto dello Stato; il secondo concernente 700 milioni sotto forma di opzioni. Questi due programmi concernono circa 10'000 dei 75'000 impiegati della banca. La tredicesima mensilità sarà limitata, per tutti i collaboratori, se del caso a un massimo di 125'000 franchi. È infine opportuno rilevare che nel 2008 UBS ha ridotto la propria massa salariale del 36 per cento, unica banca al mondo ad aver effettuato un taglio così drastico, ma che allo stesso tempo i redditi imponibili dei suoi collaboratori nel mondo intero raggiungono per il 2008 un importo pari a 22 miliardi di franchi.
In base a un rapporto che la FINMA ha consegnato al Consiglio federale, il capo del Dipartimento delle finanze ha ancora confermato che la FINMA ha svolto pienamente il suo ruolo di Autorità di vigilanza sui mercati finanziari, in particolare per quanto attiene alla sua gestione della politica salariale di UBS. La Commissione lamenta tuttavia una comunicazione non sufficientemente strutturata e chiara.
La Commissione chiede al Consiglio federale di prendere le misure seguenti:
1) Provvedere affinché la FINMA pubblichi entro maggio 2009 le direttive concernenti la politica di rimunerazione degli istituti bancari svizzeri.
Tali direttive dovranno essere elaborate in modo tale da evitare le sollecitazioni ad assumere rischi sconsiderati, da incoraggiare la riuscita durevole delle aziende e da rispettare gli standard definiti a livello internazionale.
2) Fissare un termine entro il quale gli istituti finanziari svizzeri adatteranno il loro sistema di rimunerazione alle direttive della FINMA.
3) Fare in modo che UBS applichi le direttive a partire dal 2009, anche in merito alle misure di rimunerazione differite, relative all’anno 2008.
Messaggio 09.041 - Direttive del Consiglio federale sul preventivo 2010 e sul piano finanziario 2011 – 2013
La Commissione ha preso atto delle misure previste dal Consiglio federale per l’elaborazione del progetto di preventivo 2010 e del piano finanziario 2011-2013. Secondo le ultime stime, che saranno riviste nel giugno 2009 al fine di elaborare il preventivo 2010 definitivo, nell’arco dei prossimi tre anni i redditi diminuiranno di un volume pari a 2,5 – 3 miliardi. Le diminuzioni saranno dovute sia alle misure strutturali che entreranno in vigore proprio nei prossimi anni sia alla compensazione degli effetti della progressione a freddo, una misura dal carattere congiunturale e strutturale, nonché al degrado della situazione economica. In questo contesto il Consiglio federale rammenta che l’esame dei compiti della Confederazione rimane comunque un tema d’attualità indipendentemente dalla situazione economica contingente e dagli strumenti impiegati per effettuare le compensazioni inevitabili. Sarà forse necessario compensare un importo compreso tra 300 e 600 milioni, a dipendenza della situazione economica, e il Consiglio federale deciderà in proposito nel giugno prossimo. La Commissione rileva infine con soddisfazione che allo stato attuale il freno all’indebitamento sarà rispettato nell’ambito dell’elaborazione del progetto di preventivo 2010.
Messaggio 09.013 - Seconda fase delle misure di stabilizzazione congiunturale, supplemento Ia al preventivo 2009 e altre misure.
I capi del Dipartimento delle finanze e del Dipartimento dell’economia hanno informato la Commissione sui principi che hanno condotto il Consiglio federale a elaborare la seconda fase delle misure di stabilizzazione congiunturale.
Sono soprattutto i criteri inerenti alla rapidità di attuazione, alla ripartizione geografica e regionale, all’effetto moltiplicatore e all’impatto sull’economia in generale ad aver condotto il Consiglio federale a proporre i progetti contenuti nella seconda fase delle misure di stabilizzazione congiunturale. Un secondo elemento di valutazione riguarda il coordinamento effettuato assieme ai Cantoni, il cui supporto è essenziale perché le misure congiunturali abbiano successo. La Commissione è molto soddisfatta del coordinamento preliminare con i Cantoni e rileva che è stato effettuato un autentico sforzo di ripartizione dei progetti in Svizzera.
La Commissione prende atto del fatto che il sostegno dell’industria dell’esportazione non può concentrarsi su un unico settore e che la migliore soluzione è quella di favorire l’insieme dell’industria dell’esportazione mediante gli adeguamenti legali concernenti l’assicurazione svizzera contro i rischi dell’esportazione.
Per quanto riguarda la politica regionale, è stato posto l’accento sui progetti che la Confederazione non ha potuto prendere in considerazione in passato per diversi motivi finanziari. Il vantaggio di questi progetti risiede nel fatto che per ogni franco investito dalla Confederazione ne vengono generati fino a tre volte tanti mediante i contributi dei Cantoni e dei Comuni.
La Commissione si dichiara soddisfatta del catalogo dei progetti proposti, della loro ripartizione geografica, dell’accento posto sia sulle misure volte a conservare l’impiego «tradizionale» sia su quelle che favoriscono la ricerca e lo sviluppo. In prima lettura, è entrata in materia su tutti gli oggetti presentati nel messaggio 09.013. È convinta del progetto di sostegno presentato e soprattutto dall’approccio per fasi e dalla possibilità di rispettare il sistema del freno all’indebitamento, uno strumento congiunturale che deve funzionare anche nei periodi più difficili.
La Commissione si è riunita il 16 e il 17 febbraio 2009 a Berna sotto la presidenza del consigliere agli Stati Philipp Stähelin (PPD/TG) e in parte in presenza del presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz e della consigliera federale Doris Leuthard.